
SERRAFALO'
I FUOCHI E I RACCONTI DEL SETTE SETTEMBRE
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Venerdi' sette settembre duemilasette
a partire dalle ore 18
Frutteto di Casa Aie
Serravalle Langhe
(Cuneo)
ingresso gratuito
Per arrivare a Serravalle Langhe
Per informazioni sui Narratori di Macondo
Programma
Dalle ore 18 alle 19:
Accoglienza degli ospiti, merenda sinoira con il cibo e il vino portato dai partecipanti, accensione simbolica del falò.
A seguire:
Letture e racconti intorno al fuoco. I narratori di Macondo leggeranno i loro racconti ma chiunque abbia voglia di partecipare sarà invitato a prenotarsi, inserendo il proprio nome in un'urna, per leggere o raccontare una storia o cantare una canzone, o suonare uno strumento, o fare una capriola, o esibirsi in un gioco di prestigio o di giocoleria, o qualunque cosa gli suggerisca la fantasia.
Se il maltempo non dovesse consentire lo svolgimento della manifestazione nel frutteto di Casa Aie, ci trasferiremo in un luogo chiuso messo a disposizione dal Comune di Serravalle Langhe e il falò sarà sostituito dall'accensione rituale e simbolica di alcune lampade a olio e candeline. Così faremo anche nel caso di particolari condizioni di vento e siccità che dovessero rendere pericolosa l'accensione del falò all'aperto.
Se le condizioni saranno ottimali il fuoco sarà comunque piccolo e simbolico, racchiuso in un cerchio di pietre e controllato costantemente per garantire assoluta sicurezza e rispetto dell'ambiente. Al termine della manifestazione si svolgerà lo spegnimento rituale del fuoco in chiusura della stagione estiva con il benvenuto all'autunno.
I fuochi...
L'otto settembre, tradizionalmente, è il giorno in cui si celebra la natività della Madonna. Da tempi immemorabili, sulle Langhe, i contadini radunavano il fogliame e le sterpaglie del sottobosco, dei noccioleti, degli orti, in attesa della sera del sette settembre, vigilia della natività della Madonna.
Ricordo, quand'ero ragazzo e passavo le vacanze a Serravalle, che già a fine agosto, sui colli cominciavano a crescere grandi mucchi d'erba secca, foglie e rami. Si metteva tutto lì. Io avvertivo con una tristezza indescrivibile la fine delle vacanze. Il sette settembre, la sera dei falò, concludeva l'estate.
Ricordo quelle cene mangiate in fretta col sole che scendeva implacabile. "Ci sono già i falò" dicevo col cucchiaio a mezzaria. "E' presto", rispondevano. "Ci sono già, ci sono già", e correvo alla finestra. Non c'erano ancora. Tornavo a tavola, buttavo giù due cucchiaiate e poi... "per me ci sono già", dicevo.
Dopo cena, papà, con calma, tirava fuori cartina e trinciato e si faceva la sigaretta. L'umettava con la saliva, sfregava un cerino e accendeva. Io non mi perdevo un suo gesto. Dalla finestra vedevo, o credevo di vedere, nella luce ancora piena del tramonto, un filo di fumo su un colle lontano. "Papà, ci sono già!". Lui si alzava, stancamente, e fischiettando scendeva in cortile. Gli galoppavo dietro.
Nel frutteto stavamo per un po' a guardare lontano. Qualcuno accendeva. Allora papà si chinava alla base del mucchio, stropicciava una carta, strofinava un cerino e ben presto la paglia avvampava.
"Hanno acceso a Cissone" dicevano i vicini. "Guarda Albaretto, quest'anno l'han fatto più grosso!" Papà attizzava con il tridente. Vampate di scintille dorate si alzavano nel cielo terso. Alle prime stelle sembrava che sotto, le valli, le Langhe, fossero anch'esse un cielo stellato di fuochi. Intorno ai falò più vicini si vedevano ombre di uomini e donne, bambini, si sentivano voci....
Bruciava l'estate, bruciava per me la vacanza, veniva la notte, finiva la festa. Stavo ancora fuori, da solo, per un po' a rabbrividire nel vento, finché l'ultimo bagliore di braci, lontano, si spegneva soffocato dal getto di una secchiata d'acqua fresca. Poi rientravo in casa, un po' triste, un po' più vecchio.
...e i racconti
L’8 settembre non è solo la natività della Madonna.
L'8 settembre 1943 l’Italia fascista depose le armi di fronte agli Alleati. L’8 settembre 1947 una commissione di settantacinque deputati elaborò il primo abbozzo della Costituzione Italiana. Il 9 settembre 1909 nacque Cesare Pavese, autore di “La luna e i falò”.
Cascina Macondo crede nella bellezza di mille fuochi accesi contemporaneamente nelle valli e sulle colline delle Langhe e invita ogni famiglia a ridare vita a una tradizione che la bruma del tempo va cancellando. Vi invita inoltre a cogliere l'occazione per fare una festa, invitare gli amici, cenare insieme, ritrovarvi intorno a un piccolo falò. Non un grande fuoco, attenzione, basta un simbolo, un segno, un pretesto per trovarsi a raccontare storie o fare musica.
Noi saremo a Serravalle, come facciamo già da alcuni anni, intorno al nostro falò nel frutteto di Casa Aie. Ci piacerebbe vedere i colli delle langhe, all'imbrunire, tornare ad accendersi di mille piccoli fuochi. E sentire nell'aria tersa le voci dei canti e dei racconti.
Sono libri, disse lui.
Leggici dentro finché puoi.
Sarai sempre un tapino se non leggi nei libri.
Cesare Pavese
"La luna e i falò"