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Enzo Pesante - la notte PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Domenica 18 Settembre 2011 05:46

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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LA NOTTE

di Enzo Pesante
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 10 aprile 2005




SIPARIO.
LUCI.
La notte rivela. Innanzi tutto se stesso a se stessi.
La notte è uno specchio infallibile e implacabile.
Le menzogne si dileguano.
Svaniscono le maschere calzate per imbellettarsi al mondo.
Svanisce il timore di essere violati da occhi estranei, primi tra tutti i propri.
Svanisce la paura di essere deboli, di non essere Dio per se stessi.
Il buio illumina.
Al buio si dispiega il canto notturno di ogni uomo nel suo errare: “Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?”. Luna, astro notturno, patria dei poeti col pennacchio, pallida roccia al cui cospetto i finti buoni, ululando, possono finalmente rivelarsi crudeli e i finti cattivi abbandonarsi alla dolcezza.
Al buio salgono le serenate e al buio gli amanti diventano belli: e più belli di tutti quelli che di giorno paiono brutti!
La notte è verità, che la luce invece confonde nell’arcobaleno dei colori e nella varietà di toni e di ombre.
Solo al buio si possono vedere le stelle.
D’altra parte, cosa faceva Dio prima di creare il mondo? Dio era notte e il mondo da lui non creato ne è la negazione. E nella notte di se stesso Dio era ozio, il supremo oblio: uno stato di grazia, uno stato di divina assenza: Dio, appunto, l’assoluta assenza nell’eternità. Verità del tempo.
Di notte la verità riluce. Perciò di notte è tutto più chiaro e perciò la notte porta consiglio. Di notte si capisce.
Di notte gli eserciti riposano o sferrano l’attacco decisivo. Di notte si vive o si muore. Di giorno di sogna, non di notte: di notte si è.
Di notte tutti sono uguali. Tutti i gatti sono bigi, anche quelli da concorso di bellezza.
Al buio della notte si è così tanto eguali che ci si può permettere il lusso di essere unici.
Per questo l’alba arriva sempre troppo presto (o troppo tardi).
La notte è sempre troppo breve (o troppo lunga).
”La notte è piccola per noi, è troppo piccolina / C’è poco tempo per ballar, e per cantar / La notte è tenera, tenera / giovane, giovane / splendida, splendida / bella da morir, bella da morir”.
La notte…
BUIO.




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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Settembre 2011 07:38 )
 

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