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Monia D'Oca - ritorno PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Giovedì 02 Giugno 2011 18:08

 

                                           SMETTERE O CONTINUARE...?


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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

RITORNO

di Monia D’Oca
Cascina Macondo – Scritturalia, domenica 2 maggio 2010





La città era ancora addormentata quando uscì di casa. Adorava quella sensazione di pace, sembrava di osservare un bimbo beatamente immerso in un sonno leggero.
Lungo il viale si soffermò a osservare il cielo che sfumava dal blu inteso all’azzurro accogliendo le pallide intrusioni della luce del sole che iniziava a fare capolino. Una tiepida brezza accompagnava i suoi passi e spargeva i profumi degli alberi in fiore. Tra poco tutto questo sarebbe sparito, dissolto, come se non fosse mai esistito: il silenzio e l’atmosfera immobile avrebbero ceduto il passo al caos, alle voci, ai rumori e il profumo di glicine sarebbe stato sopraffatto dall’odore di ferro delle rotaie del tram e dallo smog. Un ritmo incalzante si sarebbe impadronito di ogni cosa, spegnendo i sensi e non lasciando spazio nemmeno ai pensieri. Era incredibile! Non riusciva a sentirli in mezzo a tutto quel frastuono. Era per quello che adorava la notte, quando la pace e il silenzio aprivano la porta ai pensieri, permettendo loro di affiorare liberamente.
Era in quei momenti che si ritrovava sulla sua terrazza a scrivere fino alle prime luci dell’alba: immersa nel silenzio, tra le sue piante, con la collina di fronte rischiarata soltanto dalle stelle.
Ed era lì e in quel tempo che i pensieri riuscivano ad avere voce e a prendere forma: a volte era quella di un racconto, altre quella di una poesia, altre ancora diventavano la favola che avrebbe fatto addormentare i suoi bambini la sera seguente.
La scorsa notte, invece, avevano assunto una nuova forma, travolgendola: parole copiose avevano riempito i fogli e la lettera si era scritta quasi da sola, come per magia. Come se non fosse abituata a scrivere, come se non lo avesse mai fatto, come se fosse stata rinchiusa per anni in una stanza con il solo desiderio di scrivere.
Che liberazione, quella notte! Piangeva, scriveva, rideva. Era ancora buio quando decise di partire e cominciò a prepararsi.
Uscì prima che la città riprendesse i suoi ritmi, lasciando un biglietto sul tavolo della cucina che aveva già apparecchiato per la colazione. Sarebbe tornata il giorno seguente, aveva deciso di prendersi il giusto tempo per quel momento.
Percorse il viale felice, quasi trotterellando come una bambina; si affrettò solo quando giunse in prossimità della stazione: voleva prendere il treno delle 6.30 e doveva affrettarsi a fare il biglietto.
Prese il treno al volo. Pochissime persone a condividere quel viaggio. Scelse una carrozza vuota e si sistemò, si fece cullare dal dondolio del treno e si appisolò. Quando riaprì gli occhi il paesaggio era cambiato: la città era ormai lontana e le colline avevano lasciato il posto al mare.
Appena scesa dal treno l’abbracciò l’odore forte di salsedine, odore di casa. Camminò svelta lungo quelle stradine che conosceva bene, fermandosi di tanto in tanto per un saluto a qualche vecchia conoscenza.
Arrivò a destinazione, finalmente! Com’era emozionata! Esitò un momento e con il dito che le tremava si decise a suonare il campanello: dall’altra parte, la sua voce. “Papà, sono io!”, rispose. Salì le scale di corsa, con il cuore in gola e il desiderio grande di abbracciarlo. Lo trovò sulla porta, con il caffé fumante in mano, a dir poco, sorpreso di vederla.
In quella mattina di maggio, su quella spiaggia ancora libera dai turisti, con lui accanto si sentì nuovamente bambina e assaporò quel rito delle domeniche mattina di un tempo: solo che adesso non c’erano più i silenzi di allora, e quell’uomo invecchiato e sorridente non sembrava più così imponente. Ora la lettera notturna poteva avere voce.





 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 09:58 )
 

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