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              Tratto da Cascina Macondo www.cascinamacondo.com

 


 

RCT - resoconto intervento di Pietro Tartamella all'Università di Napoli "La Poesia breve-dall'epigramma all'Haiku" Stampa
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Martedì 01 Giugno 2010 14:45

 

RCT - resoconto intervento di Pietro Tartamella all'Università di Napoli
"La Poesia breve-dall'epigramma all'Haiku"

di Arianna Sacerdoti

 

“LASCIARE-ANDARE”:

PIETRO TARTAMELLA, GLI HAIKU
E DUE GENERAZIONI DI STUDENTI CAMPANI

 

"Gli allievi, quando è il momento, come i figli e come le poesie che abbiamo scritto,
è bello promettersi e riuscire a “lasciarli andare"

(Pietro Tartamella, in una chiacchierata informale - Napoli, aprile 2010)

 

 

 

lettura
Gli Haiku nelle aule

Sono una giovane docente e scrivo da molti anni.
Nel 2009 ho iniziato a “insegnare” nelle scuole (in progetti pomeridiani di Scrittura creativa) la poetica Haiku.
Ho deciso di farlo anche nell’Università, dove son Ricercatrice: un’esperienza inedita, forse non tipicamente “accademica”, ma in linea con quanto cerco ogni giorno di trasmettere ai miei studenti (parola, testo, espressione, riflessione, osservazione, gioco, condivisione… letteratura).
Ho dunque invitato un ospite speciale nel seminario (in dieci incontri) sull’epigramma e la “poesia breve nei secoli” (Facoltà di Lettere della S.U.N. presso la quale sono Ricercatrice, a Santa Maria Capua Vetere). Non avevo ancora parlato, volutamente, di Haiku con i “miei” studenti (una cinquantina): ho lasciato alla voce di Pietro Tartamella, al suo djembè, alla sua esperienza e soprattutto alla sua “presenza” magnetica l’apertura di uno spazio sul mondo degli Haiku.



pietrolavagna
Pietro Tartamella alla Seconda Università degli Studi di Napoli (Lettere e Filosofia)

I numerosi ragazzi presenti, un venerdì mattina alle 9.00 (il 16 aprile) si sono fidati della mia promessa (“sarà stato un incontro seminariale speciale… ma non siete costretti a venire”). Il risultato, il peso scientifico, il segno lasciato son stati superiori alle attese.
Giambi, trochei: dalla lavagna al djembè; ritmo chiaro e riconoscibile; la mano destra, la mano sinistra: battere e levare, tutti insieme; ritmo sempre più vorticoso; pulsazioni in crescendo; un applauso finale. Penso di non aver mai visto i miei studenti così emozionati in un contesto ufficiale; di non averli visti così stupiti e – mi pare davvero di poterlo dire - felici.
 
 
 
 
djembe              
L’Haiku “funziona”, didatticamente, con i bambini (come testimonia, più della mia, la decennale esperienza di Pietro); ma ha affascinato e attirato anche i giovani studenti di Lettere (età media vent’anni), in questo primo esperimento. Al gioco sul ritmo son seguite letture, riflessioni, spiegazioni, letture nuove; chiacchiere informali dopo la lezione (la luna, il glicine, gli elefanti, noi nell’aula).
Lunghe chiacchiere con Pietro nel giardino della Reggia di Caserta, al sole, su un albero, nel pomeriggio.
La serata: io e Pietro abbiamo raggiunto a Calvizzano un gruppetto di ragazzi di tredici anni, ormai esperti Haijin, con i quali ho lavorato sulla scrittura creativa in un laboratorio pomeridiano nel corso del 2009, e che sono stati a Cascina Macondo nello scorso novembre per la premiazione del Concorso Internazionale di Haiku 2009 (alcuni  di loro erano stati selezionati, ma altri son venuti semplicemente perché appassionati). L’esperienza degli Haiku alle medie, nel 2009 (con Ciro, Felice, Santa, Teresa, Giovanna, Andrea, Domenico, Raffaele e gli altri ragazzi) è stata talmente entusiasmante (sotto ogni aspetto) da non poter essere riassunta (i loro numerosissimi Haiku sono, tra l’altro, raccolti in un libro: “Il PONte dei sogni. Giovani scrittori a scuola”, a cura di Arianna Sacerdoti, Boopen ed., www.boopen.it).
Da Cascina Macondo, in virtù dell’ospite speciale, il gruppo si è riunito. Ancora, abbiamo scritto, stavolta davanti a una pizza; Pietro è ancora per questi ragazzi di Calvizzano (NA) “il” poeta per eccellenza (anzi, come ha detto Santa, costretta a casa dalla varicella: “Un poeta famoso”).

