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Laura Cafici - giornata PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Martedì 04 Ottobre 2011 15:11

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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GIORNATA

di Laura Cafici
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 9 novembre 2003




Non so bene cosa mi aspetto: forse una rivoluzione, un chiarimento, un’illusione, una sicurezza… oppure niente… chissà…
Non so se cambierà qualcosa dentro di me dopo oggi. Se la mia anima si darà pace, smetterà di ribellarsi, di voler uscire dal mio corpo, di anelare alla libertà, oppure se continuerà a combattere contro la mia razionalità, contro la prigione della società… cercando uno spiraglio, bramando la vita. Non so se la passione si inferocirà ancora sulla serenità, se il fuoco cercherà di domare l’acqua e questa di spegnere il fuoco, oppure se questa giornata mi lascerà andare via con la pace nel cuore.
Questa giornata potrebbe portarmi a fare i conti con la mia immaturità, le mie insicurezze e le mie paure.
Non so se chiamarla vigliaccheria o coraggio…
Non so se rinunciare a un sogno per qualcosa di apparentemente più sicuro sia essere leoni o conigli.
E forse non so neanche perché lo sto scrivendo, è un po’ come svelare i pensieri più nascosti a qualcuno che non conosci, perché si sa… è più facile e perché forse anche tu, che mi ascolti, potresti essere fragile e insicuro, in continua lotta con te stesso… uno spirito tormentato, travagliato… in continuo divenire, o magari perché tu hai già vissuto questo tipo di esperienza e puoi parlarmi, spiegarmi, farmi capire com’è il mondo… darmi un consiglio…
Ci sto pensando e vorrei che questa giornata durasse di più, semplicemente perché è un breve, ma intenso momento di serenità, o perché adesso mentre scrivo mi sento libera, libera di esprimere il mio pensiero, libera da giudizi di ogni tipo… perché qualcuno qui oggi mi ha fatto capire che non conterà quello che ho scritto e come, ma che io l’abbia fatto con il cuore, e qualcun altro con cui ho scambiato solo poche parole, ma importanti, mi ha insegnato che la scrittura può essere un modo per conoscere me stessa... e anche se la strada della conoscenza è lunga, devo impegnarmi, poiché una passione va sempre coltivata ed è un buon modo per conoscermi e crescere... questo è il messaggio che è arrivato a me, insomma tutta questione di chimica e sinapsi, come dice questa persona, e spero di avere interpretato bene le sue parole.
Poche frasi di persone di cui effettivamente non so nulla, ma significative… perciò ringrazio per questa giornata, che ripeto, probabilmente insinuerà in me molti dubbi per ragioni di carattere personale, ma mi farà riflettere molto.
Ecco dunque cosa porterò via con me: il calore di questo ambiente, la capacità di ascoltare gli altri e soprattutto la capacità di ascoltare la melodia del silenzio… il resto per oggi, almeno per oggi, non conta più.




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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Ottobre 2011 15:22 )
 

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