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Ileana Rocco - tutto è calmo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Venerdì 22 Luglio 2011 06:52

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
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Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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TUTTO È CALMO

di Ileana Rocco
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 12 novembre 2006





Tutto è calmo, rallentato.
Un sole di ghiaccio fa capolino e scuote gli occhi ammiccando alle nuvole,
che lo avvolgono come coperte.
Tutto è semplice, metodico.
Un giorno ricomincia, una notte di sogni e pensieri va a incresparsi nelle onde inalterate del buio.


Tutto è chiaro, innegabile.
È stato un attimo. Ti sei girato e sei andato via.
Tutto è illogico, oscuro.
Ti vengo a cercare.
Chissà, forse mi sono solo distratta un momento.


Lo sguardo percorre tutti gli spazi possibili, ma della tua immagine resta solo un ricordo nostalgico.
Volitivo e indolente, hai detto che non ci sarebbero stati altri momenti per noi.


Granelli di sabbia dorata scivolati via dalle dita, rimossi dal vento.
Cumuli di alghe appassite abbandonate sulla riva, odoranti di vita dimenticata.
Obitorio di barche panciute e inanimate attraccate al molo, simbolo di muta solitudine.


I nostri cuori esplodevano d’amore.
Poi la paura.
Le nostre mani scalpitavano di gioia.
Poi la paura.
I nostri sensi inseguivano le schegge della bellezza.
Poi la paura.


Respiravamo gocce di luce, espiravamo sospiri d’amore.
Ma ora tutto è sepolto in questo silenzio ovattato
 inferno dei sensi e inverno del cuore.
Ti cerco ancora, in una lacrima che va a perdersi nella sabbia.
La tua figura si posa oltre il mio sguardo diventando imprecisa.
I tuoi occhi sono riflessi di stelle che annegano in questo immobile mare di sera.


Tutto è un sordo rumore.
Le onde della notte si infrangono su di me,
emblema di forza per i giorni che verranno.

 



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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 08:58 )
 

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