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Beatrice Sanalitro - nel bosco all'improvviso un urlo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Domenica 17 Luglio 2011 17:45

 

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NEL BOSCO ALL'IMPROVVISO UN URLO

di Beatrice Sanalitro
Cascina Macondo – Scritturalia, domenica 29 giugno 2008





Pssst  pssst  ssst  ssst  frrr   frrr  uuk  uuk
Co co  cooo  cooooooooooo
- Che ci fa nel bosco una gallina? Via, via! Tu non sei un personaggio.-
Frrr  frrr  ssst  ssst....
Svessillano le alberelle verdi e leggere appese ai rami delle piante del bosco Bum, ruotando e impennando come libellule a corpo libero sulla trave l'esile corpo mentre Soffione Turgido le sfregola malizioso.
Frrr  frrr...
- Ci solleciti  tutti i pori, ci sfrondeggi il pelo sullo stelo...piantala, malandrino! Ma Soffione non si dà per vinto e neanche per perso perchè sa dove andare e cosa avvolgere in un soffonchio.
- Il caule, oh, che cauli, che cauli, come dire: che gambo, oh, che gambe, che gambe - sospira tiepido – aculeati il giusto...cioè: lunghe, slanciate, uno schianto...
- Ci smuovi fino i tuberi, malandrino di un Soffione Turgido.- dicono le piante- e qui è meglio non tradurre. Ora nicchiati più avanti, ché c'invogli a staccare le alberelle prima d'autunno. E, quando sfili, attento a non scomporci i capitelli!-
- Quali capitelli?- chiede Soffione Turgido sottovoce per non metterle in imbarazzo.- Non avete capitelli, ma  formate ombrelli.- le istruisce devoto. - Gli ombrelli sono pari o rìpari o ripàri; per poterli classificare occorre contare le alberelle che svessillano. Noia mortale.
Vi confido un  segreto: se li serrate quando avvertite lungo il tronco il brivido del Soffione Cuccatore che vien dal Nord, diventate abeti; se li spampanate al mio tepore, diventate piante da pinoli, il bell'ombrello aperto. Segreto dei segreti.-
- Siam alberi da bosco Bum,
siam alberi da bosco Bum,
siam alberi da bosco larillarillallero,
siam alberi da bosco larillarillallà.
Non siamo alberi da pinoli. Ora, per favore, lascia che una meritata pausa ci titilli fin le carnose bulbose.
E così Soffione Turgido, snobbato dalle piante del bosco Bum, ramingando (“allontanandosi da” ndr) le sfiziose avventizie e sospirando -che cauli, ah, che cauli!- s'inarca soffuso sulla schiena del colle verde e bavoso di muco delle lumache che silenziose non lo sono per finta.
Il vento si pavoneggia, si mostra e si scatena: acchiappa il cielo, rantola e mugugna.
- A chi ci fa 'sto short?-  si messaggiano le lumache l'un l'altra e, poiché delle avances di Soffione Turgido se ne fanno un'antenna, garbatamente lo sfottono, come si fa tra le lumache per bene:
- Troppo corta, 'sta pellicola, dotto';  manca pure di peperoncino. Vattenne, su, che qui non ci rimedi niente.-
Dal vertice del monte, Soffione spericolangolo, ché preferisce gli angoli ai lati (e che ci fa?) piomba in terra pronto a svellere cicciobombetti velenosi che languono ai piedi dei cippi, antiestetici bubboni che si dovrebbero estirpare col laser per non vederli più ricrescere.
I funghi, che se ne intendono di cose fatte in fretta e furia, conoscendolo di fama, raccomandano espressamente l'anima loro che non ne ha neanche tanto bisogno non essendo porcina e in un amen vengono scappellati e serviti di barba e capelli.
Mai, però, fidarsi dei subdoli cicciobombetti velenosi che languono ai piedi dei cippi: nell'euforia dello scappellamento Soffione Turgido ne prende uno in bocca, ne prende un altro; la lotta è serrata perché indomita è l'anima che si raccomanda a san Bosco e che deve fare la sua figura, per cui due scappelli di cicciobombetti s'intrufolano tra le spire del vento cercando di minare dall'interno la sua integrità.
Girano, girano come in una scala a chiocciola e, attraverso le bolle del muco gentilmente donato dalle lumache, scivolano silenziosi e sanza alcun sospetto nell'amorosa bocca del Soffione fino ad ora dedita al canto, al fischio e al risucchio delle bell'albere con alberelle sventole.
Pssst  pssst  ssst  ssst  frrr   frrr  uuk  uuk
Co co  cooo  coooo...No!
Il bosco è silenzioso.
Il vento ansima, sbadiglia, rimane senza fiato che, per un vento, equivale all'agonia.
Ma la sua tempra è fiera.
Non sia mai detto che un Turgido Ventoso si pieghi e cessi per un mal di pancia causato da due cappelle flaccide e velenose.
E allora...UUUUUUUHHHHHHHHHHHH!!! Un urlo orrendo per nulla soffocato erutta due cappelle.
Turgido vola gioioso in cielo mentre i fedeli del paese accanto al bosco, ringraziano per avere dove pregare.




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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:39 )
 

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