Home Archivio News-Eventi Gian Maria Vinci - sapessi cosa è successo
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Gian Maria Vinci - sapessi cosa è successo PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Tartamella   
Giovedì 21 Luglio 2011 08:30

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 


SAPESSI COSA È SUCCESSO

di Gian Maria Vinci
Cascina Macondo - Scritturalia 18 novembre 2007




L’Italia è un paese meraviglioso, scesi a rotta di collo da alte montagne si riposa tra verdi e morbide colline, con passo svelto si attraversano operose pianure per andare a cercare refrigerio in un mare unico per la varietà di coste e spiagge che può proporre.
Anche gli Italici sono un popolo meraviglioso, l’unicità e la fantasia sono le caratteristiche più espresse, ogni Regione è uno scrigno ove i comuni tesori, i frutti della terra, sono interpretati in cento, mille modi diversi.
Seduto in quel caffè io non pensavo a te, ma all’improvviso lei sorrise, così cantavano dei rocchettari chiamati Equipe 84, prima che lo smemorato protagonista della canzone tornasse dalla sua amata per dirle sapessi cosa è successo.
A ognuno di noi, più o meno Italico che sia, nel meraviglioso paese di cui parlavo prima, ogni giorno succede qualche cosa.

Il 17 di novembre di ogni anno, in Novegro, paese alle porte di Milano, si tiene una mostra scambio di auto, moto, cicli e di tutto quanto ruota intorno a questo mondo.
Solito giro di telefonate e un gruppo di dieci fanatici si danno appuntamento all’Autogrill di Busalla per compiere insieme la trasferta a Novegro.
Di natura sono puntuale, pazientemente attendo chi è in ritardo, anche ieri ho atteso, dopo quindici minuti e un buon caffè arrivano, cinque facce assonnate in una splendida BMW 320 compact car assetto ribassato, ma con un rimorchio attaccato dietro, sai se dovessimo comprare qualcosa di troppo berciano i caproni ritardatari, dopo 5 chilometri a settanta/ottanta all’ora me ne sono andato, non li ho più visti, chissà se li vedrò ancora.
Puntuali come un orologio, la nazionalità dell’orologio è inutile ormai tutti gli orologi sono puntuali, alle ore 9.45 iniziamo la coda per parcheggiare la macchina, dato che siano fortunati ci assegnano uno degli ultimi parcheggi disponibili dei 3.500 predisposti a fianco della fiera, gli altri a due/tre chilometri dall’ingresso non li abbiamo degnati di uno sguardo, sì questo anno è davvero eccezionale, francesi, inglesi, tedeschi, polacchi e russi sono presenti in gran numero tanto che l’esposizione è più grande del 25%, anche le code per le biglietterie sono più lunghe e più grosse degli altri anni tanto da convincere l’organizzazione ad abbassare i prezzi e agli stranieri proporre uno sconto del 40% sul costo del biglietto, chissà quanta bella roba da vedere, quante chicche, magari da comprare.
Alle ore 12.10 riusciamo a varcare i cancelli, gli anni precedenti Lucio e io entravamo alle ore 9.00, chissà come facevamo, giustamente vista l’ora, un arguto compagno di spedizione dice: se mangiamo subito freghiamo la bagarre e poi siamo liberi di visitare in pace l’esposizione. Di arguti il mondo è pieno, dopo una ulteriore sana coda, con in mano pane cipolla e salamella ci lanciamo alla conquista dell’oggetto che sicuramente ci mancava nell’armadio o nel box. Antonella, la mia dolce metà, sulla porta mi disse non arrivare con l’ennesima giacca da moto, povera, non ha tutti i torti, ne ho sette, una l’ho venduta, due, dopo tre anni, sono ancora da indossare.
Alle ore 15.00 “mollo” altri due soggetti della compagnia, sapete quei tipi che quando leggono pura lana vergine chiedono il certificato di integrità della pecora. Le bancarelle si susseguono proponendo quanta più “rumenta” (spazzatura) i polacchi ed i russi sono riusciti a “raccattare” dai loro “frecciamini”, gli italiani, toccati nell’orgoglio, espongono quanto di più schifoso e inutile rimane nelle loro cantine, perfino l’abbigliamento, nostro cavallo di battaglia, è passato in mani pachistane.
Chiamo Antonella, non ci crederai, ma non ho comprato nulla.
Alle 16.30 coloro che avevo abbandonato telefonano, ci ricongiungiamo per raggiungere la macchina e tornare a Genova.
Un banchetto di cinesi cattura la nostra attenzione, dopo averlo attentamente verificato compriamo scope elettriche tre, cutter serramanico uno, pile a ricarica manuale una, calibro di precisione uno, fianchetti laterali per Yamaha TT 600 del 1987 usati e da decolorare due, soddisfatti raggiungiamo la macchina alle 17.00.
Riposti gli oggetti acquistati nel bagagliaio, fumata l’ultima sigaretta, scaldato il motore, partiamo per Genova, ma 40 centimetri dopo siamo fermi in coda.
