Home Archivio News-Eventi Martina Agrifoglio - si è trovata l'acqua su marte
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Martina Agrifoglio - si è trovata l'acqua su marte PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Super Amministratore   
Lunedì 25 Luglio 2011 12:55

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

SI È TROVATA L’ACQUA SU MARTE

di Martina Agrifoglio
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 14 marzo 2004




Marte, il pianeta rosso.
Non lo so; non l’ho mai visto; mi fido di coloro che lo dicono.
No. Secondo me il fuoco è di un ipnotico giallo incandescente. Le braci sono rosse, la lava è rossa. Marte sarà di brace? Marte, mi dicono sia un pianeta freddo.
Allora è rosso di argilla. Come la terra bruciata dal sole. Ma “lui” è in ombra. Freddo.
Si parla sempre più spesso di questo pianeta. Decine di pellicole gli sono dedicate. Abitanti con visi pallidamente blu e privi d’immaginazione…
Uffa, no! Loro vengono da Venere che poi, a guardarlo bene, la sera, ha meravigliosi riflessi smeraldini. Ma perché i venusiani, allora, sono blu?
Saturno… è giallo. Ogni pianeta ha un colore. Qual è quello di Plutone?
E’ molto bello caratterizzare con un colore; il solo nome è limitante.
Quanti di noi rispondono allo stesso nome e non siamo uguali.
Aldo.
Aldo, chi? Aldo, quando? Aldo l’alto; Aldo il tirchio; Aldo di via Rivarossa…
Marte. Rosso.

