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Gretel Cecchin - la vendemmia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Lunedì 25 Luglio 2011 14:57

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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LA VENDEMMIA

di Gretel Cecchin
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 9 novembre 2003

 
 
 
 
 
È tempo di rinascere, con idee nuove e sentimenti.
Lampi di gioia nell’al di là, nella terra frantumi di cocci rotti e spezzati.
Lasciamo un segno, se possiamo, lasciamolo qui,
per offrirlo con un calice di vino.
Acini rossi.
Camino acceso e scoppiettante.
Colpi di accetta su di un cuore spezzato.
Rimbocchiamoci le maniche.
Profumo intenso, di uva fragola.
Campi bagnati dalla rugiada del mattino.
Sguardi sbalorditi di occhi bambini.
Nebbia, vento leggero, bagliori di luce mattutina.
Capelli raccolti, per giovani donne intente a lavorare,
nei vigneti, tra ulivi e magnolie.
Sfumano i contorni di quelle figure, generose e seducenti.
Corrono i bimbi giocando agli indiani,
con le mani impiastricciate dalla resina delle pigne.
Ridono a crepapelle.
Non soffermarti sul bicchiere di vino che ci piace assaporare,
non soffermarti sul bicchiere di vino che offri al povero per scaldarsi,
o su quello che versi sull’arrosto da cucinare.
Soffermati sul grappolo dell’uva.
Soffermati sulle ciglia di quel bimbo addormentato
che ha corso giocando agli indiani,
sui sogni, balocchi sotto l’albero di Natale,
sui pensieri abbozzati, taglienti, infreddoliti.
Scalda quel bimbo, dalle ciglia color del grano,
scalda quei sogni, balocchi sotto l’albero di Natale,
offri quel grappolo alla tua fantasia…






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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 07:26 )
 

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