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Silvia Borghesi - la lettera PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Martedì 24 Maggio 2011 11:30

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
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LA LETTERA

di Silvia Borghesi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 2 luglio 2006





Non aspettava nessuno, quel giorno di fine estate, ma un suono imperioso la svegliò.
Fatto un sobbalzo si avviò cautamente allo spioncino della porta: Il postino.
Una lettera raccomandata, da chi? Forse un errore.
Si era isolata da molto tempo, nessuna sorpresa ormai, la polvere si era posata sui mobili della casa, come sul suo sentire e sui suoi pensieri.
Niente scossoni, solo la tranquillità monotonia quotidiana.
Il nome e l’indirizzo esatto, nessun mittente. Lacerò con emozione la busta, lesse avidamente, quasi senza capire, il contenuto della lettera, fino alla firma.
Rilesse ancora e ancora, piano, piano, mentre le lacrime le rigavano il volto. Riaffioravano ricordi lontani, prima felici, poi angosciosi.
Ritrovata parte della vita che aveva cancellato, tutto tornava a lacerarle l’anima.
Maledetta lettera! Ora di nuovo soffriva, ma si sentiva viva.



Foglio bianco
segni neri
dolci pensieri.



Fogli ingialliti
ricordi sbiaditi
amori finiti.



La lettera recapitata
alla persona sbagliata,
spezzò un amore
al suo fiorire.



Nome dimenticato,
nella lettera d’amore ritrovato,
ricordi lontani
ritornano sovrani.



Lettera d’amore infuocata,
mai arrivata.
Chi l’attese si disperò
ma un altro poi trovò.



Parole scritte sul foglio:
quanto bene ti voglio!!



Lettera per te,
un amore nascerà.
Forse, chissà?



Tue lettere
profumo di lavanda
il sogno torna



Occhi lucenti
leggono le tue lettere
per dirsi addio






 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 10:01 )
 

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