Dopo un quarto d’ora sempre fermi su quei 40 centimetri di strada percorsa, scendiamo e unitamente a qualche centinaio di automobilisti cerchiamo di capire cosa succede, nulla ci è dato di sapere.
Si decidere di attendere ancora, il freddo si fa pungente, la luce lascia il posto all’oscurità, dalle macchine vicine si inizia a sentire la telecronaca di Scozia-Italia, nei camper si accendono i televisori e i fornelli per una sana pastasciutta, molti raggiungono il vicino boschetto poiché i servizi sono stati chiusi nel frattempo, una signora si lamenta per il fatto che la sua struttura fisica, dopo averci spiegato che è diversa da quella maschile, le impedisce di usufruire del bosco, non resisto e chiamo telefonicamente la segreteria della manifestazione, una voce femminile, calda e suadente, mi informa che alle ore 15.00 una macchina si è ribaltata in Via Castello, grave incidente con feriti, quasi contento di aver trovato un motivo a giustificazione della situazione in cui ci troviamo informo i vicini di quanto affermato dalla segreteria della manifestazione. La signora che sicuramente era fatta in modo diverso da come era fatto un maschio e che aveva condiviso con noi questa consapevolezza, ci informa di aver percorso Via Castello alle ore 15.30 e che nessun incidente era presente su quella Via. Sempre questa Femmina telefona ai Carabinieri e denunciato il sequestro di centinaia di persone nel parcheggio della fiera, chiede cosa intendano fare dopo tale comunicazione. I Carabinieri precisano che non possono dare seguito a questa informativa essendo disponibile una sola vettura.
Ognuno di noi ritiene doveroso informare i famigliari di un possibile ritardo nel rientro, uno di noi inizia litigare con la sua ragazza perché alle ore 20.30 doveva essere a casa per proseguire la serata con una festa di compleanno programmata per le 21.00 e la situazione in atto rischia di pregiudicare la loro partecipazione all’evento.
Intanto è passata un’ora e noi stazioniamo imperterriti sui 40 centimetri conquistati.
La femmina scende dalla sua macchina e telefona ai Vigili Urbani i quali informandola che il loro turno è terminato le precisano che nessuno regola il flusso dei veicoli in uscita dalla fiera, la femmina informa anche la Guardia Municipale che è fatta in modo diverso dai maschi e che non può usufruire del boschetto; la comunicazione si interrompe e successivamente il telefono risulta occupato.
Improvvisamente la coda si muove di circa 10 metri, da più parti macchine, camper e furgoni si spostano puntando il muso verso l’uscita, alcuni cambiano anche corsia, mi sono dimenticato di precisare che le code erano cinque disposte parallelamente su un grande prato convergenti su un unico cancello e separate l’una dall’altra dalle vetture ancora parcheggiate.
Siamo nel parcheggio da quasi due ore, Scozia-Italia sono ferme sul pareggio, il tempo continua a scorrere lentamente.
Ognuno di noi informa i propri cari sugli sviluppi della situazione, Carletto, che sta parlando concitatamente con la fidanzata, “schitta” fuori dalla macchina, la telefonata finisce con queste parole prendi la tua roba e vattene da casa quando arrivo non ti voglio vedere perché non capisci niente, quindi si accende l’ultima sigaretta.
L’Italia segna il goal che le permette di accedere agli europei, sono due ore e mezza che siamo nel parcheggio.
Improvvisamente una delle colonne si muove, tutto intorno a noi è un ruggire di motori le colonne si disgregano auto e furgoni attraversano il prato e i rimasugli delle colonne come se si fosse scatenata la corsa all’oro o la conquista del pezzo di terra, ricordate la scena nel film la conquista del West, paro paro.
Carletto ritorna e mi informa che hanno aperto un cancello in fondo al prato alla nostra destra, lascio la mia colonna, scavalco quella vicina mi inserisco in uno dei due flussi privilegiati, ci sentiamo quasi arrivati a casa, al cancello, su fondo sterrato, sfodero un poco della mia esperienza fuoristradistica, due sgommate un pelo di cattiveria e raggiungo l’uscita segnalata dagli addetti improvvisamente ricomparsi.
A questo punto immaginate il solito traffico di Milano irrobustito da tremilacinquecento mezzi tutti in zona Linate con la tangenziale chiusa per lavori.
Anche qui devo essere cattivello quel tanto che mi permette di raggiungere la barriera rapidamente ed entrare in autostrada, sto viaggiando verso Genova quando mi affianca una macchina della Polstrada, mi accodo, ma visto a quando viaggia preferisco lasciarla allontanare, al passo del Giovo qualcuno si sente poco bene, non tutti gradiscono un certo tipo di guida, ma alle 21.15 Carletto raggiunge la festa potendo dire, per giustificare il ritardo, sapessi cosa è successo…







5x100
 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:21 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare