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              Tratto da Cascina Macondo www.cascinamacondo.com

 


 

EDUCERE - Handicap e Disabilità Stampa
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News - News
Scritto da Tartamella   
Lunedì 18 Aprile 2011 07:48

 

 

HANDICAP E DISABILITÀ

L’HAIKU, IL WABI-SABI, IL FILO RITROVATO

 

edùcere

Lo studioso Andrèa Canevaro racconta di un calzolaio tedesco che aveva la passione
dei modellini e un giorno costruì un modellino gigante della cattedrale del suo paese.
Realizzò ogni mìnimo particolare con pezzettini di legno, fiammìferi, stuzzicadènti, stecchini. Èra così bèlla che la mìsero nel musèo.
Dopo moltìssimi anni il legno cominciò a marcire; marciva così velocemente
che quel capolavoro sarèbbe andato perduto.
Le autorità delle Bèlle Arti decìsero di ristrutturarla per salvare la cattedrale in miniatura. Quando cominciarono a smontare i pezzettini di legno,
rimàsero stupefatti nello scoprire che il calzolaio con incredìbile minuzia aveva costruito anche l’intèrno della cattedrale: il prète, l’altare, i banchi, il leggìo, i candelabri. E nessuno lo sapeva.

L’anèddoto Canevaro lo cita a propòsito dell’handicap.
Le persone con handicap sono delle cattedrali che hanno dentro tanti dettagli che nessuno vede.

Edùcere

Dobbiamo usarlo più spesso questo vèrbo, tenerlo vivo, coniugarlo,
farlo entrare nel nòstro linguaggio quotidiano. Io edùco, tu edùci,
egli edùce, noi educiàmo, voi educéte, essi edùcono.
Dal latino ex-dùcere, che vuòl dire “condurre fuòri, portare fuori”.
Che è lo stesso significato che aveva un tèmpo il vèrbo “educare”,
ma educare confonde le idèe, perché òggi gli diamo piuttòsto il significato contrario, quello di “riempire, portare dentro” più che “portare fuòri”.
L’azione dell’ ex-dùcere ha un’importanza càrdine nella didàttica tassellare
che  pratichiamo con la disabilità,  l’handicap, i bambini, gli adulti.


tassellare, ovvero elle-emme

a un bambino diamo tre informazioni:

1)  gli indiani delle Grandi Praterie erano nomadi 

2)  gli indiani delle Grandi Praterie vivevano in case rotonde fatte di pelle di bisonte che si chiamavano tepee

3)  gli indiani delle Grandi Praterie accendevano il fuoco nel centro del tepee; il fumo usciva dall’apertura superiore della tenda
 
 
Sono informazioni tassellari. Ciò che non sveliamo ai bambini sono le “connessioni”
che possono scaturire dal mettere insieme le informazioni tassellari. 
Ad un certo punto chiediamo ai bambini: “di che colore erano, all’interno, le tende indiane?”. Dovrebbero saperlo se hanno attivato un ragionamento deduttivo.  Se non lo sanno, o se rispondono a caso, li aiutiamo con altri dettagli,
ma non li priviamo del piacere di scoprire il mondo da soli.
Perverranno infine alla conclusione che il colore interno delle tende indiane era nero,
per via del fumo che restava appiccicato alla pelle del bisonte
e formava uno strato untuoso che la rendeva impermeabile.
La didattica tassellare di Cascina Macondo, detta anche didattica elle-emme,
è usata in tutti i percorsi di formazione rivolti agli adulti, ai bambini, all’handicap.
Principi della didattica tassellare: plurisensoriale, sperimentazione, analisi, intuizione,
deduzione, logica, creatività, ipotesi, ragionamento sintetico,
ragionamento analitico, precisione, verifica, curiosità, passione,
interesse, comunicazione, benessere, autostima.
Cascina Macondo ha maturato una ventennale esperienza di dadattica tassellare
in consulenze e laboratori multimaterici di manipolazione dell’argilla, affabulazione, scrittura creativa, lettura sinestetica ad alta voce, dizione, danza, teatro, percussioni, poesia, voce, ascolto, rivolti alle persone con handicap, ai disabili, ai bambini, agli adolescenti, agli adulti, alle famiglie.
Un grande amore per le risorse e le possibilità espressive che l’handicap e la disabilità
possiedono spontaneamente.


estetica wabi-sabi

Cascina Macondo organizza momenti volti ad integrare la normalità con l’handicap,
con l’intento di far scoprire la bellezza che i diversamente abili sanno produrre
con il loro linguaggio verbale quasi onirico.
Scoprire la spontaneità e la freschezza straordinaria delle loro parole messe in fila come perle che commuovono e catturano dipanando poesia con naturalezza. La poesia e il mondo immaginifico che l’handicap è in grado di esprimere
sono un tesoro e una ricchezza così bella e importante che la normalità si priva davvero di grandi emozioni nel non scoprirla, conoscerla, frequentarla.
Con i manufatti Raku, con l’Haiku, con la poesia dell’handicap e dei bambini,
con la scrittura, cerchiamo di perseguire una estetica Wabi-Sabi.

 Piètro Tartamèlla

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 19 Luglio 2011 06:24 )
 

 



 

 

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