Dovrei parlare di acqua su un pianeta e divago su nomi colori persone…
Aldo. Perché ALDO?
Ma certo!! Ai tempi del liceo conoscevo due Aldo.
Uno alto: Aldo l’alto, appunto, compagno di scuola di Barbara. Aldo con la fissa dell’InterRail, del judo.
Aldo: non alto, un po’ giunonico con il quale andavo a sentire concerti di chitarra classica ogni giovedì sera. Perché poi? Per imparare un po’ sulla musica.
Ho imparato ben poco.
Sono scomparsi. Evaporati dalla mia vita come profumo sulla pelle.
L’acqua da Marte sarà evaporata? MA Nooooo…è un pianeta gelido.
Su marte Non è stata trovata l’acqua, ma RESTI FOSSILI D’ACQUA!!
I dinosauri fossilizzano, il carbone fossilizza; i pesci ancestrali si scavano una cuccia nella roccia. L’acqua, NO.
Lei scorre, come la vita che genera. Cambia forma e sostanza come i pensieri, come la vita stessa.
Comprendo che mi sono lasciata prendere la mano da questo titolo, per altro molto criticato, come i “Suoni di Zucca”.
Strano, a me piaceva tantissimo; quando l’ho sentito per l’attimo che ha preceduto la lettura dei nomi destinatari di questo argomento, ho sperato fossi io uno di loro.
In un lampo ho visto il logorante lavoro dei contadini; poi l’estate: il profumo del fieno… lo sgattaiolare delle lucertole, il ronzio degl’insetti tra i suoi fiori gialli. Sono fiori intelligenti, oltre che buoni da mangiare. Si, sono poche le specie che si chiudono al tramonto per preservarsi dal freddo notturno; così al mattino sono di nuovo aperti, irradiati di linfa; sono più longevi, vivono più a lungo di altri fiori e, addirittura, sopravvivono ai frutti che generano.
VISTO?!
Potrei parlare per ore di fiori zucche frittelle feste e zuppe. Invece mi è toccato un pianeta tondo (pensa fosse stato un poligono irregolare vagamente trapezoidale… Caspita, avrei avuto più idee in merito!), su cui una sonda a forma di ragno con le ruote ha trovato l’acqua. Pardon. Tracce fossili di acqua primordiale. Ma se uno trova tracce di acca due O ha trovato l’acqua!
Invece no!
Forse ha lasciato solchi. Si ecco, solchi. Piccoli grandi canyon, le tracce del suo passaggio di cui parlano tanto profusamente i giornali più o meno del settore. Eppure proprio le stesse affermano che gli altopiani e le valli sono stati modellati dai venti che su Marte sembrano essere vere e proprie tempeste.
Allora non mi spiego. Ma così non approdo a nulla. D’accordo, va bene, lo accetto: hanno trovato tracce fossili di acqua primordiale.
Ma cosa vuol dire primordiale? Un po’ simile al nostro brodo? Primordiale, intendo. Quello che ha generato le amebe? Non è tanto bello ricordare che discendo da una cellula un po’ viscida che beve ettolitri di acido solforico per essere felice… No, non devo uscire dal seminato.
Oh, semi… di zucca… salati; da mangiarne a tonnellate. Semi. Che crescono, fiori, zucchini, sento già il profumo di una magnifica frittata.
Accidenti, ero alla mia acqua primordiale; non devo perdermi…
Primordiale, quindi diversa dall’acqua che beviamo. Magari è una miscela.
E se “l’acqua” su Marte non fosse un liquido? Fosse un solido?! Dura come un sasso. Ecco se questa strana acqua di Marte fosse compatta.
EUREKA!! Sono riuscita a scrivere qualche riga su Marte e la sua pseudo acqua. Immagino che questa strana acqua, per uno strano caso, possiamo assimilarla. Uhm, forse masticandola. Magari la succhiamo e mordicchiamo come un torrone. Torrone?
Allora ci trasferiremmo su Marte. Al buio. Nooo, saremo “pieni” di luce elettrica, eolica: per le tempeste di vento! E la gravità? Il freddo? Semplice, avremo magnifiche tutone ultra scaldanti e scarponi super chiodati. Un po’ difficile risultare attraenti… Nessun problema. Ogni tutona sarà dotata di un piccolo schermo, su cui apparirà la foto, in tutina. Perfetto! Così la adatterò a mio gusto e consumo: un ritocchino qui uno là… Quando il mal capitato mi vedrà “realmente”, sarà troppo tardi… non potrà tirarsi in dietro dal.. dal... ovvio, dal liberarmi la casa da quella terribile, sottile onnipresente terra rossa. In cambio di una guardatina alle mie tette che erano così belle sullo scherzetto imprigionate nella tutina. In realtà… ma “lui” lo saprà SOLO a lavoro ultimato. Per evitare che lo vada a spifferare: gli taglierò la lingua con una spruzzatina di… uffa! Di cosa? Ecco. Facendogli assaggiare una buonissima caramella venusiana che paralizza e stacca la lingua in modo del tutto indolore e con grande piacere della “vittima”perché, in verità, la caramella è davvero buonissima.
Come sarà Marte? Vivere su Marte, intendo. Non so perché, ma su Marte non ci sarebbero le zucche.
L’erba sarebbe verde, ma bassa e compatta; i fiori, a causa dei forti venti, sarebbero corti a piccole infiorescenze. Bianchi, di ogni giallo, di tutte le sfumature del blu, alcuni lilla. Ma non rossi. Perché gli insetti non andrebbero a posarsi sulle loro corolle: non li vedrebbero; li scambierebbero per sassolini. Gli insetti: lunghi corti, tozzi carnosi, legnosi, che pungono mordono succhiano. Vanno bene tutti, ma non volano. E no, non possono. Saranno tutti degli abili camminatori, con robuste zampe; alcuni magari sapranno appallottolarsi e si faranno rotolare spinti dalle correnti; poi, con un artiglio, si ancoreranno da qualche parte, quando lo riterranno opportuno. Dunque niente mosche zanzare, api, farfalle. Quindi anche gli uccelli non voleranno: tutti con forti artigli per ancorarsi al terreno. Non ci saranno più né pesci né cetacei, per questa strana acqua dura come un croccante. Niente più corallo o sinuose alghe che danzano al ritmo delle maree. Il cielo sarebbe sempre stellato: finalmente imparerei a riconoscere qualche costellazione; ma il cielo non sarebbe azzurro; non esisterebbero né alba né tramonto.
Sarebbe impossibile per me non avere più tutto questo, ma per coloro che ci sono andati molto presto nella loro vita o che ci sono nati sarebbe l’unica vita possibile.
Dove abiteremmo? Come? Quale lingua parleremmo? Quanti saremmo?
E poi, se noi potessimo vivere su Marte, anche altre vite potrebbero farlo. Come divideremmo il pianeta; come sarebbero i rapporti con loro?
Troppe domande e non riesco non riesco a formulare nessuna ipotesi, che per strampalata o assurda sarebbe una risposta. Come diventeremmo per migliorare la nostra vita lassù? Non avendo la “solita” acqua non potremmo più cucinare, lavare lavarci, come facciamo ora. Le nostre fisionomie, come sarebbero? Ad esempio gli occhi: per il buio diverrebbero più chiari, grandi, oppure si svilupperebbe un altro modo per percepire forme colori. Lo stesso vale per orecchie, capelli…
Vorrei riempire fogli con ridicolaggini più simpatiche, ma probabilmente sono arrivata al sugo della storia, almeno di questa. Ho cercato di evitarlo perdendomi in cucurbitacee favelle, invece… eccolo. Vivremmo su Marte? O a lui sarebbe destinata TUTTA la nostra spazzatura. O sarà; noi su Marte: in comode case di metallo, passeggiando per gallerie lunghissime e perennemente illuminate; mentre la Terra sarebbe un’enorme discarica o un’immensa colonia penale; oppure il luogo dove gli uomini “fanno” la guerra, versando fiumi di sangue di qualunque tipo e sempre innocente. Poi i sopravvissuti tornerebbero su Marte per riabbracciare affetti vecchi e nuovi, per vivere serenamente fino alla prossima frustrazione che li riporterebbe sulla Terra a “sfogarsi” in un qualunque modo: con un urlo, rabbia pianto, omicidio o suicidio. Sulla Terra, NON su Marte.
Marte: proiezione del nuovo, del buono. Alla Terra aspetta solo distruzione.
Pensare che Terra è femmina: Gaia la generatrice. Marte, no. Eppure su Marte si nascerà e sulla Terra… NO.





5x100

 

 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Dicembre 2011 10:41 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare