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Alice Bellesi - la farfalla e la storia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Sabato 23 Luglio 2011 13:08

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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LA FARFALLA E LA STORIA

di Alice Bellesi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 17 luglio2005




- Vuoto Assoluto.
Scintille Effimere.


- Il silenzio della Notte.
Ancora scintille.


- Che ci sia davvero qualcosa là fuori?
Ossa su ossa di ittiosaurus.
Cenere e lapilli.
Mattone su mattone lungo lo Yangtze.
Sfinge che irride stelle inarrivabili.



- Assolutamente niente.
Asce di pietra levigate nel buio.
Clangore di tartarughe inarrestabili.
Grida di fumo dalle mura merlate.
Sibili assassini tra bagliori di polveri.



- Morte e distruzione, un ciclo dopo l'altro.
Strade che tagliano a fette le foreste.
Grovigli di città infestate di luci.
Sirene laceranti il cuore e l'anima della notte.
Denaro che tira i fili e uccide.



- Strappare i fili di un’esistenza consunta!
Uomini che muoiono per poche PAROLE,
che squarciano i veli dell'indifferenza,
che rompono il ghiaccio della paura,
che abbattono le barriere della discriminazione.



- Spiragli... forse... cielo?
Apri le ali a un mondo diverso,
Spicca il volo verso la vera libertà,
Traccia la tua strada con una scia luminosa.
Indossa con responsabilità

queste TUE
nuove
Scarpe di Farfalla.



 

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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 08:18 )
 

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