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              Tratto da Cascina Macondo www.cascinamacondo.com

 


 

Maria Emma Gillio - silenzio Stampa
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Scritto da Super Amministratore   
Giovedì 29 Dicembre 2011 07:05

 

 

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SILENZIO

di Maria Emma Gillio
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 11 luglio 2004




Il silenzio è d’oro! Ah, sagge parole! Ma se una persona non è amante dei metalli preziosi può fare a meno di questa massima, sentirsi libera e lasciarsi andare.
È proprio ciò che fece Zingarella in quanto il silenzio non era assolutamente il suo forte!
“Ma perché?” esclamerete voi!
Non è facile rispondere: ci sarebbero cento ‘perché’ cui dare risposta. Intanto, possiamo infrangere il ‘silenzio’ e affermare che nell’era della comunicazione, Zingarella aveva inventato una sua massima: la comunicazione deve comunicare! Ma per comunicare servono anche le parole e allora via con parole, discorsi, chiacchierate, telefonate, senza problemi, ma con tanto entusiasmo.
Zingarella era sempre circondata di persone che volenti o nolenti dovevano ascoltarla per buona parte dell’anno. “Ma non può essere” esclamerete!
Può essere, può essere, dato che, Zingarella, di professione faceva… l’insegnante!
Siccome credeva fino in fondo nella sua professione e viveva dei proventi derivanti dalla sua professione non poteva fare a meno di trasmettere tutto ciò che sapeva per studio, esperienza, aggiornamento, interesse, documentazione!
Fin troppo! Soprattutto perché quei proventi non erano mica così remunerativi e… nella civiltà dei consumi... se i denari scarseggiano che si può fare? Vai a visitare una mostra o qualche museo fuori porta, e te ne accorgi.
Zinghi, poi, aveva dei parenti giovani e anziani che la reclamavano, l’aspettavano, la invitavano. E questi si attendevano sempre da lei discorsi seri, notizie importanti, consigli per superare momenti difficili.
Ed ecco che Zingarella scendeva in campo e sfoderava tutto il suo cipiglio, la sua comunicativa, ripassava velocemente i suoi pensieri, tutto ciò che il suo animo racchiudeva e andava ad esprimersi a mo’ di oracolo o di Sibilla!
Parlava, parlava per alleviare le sofferenze delle persone che conosceva, che amava, che le si rivolgevano in quanto era sempre disponibile a trasmettere il suo entusiasmo, la sua voglia di vivere a chi - in religioso ‘silenzio’ - l’ascoltava.
A un certo punto della sua vita, Zingarella aveva capito che cominciavano a mancarle le risorse, la sua materia prima! Doveva recuperare qualcosa!
‘Allora perché non stare in silenzio?’ si chiese Zingarella.
 ‘Silenzio? Ma no, e a che serve?’ disse fra sé e sé.
“Ma esiste la meditazione!” le dissero un giorno d’estate.
‘Ah sì? E allora proviamola! In fondo guardarsi dentro non può forse servire a conoscere e migliorare se stessi e aiutare meglio gli altri?’
‘Fare meditazione e guardarsi dentro, dunque?’ enfatizzò Zingarella interrogandosi, e partì con decisione per la nuova avventura.
Meditazione, raccoglimento, silenzio, pausa, riposo, riflessione, introspezione, ragionamento: tutto questo realizzò Zingarella e ne trasse notevoli benefici!
“Ma quali benefici?”
Aspettate e vedrete!
Dopo il periodo meditativo, una dura prova aspettava Zingarella, un Malanno. Quale? La perdita della voce! Era condannata al silenzio: un guaio solenne per lei! Non così per i suoi allievi!
Questo guaio, oltre a costringerla a stare in silenzio - che più silenzio non si può - la turbava assai, fino a farle provare paura, ansia, panico, tristezza, malumore, terrore, fino a far peggiorare il malanno.
Per guarire le aveva sperimentate tutte e aveva tentato anche i santi!
Si era rivolta a san Francesco, il patrono d’Italia, ma lui era fuori sede e non poteva riceverla; a sant’Antonio, il santo di casa cui si rivolgeva sempre la mamma, ma le avevano detto che quello era il santo che proteggeva gli innamorati e pertanto non era proprio quello giusto e neppure il momento opportuno: non era innamorata, era malata, soprattutto!
L’amica del cuore le aveva consigliato di pregare santa Rita, la santa degli impossibili!
Zingarella ci provò, ma la santa le aveva risposto che doveva risolvere casi più urgenti!
Frastornata da questa ‘santa’ affermazione, turbata dalle terapie mediche che non producevano gli effetti sperati e desiderati, inebetita dal lungo silenzio e stanca di non poter comunicare con la sua vera voce, Zinghi fece allora appello alla sua grande volontà, a tutta la forza accumulata durante quel periodo meditativo, di silenzio appunto. Ricordate?
E parlò! Zingarella, con solenne decisione, ruppe quel silenzio che le aveva procurato dolore e pena grazie alla forza interiore accumulata durante quel periodo trascorso in silenzio, in silenzio spirituale!





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Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
I RACCONTI DI SCRITTURALIA

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Dicembre 2011 10:44 )
 

 



 

 

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