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Ivana Greco - cambiamenti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Mercoledì 20 Luglio 2011 10:12

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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CAMBIAMENTI

di Ivana Greco
Cascina Macondo – Scrittturalia, domenica 8 febbraio 2009

 
 
 


Cambio occhi, cambio mani
non ci sono più, domani !

Cambio pelle, cambio naso,
forse è stato solo un caso.

Guardo l'unghia, com'è grossa,
prima era fina fina. Che cretina!

Mi pareva di sembrare
una bella signorina. Che nonnina!

Ma che faccia mi ritrovo...
Son la stessa, oppure un'altra ?
che bastarda.

E quegli occhi grandi grandi
che vedevo nello specchio
son ridotti a due puntini
di bambini.....

Occhi grandi, occhi piccini
che ti guardano giocare,
e riscrivere la storia
di una vecchia zia balorda.

Però i piedi, ecco forse...
Son rimasti ancora belli
seccarelli
sempre attivi, sempre belli.

Giro vita, che fatica!
Non ti guardo neanche più.
Mangia, mangia, poi vedrai
che cicciona che sarai!

Digiunare è proprio meglio
così sembri la betulla
della vecchia storia grulla.



Mutamenti


Passi in più - passi in meno
passi di troppo...

Sei cambiata?

Cambia zona, non lo sai
che diritti non ne hai
dove parlano una lingua
dura, forte, quasi morte...

Lì l'amore non ci cresce
e la fiaba non riesce.
Corri corri e arriverai
in un posto laggiù in fondo

dove il rosso è proprio rosso
dove il verde è scuro e forte
dove l'anima si fonde
con il sogno...

"Quel lavoro non mi piace.
Cambia, cambia e troverai
un lavoro senza guai !

Che misogini che sono
quei signori senza domo!

Cambia casa, poi vedrai..
Quel vecchiaccio non sarai!

Cambia stato, cambia città
e ti trovi là per là
in un fiume turbinoso
senza mamma né papà.

Cambia casa, cambia amici,
quelli sono più felici!
E il marito non lo cambi?
poi vedrai che begli incontri!
Cambia menti, cambia denti.
Quante genti, che casino!
Sono proprio un marocchino!

Adesso cambio:
vado vado vado...
poi divento un vero mago.

Cambio, cambio... ecco
trasformo la mia stanza,
sposto il letto
il comò, la cassapanca.
Sono un'altra!



Mutamenti


Fuoco, acqua, luce, sole
Tutto cambia, anche il colore.

Le distese sconfinate
quelle altezze smisurate
una luce penetrante
che ti frange.

Così fuori, come dentro
questo è proprio un firmamento!
Che natura!
Che magnifica avventura!

Son gli dei,
muovono i fili.
Non ci pensano per niente
a spostare gente e gente
strade e case, vecchie contrade.






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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 20 Luglio 2011 10:17 )
 

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