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Paolo Severi - piramide PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Domenica 17 Luglio 2011 17:15

 

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
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PIRAMIDE

di Paolo Severi
Cascina Macondo -  Scritturalia, domenica 20 aprile 2008





Un respiro; nella storia del mondo un’intera civiltà può durare il tempo di un respiro, di molte civiltà non sappiamo assolutamente nulla, di altre, anche se abbiamo reperti e documenti e monumenti, sappiamo poco, per le Piramidi, per esempio, così presenti, così scombussolanti per le implicazioni culturali, magiche, storiche, misteriche, più che congetture, non si sono fatte, mentre della recente scoperta trapelata in Internet e tenuta quasi segreta dai media ufficiali, fatta in pieno deserto, delle tracce delle fondamenta di una piramide enormemente più grande di tutte, restano solo fantasie e sogni ricorrenti, anche perché sicuramente anni, sì, moltissimi anni, la scelta del progetto è stata molto sofferta, anni e anni studi, però tutti, architetti, geometri, maghi, sacerdoti, consoli e ingegneri della grande Città alla fine si sono accordati, e il risultato è ora sotto gli occhi di tutti: il modello della Grandissima Piramide è ora visibile da tutti, e tutti sono d’accordo che è una meraviglia, sì, sì, una città, anzi, un’intera nazione, tutta in una piramide, sì, una struttura piramidale di cinque chilometri di lato, alta tre chilometri e mezzo, con enormi spazi aperti lungo i fianchi, in modo che luce e vento scorrazzino liberamente, e lungo i lati strutture abitative, negozi, uffici, mercati, teatri, chiese, bordelli, nei lati meglio esposti al sole le culture idroponiche e l’agricoltura verticale, nelle fondamenta, che si estendono sotto terra per mille metri, tutte le industrie, gli impianti di depurazione, di smaltimento e riciclaggio, tutte le pareti libere con pannelli solari, nel mezzo varie torri che, convogliando il vento, producono elettricità… alla fine, in questa struttura possono vivere e lavorare un milione di persone, in un sistema chiuso e indipendente, oltre che economicamente e per la sussistenza alimentare, anche culturalmente, per cui ci saranno spazi per professare varie religioni, diversi stili di insegnamento, di sport, va beh, non ci sarà il mare, ma ci saranno enormi piscine e cascate che ossigeneranno l’aria, inoltre diverse attività culturali, insomma, un sistema che, se lo desidera, può essere indipendente, mentre, sempre che lo desideri, può collegarsi sinergicamente ad altre strutture, sia analoghe, sia costituite secondo differenti schemi, anche arcaici, ma quello che ha suscitato l’entusiasmo dei tecnici è che, così organizzata, la Grandissima Piramide è in grado di produrre un esubero di energia che può essere indirizzata verso altri scopi, ed ecco che hanno subito identificato che farne di tutta questa energia in esubero, e nelle cantine più profonde gli scienziati hanno approntato macchinari incredibili, che utilizzano sia le energie in eccesso prodotte, sia quelle che permeano la piramide in quanto tale, mentre la vita, ormai da generazioni, si svolge sempre più chiusa in se stessa, con scarsissimi contatti verso altre città o nazioni, e la popolazione si è stabilizzata attorno al milione di abitanti, tutti sani e felici, beh, proprio tutti no, qualche eccezione, anche se rara, c’è, come quel simpatico mattoide che, in tono bonario, chiamano “Il Cardinale” per il suo modo di parlare che sembra un prete di antiche religioni che parla a grandi folle, mentre il suo pubblico, al massimo, sono i pochi compagni da osteria “sorelle e fratelli, non va mica bene che ci chiudiamo nel nostro egoismo e che anziché allargare i nostri orizzonti verso gli altri continenti e i cieli li chiudiamo all’interno della nostra Grandissima Piramide, perché stiamo tradendo la nostra vocazione a essere abitanti del mondo per essere formiche di un ristretto formicaio, abbiamo dimenticato le nostre origini, viviamo solo il presente, non sappiamo a cosa stiamo andando incontro, il ricordo del fervore intellettuale di quando i nostri avi hanno progettato la Grandissima Piramide è un ricordo sepolto, stiamo vivendo alla giornata, noi non sappiamo neanche che cosa succede al di fuori della nostra Grandissima Piramide, non sappiamo neanche che cosa combinino gli scienziati governativi negli scantinati, per quello che ne sappiamo noi, può anche darsi che la Grandissima Piramide non sia nemmeno più sulla Terra, ma sia stata scaraventata fra le stelle, da troppo tempo hanno chiuso i telescopi pubblici e funzionano solo le installazioni segrete governative, e gli antichi libri di scuola insegnavano che le stelle erano sempre le stesse, adesso non si insegna più a guardare le stelle, ma se le guardate, noterete che cambiano di continuo…” insomma, un simpatico farneticare, abbastanza innocuo, mentre gli scienziati continuano a lavorare in segreto,  così che quasi nessuno se ne è accorto di quando quegli incredibili macchinari si sono messi in funzione, e la Grandissima Piramide è stata avvolta da uno strano involucro ed è stata sospinta in orbita, fuori dal Sistema Solare, in cerca di pianeti da colonizzare e da riempire di stupide Piramidi.
 
 
 
Voglio una città
che voli fra le stelle;
ma non so perché.





Note a piè di pagina: dato che si comincia dicendo che una civiltà può durare quanto un respiro, anche questo racconto dura quanto un respiro, vale a dire, ha un solo punto alla fine. Per sintonia alla Grandissima Piramide, di 5.000 metri di lato, il racconto, compreso Haiku e interpunzione ed esclusa questa nota e intestazione, è di 5.000 caratteri.





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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:42 )
 

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