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Antonella Filippi - arrivo da lontano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Sabato 03 Settembre 2011 10:55

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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ARRIVO DA LONTANO

di Antonella Filippi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 14 marzo 2004




La tazza, colma di chiaro tè, sulla cui superficie si riflette e danza il muro ruvido.
Guardo dentro al liquido, in cui ancora si muove lenta qualche foglia, poi mi avvicino alla finestra.
Nella nebbia un  mare di tetti, comignoli come pinne di squalo.
Sul tavolo c’è ancora la lettera, e quello che resta di me, e ricordi, mascherati da clown, raggelati dalla tristezza senza trucco.
Ero stato lì dentro, insieme alle parole di mia figlia, poi i tuoi movimenti mi hanno fatto spostare.
Non essere triste, io adesso ho voglia di andare.
Fai quello che c’è scritto.
Si avvicina alla finestra, la apre, ha un’esitazione, poi scuote la busta.
Lo so che non è quello che volevi, ma io desideravo almeno questo.
Non è strano? Quando ero vivo non ero mai andato da nessuna parte.
Avevo molte cose da fare, dovevo occuparmi di voi tutti, e poi non c’era molto denaro da spendere, soprattutto non per divertirsi o viaggiare.
Ma io adesso ho la gioia di andare, di sentirmi leggero, di affidare al vento una parte delle mie ceneri perché mi faccia conoscere la lievità dei sentimenti, di consegnare all’acqua la mia polvere perché mi insegni le piccole parole della pioggia, di appoggiarmi alla terra perché mi ricordi il passo delle stagioni.
E se qualche granello, un giorno, entrerà nel vostro respiro, conoscerò la danza di un altro sangue e un po’ dei pensieri del mondo.
Abbiate pazienza, non soffiatemi via, arrivo da lontano.





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 05 Settembre 2011 17:27 )
 

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