 

 

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 Il “dopo-Tartamella”

In due anni di esperienza didattica con gli Haiku, grazie anche all’energia straordinaria che Pietro emana, posso affermare che è davvero un percorso di fortissime potenzialità educative e artistiche. Ormai, i ragazzi che studiano a Santa Maria Capua Vetere da un mese scrivono begli Haiku (senza che nessuno abbia imposto loro di farlo) e hanno anche lavorato alla traduzione in latino di Haiku di Pietro in un laboratorio seminariale (su mio suggerimento e sotto la mia guida, ma con ottimi risultati anche a livello di entusiasmo).
I feed-back che ho ricevuto in questo periodo da vari studenti universitari son stati davvero gratificanti; ne riporto alcuni :
“[Tradurre gli haiku in latino] è incredibilmente divertente, mi sembra di dover sciogliere un enigma ed inoltre con un solo haiku ho dovuto aprire il mio libro di grammatica più di una volta!”; 

“Le sperimentazioni sono iniziate e sono più difficli ma anche appassionanti di quanto previsto... “;

“Da quando ho scoperto gli haiku mi sento come una spugna che cerca di assorbire quanto più possibile dal mondo esterno e di comunicarlo in modo semplice senza troppe costruzioni. Mi piace questo modo di fare poesia”;

“Cara prof., ho raccolto tutti i miei Haiku sparsi in giro tra quaderni dell'università, cellulari e facebook, mancano solo quelli di ieri scritti a lezione. Non mi ero resa conto fino ad oggi di quanti ne avessi scritti in poco più di un mese, considerando che sono partita dal "dopo Tartamella". E' davvero impressionante. E pensare che prima scrivevo poesie lunghissime,ora sono passata alla filosofia brevissima e devo dire che mi piace questa nuda essenzialità”.

 

 

pubblicospalle
Orme nella rete
 
Il passaggio di Pietro in Campania (tra Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Caserta e Calvizzano) ha lasciato orme anche nella rete.
Sul sito dell’Università di Lettere, sono disponibili le foto dell’incontro, scattate da Mario Manzo (ufficio tecnico della Facoltà; web-master del sito):  http://new.lettere.unina2.it/?p=5670

Girolamo di Geronimo (mio amico, che prima non conosceva gli Haiku e che ancora mi ringrazia per la giornata trascorsa con Pietro) ha filmato e “pubblicato” l’incontro all’Università su youtube, che è nei seguenti links (potete trovarli su www.youtube.com anche con la ricerca “Pietro Tartamella”, by TresArt video):  http://www.youtube.com/watch?v=TfJF2aHZ-so; http://www.youtube.com/watch?v=4nSfHu2b1T4;
http://www.youtube.com/watch?v=4nSfHu2b1T4
;

Sul giornale online degli studenti di Lettere (www.herewritesthesun.com) è un articolo di Martino Santillo, laureando in Letteratura italiana:
http://herewritesthesun.com/online/index.php?option=com_content&view=article&id=37:le-forme-della-qpoesia-breveq-dallepigramma-latino-agli-haiku&catid=4:sun-lettere&Itemid=3

 

 

pubblico
Infine, un grazie


Ringrazio innanzitutto i ragazzi (delle medie e dell’Università) per l’entusiasmo, gli stimoli, la qualità poetica e per molto altro ancora: stiamo percorrendo un bel cammino insieme; ringrazio però soprattutto Pietro per avere straordinariamente portato la sua esperienza tra i miei studenti (stavolta non solo dai miei racconti o dalle mie proposte sugli Haiku, ma con la sua presenza viva); gli mando un abbraccio di amica per le belle chiacchierate; soprattutto, per quella in cui mi ha detto, nel sole vivace di una mattina di aprile napoletana, pressappoco così:  
«Gli allievi, quando è il momento, come i figli e come le poesie che abbiamo scritto, è bello promettersi e riuscire a “lasciarli andare”».
Io credo che sia bello lasciarli andare nel mondo con la fiducia che spargeranno, a loro volta, i fiori che insieme abbiamo coltivato: i fiori degli Haiku sono entrati, al ritmo di un tamburo, nello spazio condiviso di un’aula emozionata, e credo che tutti noi non ce ne dimenticheremo facilmente.

 

 

 arianna

 



       Arianna Sacerdoti

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 26 Aprile 2015 06:57 )
 

 



 

 

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