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Cinzia Revelli - auguri PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Martedì 19 Luglio 2011 16:44

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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AUGURI

di Cinzia Revelli
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 9 novembre 2008





    Mercoledì era il tuo compleanno, Matteo. Abbiamo mangiato caramelle colorate e cantato canzoncine buffe. Tu hai fatto “tre” con le dita e il sorriso si è acceso nei tuoi occhi. Il tuo sorriso così raro e bello. Ti guardavo e cercavo di capire quanto il dolore stesse spingendo in giù le tue labbra lievi di pulcino.
Il dolore…
    Mi hanno raccontato la tua storia e succede che all’improvviso una scena mi si componga nella mente, le grida, i pugni, il sangue di tua madre che chiazza il pavimento, allora l’angoscia per te, per lei mi invade, ma tu, ogni volta, ti giri e allarghi le braccia per chiedere di stringere il mio cuore, così il tuo calore scaccia le mie pene. Le mie. Capisci?!
    Vorrei avere una gomma magica, Matteo, per cancellare i tuoi incubi, le tue paure. Ma ho soltanto colori, storie, giochi e le carezze prima della nanna.
    Mercoledì, comunque, mentre spegnevi le candeline immaginarie, ho espresso qualche desiderio al posto tuo…
… Che l’ombra dell’orco diventi un fiore di brina da sciogliere al primo attimo di felicità…
… Che nei tuoi giorni a venire ci sia posto solo per la gioia, perché il tuo fardello di dolore ti è caduto addosso di schianto, in una volta sola…
… Che d’ora in poi nella tua vita ci siano macchinine gialle e piccoli trattori e libri per farti ridere o sognare e cioccolata e la visione calda di tua madre felice che ti prepara le frittelle.






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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:34 )
 

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