Home Archivio News-Eventi Beatrice Sanalitro - depositati dal mare
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
Beatrice Sanalitro - depositati dal mare PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Tartamella   
Martedì 19 Luglio 2011 16:35

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


Hai letto questo testo di Scritturalia?

Esprimi il tuo apprezzamento, da scarso a ottimo.
Non è un concorso. Non c’è nessun premio. Tu e l’autore non vincerete nulla.
Perché votare allora? Semplicemente perché il tuo giudizio di lettore anonimo,
onesto, schietto e disinteressato, potrà essere utile all’autore.
La tua disponibilità a un semplice click come stimolo per lo scrittore/scrittrice
a ripensare e a migliorare la propria scrittura…

 

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

DEPOSITATI DAL MARE

di Beatrice Sanalitro
Cascina Macondo – Scritturalia, domenica 9 novembre 2008






Glastonbury è la città dove si dice sia sepolto re Artù.
Viene accostata alla mitica Avalon, regno delle fate e delle sacerdotesse della dea Luna che nascondono l'isola con fitte nebbie.
Si narra che la Fata Morgana, sorellastra di Artù, avesse trasportato i resti del re sull'isola e che lì ancora riposino.
Avevo organizzato il viaggio con estrema cura, come si addice a un incontro speciale.
La montagna di notizie si era ridotta a un sassolino formato da uno stringato elenco di luoghi, da Stonehenge a Edimburgo ma, se pur poche, ero sicura che le stazioni della via che avevo deciso di percorrere fossero momenti necessari per ritrovare ogni volta una parte di me.
Ero arrivata tra nebbia e gocce di pioggia, subito immersa nei colori smorzati dai grigi imperanti che rendevano ancora più vividi, per contrasto, i rari verdi degradanti dei muschi e dei prati.
A Edimburgo ritrovavo l'intimo piacere di ordine e di severità, addolcito dalla natura curata e vibrante; a Stonehenge ritrovavo in me l'antico rigore che disegna il cosmo e definisce la mia parte sacra, limpida come l'aria pulita dalle piogge e dal vento incessanti; a Saint Ives, con la presenza di foche in mezzo ai bagnanti, affiorava la mia natura bambina che vuole giocare.
C'erano fate, elfi e druidi, foche, albatros, ma io cercavo un momento di intimità con il mare, tra scogliere bianche e ocra e una piccola spiaggia.
Il mare amplificava il suo borbottio nelle grotte tra gli scogli, mentre la spiaggia accoglieva la folla di onde. I desideri, i sogni e i ricordi, intanto, si affastellavano sulla sabbia, radice che il tempo aiutava a nascondere.
Le onde, infatti, invadevano la spiaggia, urtavano il muraglione e arrivavano a lambire la strada asfaltata.
Turisti con cerata gialla giocavano a lasciarsi spruzzare e s'allontanavano e si proponevano come avessero davanti un toro, mentre le onde li provocavano con potenza rinvigorita dall'alta marea.
Gli spruzzi stavano arrivando alle botteghe di artigianato al di là della strada, tanto possenti e incombenti come uno speciale rintocco per sollecitare le ultime attività giornaliere, fino al buio e al silenzio.
Al mattino, dalla finestra dell'hotel, da dove la sera il mare quasi si toccava, vedevo quanto fosse, ora, lontano. Al suo posto era tornata la sabbia.
Anche la mia essenza, così, veniva allo scoperto; stavo ritrovando una parte di me.
La spiaggia era profonda, di sabbia fine e dorata.
L'aria sopra la spiaggia conteneva il ricordo del mare e passeggiare sulla spiaggia equivaleva a passeggiare sopra i ricordi.
Un calzino ingiallito, una palla sgonfia, bottiglie di plastica e qualche conchiglia stavano sulla battigia; un berretto, una maglia bucata.
Il mare depositava i ricordi.
Oggetti si presentavano ed erano notati ancor più perché erano senza padrone.
Fogli di poeti sulla riva, lenze di pescatori sugli scogli, cappelli di artisti lungo la passeggiata, sciarpe di malati accompagnati al riparo, fogli, ami, cappelli, sciarpe e la mia trottola che gira veloce sulla punta rossa facendo VVVUUUUUU e mescolando i suoi colori rosso, verde e blu tra loro e il mio pappagallo con le zampe a ventosa per poter essere attaccato al vetro che picchietta TIC TIC TIC mentre aspetto il ritorno di papà e profumo di mandarini e di minestrone: tutto sulla sabbia che il mare, ritraendosi, aveva lasciato.
Il mare deposita sempre i ricordi.







5x100
 
 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:35 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare