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Carlotta Bava - quando mi svegliai ebbi... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Sabato 23 Luglio 2011 07:24

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
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Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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QUANDO MI SVEGLIAI EBBI LA NETTA SENSAZIONE

DI ESSERE OSSERVATA…

di Carlotta Bava
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 13 novembre 2005 




Calde e soffici coperte,
morbidi cuscini,
antichi e lontani sapori nell’aria,
luce che si intrufola discreta,
e i pensieri vanno, vagano liberi, senza limiti, censure, con le loro sensazioni, le emozioni…

Chiudo gli occhi e mi lascio vivere da questo turbinio silenzioso
che a tratti crea vuoti apparenti,
ovattati,
che ottunde la mente… la mente:
si chiamerà così per un motivo ben preciso, nulla è a caso…
la mente - mente,
ci mente continuamente,
attivamente,
inconsapevolmente ci guida in un mondo di avverbi.

La lascio libera,
aspetto che si svuoti e la relego in un angolo,
in castigo, lontana da me,
dalla pace che provo, dalle sensazioni tangibili dettate dal flusso libero, incondizionato dei miei pensieri.

Riesco a sentire il mio respiro,
in ogni cellula del mio corpo,
in ogni dove…
che gran festa dentro di me!

Tutto si mescola
libero da giudizi e pregiudizi,
libero di esprimere la propria vera essenza;
e così si mescolano lacrime, libere di sgorgare, a sorrisi,
tristezze a malinconie,
rimpianti a consapevolezze,
amori ad antichi rancori,
ricordi a conferme…

Mentre queste sensazioni mi pervadono
ecco una carezza sui miei capelli
e poi un’altra, e un’altra ancora…
ma come è possibile ?!?
sono da sola!…
e qui la mente è scappata per un attimo
liberandosi dalle catene del castigo ed è di nuovo pronta a mentire,
a nascondermi la verità…
ma sono più forte di lei
e … “quando mi svegliai ebbi la netta sensazione che qualcuno mi stesse osservando”…
non fu sensazione, ma certezza,
la certezza della tua presenza,
quella stessa che mi fa percepire le tue carezze,
che dona il sorriso alle mie labbra
e che dà forza e corpo ai miei pensieri…

Che fare…?
Chiudo gli occhi
e riprendo a sognare
desiderosa sempre più
di ritrovarti.

 


 

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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 08:25 )
 

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