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Enzo Pesante - en attendant... PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Mercoledì 29 Giugno 2011 08:40

 

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EN ATTENDANT...

di Enzo Pesante
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 12 giugno  2011

 
 
 
 
En attendant…

En attendant… schizoido e nervosico nel passeggiar sghimbescio
Si rincorrono i toc del tac, maldestri
E i tuc, lugubri sinistri, toc tuc, toc tuc, toc tuc…
 
En attendant… rintoccano i tic e i tac del cucù, cucù, cucù
Tic e tac s’affastellano, ritmando lo scorrere del tempo
Lo scorrere del tempo a rimembrar che tutto passa…

En attendant… passa il tempo, passa perfino il passatempo, passpartout
Passerella, passa la vacca, passaporto, passamanerie, passa l’usignuolo
Passa pissi, pissi passa, pissi-pissi, bau bau…

En attendant… passa il sale, passa il pepe, passa parola
Passano le pietre, passano i lini
È già passato Ettore Petrolini…

En attendant… passa la vita, il passavita
La passione passa, passa la voglia
Non lo fo per piacer mio, ma per far piacer a dio…

En attendant… passa l’amore, passa l’odore
Financo l’afrore, passa la speranza
A dimagrir, passa la panza…

En attendant… passa della gioventù la lieta danza
Passa il corridoio di stanza in stanza
Passa la pizzica della Paranza

En attendant… passa la notte, passa la sera
Passa il drogato con la sua pera
Passa sua zia che fa la droghiera…

En attendant… passa il piacer, passa il dolor
Passa il battito del cuor
Passa la rima con tutto il fior

En attendant… passa il rosso, passa il giallo, passa il verde
Meglio il verde, passa su! Il giallo! Affretta il passo
Rosso: chi passa or, più non ripassa…

En attendant… troppo tardi per ripassar
Chiudi il libro… passo oggi. Oggi passo o non passo?
Passare o non passare, that is the problem delle scolare…

En attendant… problema: se al mercato con 10 € compri 30 dozzine di uova.
con 20 € al GS quante tagliatelle all’uovo, scontate al 15%, IVA compresa,
puoi farti passare per extracomunitario?

En attendant… non ho nulla, passo
Io non passo: una carta; io due; servito, scala reale
Passa il piatto, il piatto piange…

En attendant… passa il piatto, passa il bicchiere
Singhiozza il baro ed il mazziere
Piange la regina per l’alfiere…

En attendant… mangio il pedone e il pompiere
Il fuoco? Passa! Passa l’aria, passa anche l’influenza aviaria
La prof stronza e la bonaria…

En attendant… passa la terra, passa l’acqua
Passa l’idraulico con la sua sacca
Passa il cane che fa la cacca

En attendant… memento mori, sobbalzano nel petto i nostri cuori
Ricordati devi morire grida il frate a Porto Cerro così io posso toccar ferro
La vita è fiamma che si spegne urla il frate a Roncisvalle così io posso toccar le…

En attendant… passa il tempo, il quaternario
Vien di seguito il ternario
Quindi ecco, sul binario, passa il treno già in orario…

En attendant… passa il passato, vicino il prossimo, lontano il remoto
Io fui tu fosti ei fu, siccome immobile dato il mortal sospiro
Stette la spoglia immemore orba di tanto spiro e così cip cip…

En attendant… passa il passato, passa il calendario, cip cip
Laggiù lontano un passero solitario
Cip cip, cip cip, cip cip, cip e ricip e ricip e cip…

En attendant… passano i bit, i bait e i megabait
Passano i bip e i bot
On the street e on the road…

En attendant… e mo’ te pass, con un dito fermo il bus, salgo e oblitero il mio pass
Una signora chiede il bis, dalla fronte le esce il pus, tutto giallo sopra l’os
Cola fluida questa mouss e io vomito il cus cus…

En attendant…
Io con te mi faccio un tris, dice quella tutta ses
Io la guardo, oddio che cess, penso e subito confess
Peccato che so’ n’omosess, sinnò a te che te facess…

En attendant… mi… che palle
Già s’è detto di Roncisvalle, dove su nei boscosi scorci
Solea il Fraticello cantarla a cani e porci…

En attendant… venite meco, dicea
Figli del ciel, tutti siam fratelli,
Sole e luna, lupi e famiglia Agnelli…

En attendant… e basta, falla finita
Stretta è la via, breve è la vita, chiudi sta bocca
Tappa sto cesso, taci coglione subito adesso…

En attendant…




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 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 


Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:56 )
 

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