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Michele Bertolotto - il regalo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Domenica 24 Luglio 2011 17:13

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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IL REGALO

di Michele Bertolotto
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 7 novembre 2004




Buongiorno, buongiorno a tutti, ma proprio tutti, anche quelli che non vogliono sentire; bene, proprio a loro è dedicato questo racconto… Mi presento, sono Paolo Manzoni, 37 anni, belloccio, ceto medio, di professione detective… sì insomma… detective, ho uno studio di investigazioni che mio padre, ex commissario di polizia, ha voluto fortemente che io aprissi.
Sono 10 anni che tutti mi chiamano “Il Perry Mason della Brianza”, sì perché vivo a Meda, un piccolo e ridente paese della bassa brianzola (non so che c’è da ridere con un nome così).
È in questo studio dove vivo, lavoro, dormo, mangio che è iniziato tutto ciò che sto per dirvi.

Procediamo con ordine: 10 maggio 2002.
Un normale pomeriggio di un normale anno nella più assoluta normalità, il telefono modello 4 linee + 12 interni è lì sulla scrivania che mi fissa muto con la luce del tasto linea acceso e con sopra un piccolo ragno che, funambolico, fa la spola tra il telefono e il frigobar, io seduto sulla mia poltrona in pelle modello manageriale con ruote cromate pivotanti che mi trastullo dondolando in bilico tra la scrivania e lo schedario dietro di me… insomma, una normale giornata di lavoro e d’altronde… chi in questo piccolo paese avrebbe avuto bisogno di un investigatore, e per cosa?
Proprio mentre mi stavo per assopire la mia tranquillità fu interrotta dallo squillo del telefono!
Era l’apoteosi della legge di Murphy… la famosa luce si mise a lampeggiare cambiando colore!
Mi spaventai a morte per l’insolito richiamo e, dato il mio precario equilibrio, riuscii a ribaltarmi cercando di afferrare la cornetta per rispondere, andai a sbattere violentemente la nuca contro la cassettiera-armadio dietro di me e finii con la cornetta e la poltrona sdraiato sotto il tavolo. Il contraccolpo mi fece mancare il fiato! Indolenzito e senza respiro risposi “Umpf! Pro.. pronto?”
Dall’altra parte… nessuno! E il telefono squillava ancora, accidenti, non avevo premuto il tasto di selezione linea! Mi abbarbicai e fatica sulla scrivania e premetti il tasto...
“Pronto! Investigazioni Manzoni per servirla!”
Dall’altro capo una voce d’angelo mi disse”Meno male che mi ha risposto! ho bisogno di aiuto!”
Al suono di quelle parole sarei corso in capo al mondo! Cercai di dissimulare e dissi “Tranquilla signora...” risposta: “signorina, prego...” eheehehe! le mie tattiche per sapere se una donna è “sfitta”, sì insomma “libera”, funzionano sempre! Per farla breve la poverina, che era di un paese vicino, mi chiamava perché sospettava il fidanzato di tradirla… un vero caso da detective… tutti i sospetti si basavano su un regalo che lui aveva ricevuto.

11 maggio 2000: ore 9.00 Appuntamento con la signorina Alba.
Questo recitava la mia agenda e puntualissimo alle 8.00 ero pronto e bramoso di conoscere siffatta voce che tanto aveva colpito la mia fantasia… Ah! tranquilli, non sono un marpione o un Don Giovanni da strapazzo… sono semplicemente single…
Arrivato all’indirizzo salii al terzo piano e… mi venne ad aprire una sventola mai vista! Il mio 6° senso e pure il 7° in queste cose non mi aveva mai tradito, restai letteralmente a bocca aperta! Mai i miei occhi si erano posati su cotanta bellezza tutta insieme! Una venere di un metro e ottanta, carnagione scura, bruna e con gli occhi verdi di un gatto, gambe sinuose e lunghissime che accompagnavano i movimenti ancheggianti dei suoi passi. “Buongiorno Sig. Manzoni” mi disse e io capii solo in quel momento di essere ancora sul pianerottolo con la bocca spalancata mentre lei era già in salotto… entrai e mi accomodai su un divanetto con lei di fronte a me… non riuscivo a distogliere lo sguardo da quella creatura… lei mi apostrofò dicendomi “Si sente bene?” “Ehm ehm si, certo!” dissi “Mi racconti il fatto!” E tirai fuori il mio quaderno per prendere appunti.
La storia era la solita; insieme a questo Aldo conviveva da cinque anni, tutto sembrava filare liscio e, ad un certo punto ecco il patatrack, mentre era sola in casa arriva un corriere con un pacco regalo… indirizzato a lui con un biglietto; la curiosità, la circostanza… aprì il pacco (d’altronde condividevano tutto no?) acc… un orologio Cartier da uomo digitale e meccanico in oro e acciaio! Fu allora, con il cuore in gola che aprì il biglietto, dentro una sola scritta T.V.B.A e una firma illeggibile, ma con calligrafia chiaramente femminile… logica deduzione!
T = Ti  -  V = Voglio - B = Bene - A = Aldo
Da qui la crisi, le litigate, lui che tergiversava e diceva di stare tranquilla… come avrebbe potuto con questi tarli in testa? Cercai di rassicurarla perché aveva preso a singhiozzare e lo feci offrendole la mano (sai che sforzo!), dopo un’oretta, quattro graffi e tre caffè andai via, avrei risolto il caso!
 
12 maggio 2002
Presi il mio quaderno di appunti e mi recai presso il corriere che aveva recapitato il pacco regalo; lì, dopo essermi accreditato, venni a sapere che proveniva da una società di Milano che si occupava di rappresentanze industriali… uhm, sempre più strano; mi recai di volata in quell’azienda e, spiegati i fatti, mi spedirono all’ufficio “Relazioni Clienti Estero” da una certa Ester! (se era Clienti Estero…) eccola pensai, ma quando la vidi capii; anzi non capii affatto… non poteva essere lei! Era l’esatto contrario di Alba la Venere… piccola, bruttina, insignificante… e molto più datata del necessario! Ma allora? Mi spiegò, molto semplicemente, che avevano acquistato una partita di quegli orologi per i loro migliori clienti esteri, ma avevano tutti lo stesso difetto: Tante Volte Bisognava Azzerarli, così avevano mandato un campione a lui, tecnico in micro-riparazioni digitali, per sapere se era possibile ripararli… Accidenti! Altro che Ti Voglio Bene Aldo! Ringraziai e corsi immediatamente dalla Venere che mi accolse in vestaglia, elegante, ma sempre vestaglia… lascio a voi i commenti… Dopo essermi ripreso spiegai la situazione e stavolta pianse dalla felicità!
Avevo risolto il caso, fatto il mio dovere e meritavo il bacio che mi diede la Venere e anche la parcella che le avrei inviato… ma vi giuro, avrei tanto voluto scoprire un’amante sì da avere campo libero per me… SAREBBE STATO UN VERO REGALO… ma questa è un’altra storia!





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 07:51 )
 

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