Home Archivio News-Eventi Virginia Consoli - sparire
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Virginia Consoli - sparire PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Super Amministratore   
Sabato 03 Settembre 2011 07:26

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

SPARIRE

di Virginia Consoli
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 11 luglio 2004





Sparire… Chissà perché, ma quando sento questa parola, mi viene subito in mente “Chi l’ha visto?”…ma sì, ce l’avete presente… quello che ti tiene compagnia il lunedì sera (quando già ti girano le scatole perché, giustappunto, è lunedì) corredato di splendida presentatrice dall’espressione accorata e materna, mentre ti squaderna tutta una serie di casi umani? E, per rientrare in pieno nei ranghi della cosiddetta Neotelevisione, i perversi autori della trasmissione hanno pensato, con fantasia tutta cinematografica, di ricostruire con delle sequenze da vero e proprio “docu-drama” la storia dei suddetti casi umani, nel caso che i cervelli paralizzati di noi teleutenti, già duramente provati da quanto ci ammannisce mamma TV, non fossero neanche capaci di immaginare la vicenda da soli. E giù storie strappalacrime, montaggi emotivi, interviste strazianti e reporter che viaggiano con microfono, registratori e boccette di acquasanta per l’estrema unzione. Ma è proprio questo il punto che mi colpisce di più. Possibile che siamo arrivati a questi punti? Ci rilassiamo a sentire le storie delle disgrazie  altrui, in modo da non pensare alle nostre (ma quali sarebbero le nostre? Non sapere dove si passerà il sabato sera, il ferragosto, o il nostro stipendio che ci sembra sempre troppo scarso? ), siamo talmente abituati a farci servire tutto su un piatto d’argento che abbiamo anche bisogno delle ricostruzioni artificiali (che, secondo me, in quanto pensate per la TV e quindi per fare audience, sono sempre un po’ sopra le righe) da mescolare, poi, con le scene abominevoli che ci propinano i vari reality show… finalmente l’ho detta, questa parola! (sono la nostra libidine, i reality! Finalmente vediamo tutta quella gente super privilegiata e super invidiata soffrire… soffrire come noi! Tutto all’insegna dell’autenticità! Forza, venite, gente!). Ma quando mai?!?! Intanto, tornando a “Chi l’ha visto ?”, sono convinta che il 95% della gente scomparsa se ne sia andata spontaneamente… e come dar loro torto, in certi casi? Fratelli fetentissimi che non valgono niente, trattati meglio in vita e dopo la morte (prendere visione di certi testamenti); mogli racchie e bisbetiche; mariti trogloditi che scambiano la consorte per una colf (senza neanche i contributi e pronta anche per le esigenze notturne); figli soffocati da genitori che hanno già un destino pronto per loro… naturalmente, tutto per il loro bene, certo… mica per colmare delle frustrazioni sottostanti, nooooo… per carità… Vessati di tutto il mondo, sparite! Alla faccia di chi vi vuole male!  Sempre che non arrivi, dopo qualche tempo, una conduttrice biondina ma ambiziosa, col suo esercito di becchi… pardon, di giornalisti, a scovarvi nella vostra oasi di pace che vi siete costruiti con tanta fatica. E il mito dell’isola deserta? Funziona sempre, quando si decide di sparire, o di isolarsi per lavorare, come fece il buon Gauguin. A me, personalmente, fa un po’ tristezza. Forse, invece di scovare le persone o di scappare, bisognerebbe domandarsi perché mai si vuole fuggire tanto dagli altri, ma soprattutto da se stessi. E se si provasse a mentire un po’ di meno? Ma sì: mentire di meno agli altri e soprattutto non barare con se stessi. Sono le maschere che ci mettiamo ogni giorno a farci fuggire… Quando non ci riconosciamo più nello specchio, si scappa. Quanto valgono queste maschere? Nulla, proprio nulla. A volte ci sembrano le vie più facili da prendere, mentre invece seguire i nostri istinti, i nostri sogni, il nostro “io” più autentico ci sembrano delle cose insormontabili.  Ma prima o poi i nodi vengono al pettine. E da lì non si sparisce più. Pensiamoci ogni tanto, quando, magari, decidiamo di rinunciare a qualcosa cui teniamo veramente in nome del “quieto vivere”… per non offendere gli altri… pensiamoci, magari, quando vediamo che estranei si arrogano il diritto di scegliere per noi, di imporci un lavoro, un marito o una moglie che non vogliamo, una città che odiamo. Anche se può sembrare più facile farci dirigere la vita… non si può barare in eterno. Quant’è buono un caffelatte con pochi biscotti da gustare con gioia, rispetto a un’anatra all’arancia con caviale che qualcuno ti fa andare di traverso! Non ci sarebbe neanche più bisogno di una conduttrice pieto/sadica… e nemmeno di qualche imbecille su un’isola sperduta che mangia insetti e rane fritte appollaiato su un albero (come da  copione, ovviamente ).




5x100

 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Ottobre 2011 15:28 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare