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Danilo Danglari - testamento PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Giovedì 21 Luglio 2011 14:56

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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TESTAMENTO

di Danilo Danglari
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 15 aprile 2007

 
 
 
 
Cosa ne resta
risparmiata la vita
nient'altro per te

Tu hai la scelta
o dai ora qui sennò mai
oltre, l'oblio
 
 
 
 
LASCIO

Non lascio nulla a nessuno.
Donati tutti gli organi
e bruciate le spoglie
non resta altro
Quel che di me ebbe valore
è già stato distribuito a mani piene
Anche il danno ha dato i suoi frutti
e il seme vive senza polpa

 
 
 
 
ME NE VADO

Questo è il mio testamento
Non perché io stia per morire,
ma me ne vado
O forse te ne vai tu
Anzi credo te ne sia già andata;
non sei qui
non ti vedo più e non ti sento
Hai lasciato questo (mio) mondo
con una scia di amore incapsulato
di innocenza corrotta
e di cattiveria ingenua:
non per questo
ho sentito meno dolore al distacco.
E neppure la distanza dalle tue labbra è stata facile,
ho i tuoi occhi stupiti in un cassetto
e il tuo corpo in un fotogramma sfocato
Detesto il tuo orrore,
l'aver lasciato qui il nostro amore
senza farsi.

Cadono anche le buone intenzioni
col tempo;
i ricordi e le sopite volontà
ne attutiscono
il rumore
 
 
 
 
RISORGIMENTO

Ti lascio tutto di me.
Ancora non mi conosci
e non puoi rifiutarlo
Desidero decadere
per una eternità
e risorgere da te

 



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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:12 )
 

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