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Antonella Filippi - notti insonni (1) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Giovedì 29 Dicembre 2011 15:19

 

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NOTTI INSONNI (1)

di Antonella Filippi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 7 novembre 2004




Domani sarà il mio ultimo giorno. La mia anima è d’acciaio, ma il corpo è legno, e ha paura. A volte ho l’impressione di ricordare una vita in cui il calore mi circondava, un fuoco che mi nutriva e faceva sciogliere e tutto diventava abbraccio. A volte credo di ricordare momenti ancora precedenti, in cui il calore era pietrificato, cristallizzato, e non c’era differenza tra me e ciò che mi avvolgeva. Poi qualcosa mi ha costretto a uscire, senza il conforto di una carezza, e mi ha battuto, e ha forgiato il mio cuore così com’è ora. La mia vita non è stata facile, ma non è stata colpa mia, non ho avuto alcuna scelta.
Una mano mi ha guidato lungo rotte notturne, insonni, in cui so di avere provocato molto dolore. Ve lo ripeto, credetemi, non è stata colpa mia, è stato il destino che mi ha portato sulla sua strada.
La prima volta in cui siamo usciti non potevo immaginare che mi avrebbe reso complice delle sue ossessioni. Mi ha portato in un vicolo e quando lei è arrivata non c’è più stato spazio per l’innocenza. Le ha spezzato il cuore, le abbiamo tolto per sempre l’illusione della luce. Ed è stato così ogni notte, notti sacre sui cui altari abbiamo officiato riti privati e densi di piacere.
Notti lunari, come ieri sera, in cui lei non credeva, e non voleva, ma abbiamo perforato la sua indifferenza e costretto le sue lacrime a congelarsi. Forse…forse mi è piaciuto.
Ma ho sentito il tremito della sua mano e ho capito che questa sarà la nostra ultima notte. La mia fine… Non ci ho mai pensato, ho sempre creduto di essere troppo giovane, anche se la ruggine, da tempo, sta intaccando ciò che tiene insieme la mia sicurezza.
Non so come pensa di liberarsi di me, ma so con certezza che non si limiterà ad abbandonarmi e ad andarsene senza voltarsi indietro.
Sono il gregario, l’amico di tutte le notti, improvvisamente diventato un testimone pericoloso. Non lo capisce, ma ho amato la sua mano.
Sappiamo, comunque, che al momento opportuno l’avrei tradito, forse senza volerlo, magari conservando nella memoria una traccia del sangue condiviso.
Forse spezzerà la mia vita con una pietra, forse mi condannerà a una tomba d’acqua.
Non c’è pietà per i coltelli.





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Dicembre 2011 10:51 )
 

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