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Guido Frea - il mare di sera PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Venerdì 22 Luglio 2011 06:49

 

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IL MARE DI SERA

di Guido Frea
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 12 novembre 2006




Da sempre il mare ha acceso l’interesse, suscitato le fantasie più stravaganti dell’uomo; da sempre il mare ha unito bellezze e terribilità, tragedie e gioie, tempeste e calme sognanti.
Ma il mare di sera porta con sé un fascino che la natura, lungi dall’essere “noverca” per dirla col Leopardi, prodiga a chi sa cogliere il messaggio che definirei del silenzio consolatorio.
Affacciarmi da un ponte, piccolo o grande che fosse, e osservare l’acqua scorrere è sempre stato per me un momento di distacco dal mondo reale che mi circondava, il godimento di una pace interiore a me sconosciuta in altre circostanze e in altri siti naturali.
Questo effetto rapportato al mare si è protratto e si protrae ancora oggi per ore.
Se bellissima è la sensazione di sentirsi trasportato in una dimensione di pace assoluta, grande è tuttavia il rammarico quando gli effetti terapeutici per l’anima, e non solo, ineluttabilmente cessano riportandomi alla grigia e affannosa quotidianità.
Il sole che al tramonto annega nel mare dandoci l’arrivederci al giorno successivo, fa sì che l’ombra che ne segue assuma le connotazioni di una fine del mondo “ante litteram”.
Inoltre, la cupezza che irrora l’immane massa liquida, procura un senso d’ansietà e di timore dell’ignoto.
Il culmine di questa sensazione è descritta in modo mirabile da Dante nel XXVI canto de “La Divina Commedia” laddove riporta la fine terrena del callido Ulisse: “[…]  infin che ‘l mar fu sopra noi richiuso”, verso che sembra scritto sopra una lapide mortuaria.
Questo può anche essere il mare di sera: lugubre tavola di nero inchiostro.
Per converso, l’altra sua faccia è costituita dal suo accoppiamento con la luna, da cui trae il movimento periodico delle proprie acque.
Solo un grande poeta, un animo sublime può descrivere compiutamente l’incanto dello specchiarsi della luna nel mare, la sua scia luminosa che, come coda di una cometa in esso immersasi, pare quasi concedersi una sosta prima di riprendere la sua corsa nello spazio siderale.
A terra, un fuoco sulla spiaggia, una chitarra e la meglio gioventù che ride, scherza, canta al colmo della felicità, vicino al dio mare che con il suo lento e sommesso sciabordio veglia nell’ombra.

 



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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 08:58 )
 

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