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Michele Bertolotto - strade lontane PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Martedì 24 Maggio 2011 10:54

 

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Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

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STRADE LONTANE

di Michele Bertolotto
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 2 luglio 2006





“Omozigote o Eterozigote… questo è il dilemma!” Continuavo a ripetere tra me e me…
Allora, omozigote, stessi geni ereditati da entrambi i genitori, eterozigote: gemelli risultanti dalla fecondazione di uova diverse (uova diverse = gemelli diversi come i cantanti) UFFFFF! Ricominciamo…. Esogamia, riproduzione tra due individui di ceppo diverso… Eterotrapianto = trapianto eseguito in un organismo animale con tessuti di organi di un animale di specie diversa, vedi da maiale a uomo nei casi di trapianto del fegato… capperi! Praticamente a ‘sto povero alcolizzato gli impiantano il fegato di un maiale e quando tutto andrà a buon fine magari si sentirà dire da una donna che è un maiale! Che storia!
Bastaaaa! Io questo esame non lo do! Con questo caldo non riesco a concentrarmi tutte ‘ste parolone da mandare giù e rimestare facendo sunto ed evincendo che?
Allora, oggi è domenica 2 luglio, l’esame è il 12, vediamo, facendo due conti restano 10 giorni e io mi dovrei ingollare ‘sti quattro tomi per poi andare a discutere con Lui!?
Sì, proprio Lui, il Professor Barnaba, quella sorta di oracolo onnisciente con quella vocina gracida che ti squadra e dice: “allora cosa mi dice dei gemelli omozigoti? E delle probabilità di parti prematuri nelle puerpere? E sull’eterotrapianto?... e cagati nelle mutande se non l’hai già fatto!!” eh sì, sono proprio stressato io che ho ascoltato mio padre e ho studiato e studiato e ora sto per laurearmi in ginecologia… e dire che pensavo di averla studiata bene... le donne non te la fanno nemmeno annusare, a me invece le fanno vedere, toccare e mi pagano pure!! Degno del migliore dei gigolò! Beh... anche questo avrà le sue controindicazioni, viste certe donne, ma sarò ampliamente ripagato di tutto!!!
Naturalmente sto cercando di fare molta pratica… insomma, dovrò essere in grado di discernere tra il personale e il professionale… sì sì, sarò professionale al massimo…
Un professionista della F… no diciamolo in modo eufemistico… un professionista dell’organo riproduttivo femminile, eh sì! bella cosa l’eufemistica, si può dire spegnersi anziché morire, fare l’amore anziché trombare, oppure evacuare anziché cagare!! Non so chi l’ha inventata, ma era un Dio! (ecco, ho usato l’eufemistica!)
Insomma ci sono scienze affascinanti come l’etimologia, cioè la scienza che studia l’origine e la storia delle parole di una lingua, ma con tutti questi dubbi, non avrò sbagliato strada? Forse sono votato a scienze umanistiche e non a diventare un toccaf! Sì, insomma, quella roba lì... certo è che sono confuso, vorrei aver fatto una scelta inoppugnabile, ma in realtà sono nel bel mezzo di una crisi esistenziale... non so chi sono e dove vado e la strada che ho percorso finora si sta smarrendo, mi si aprono gli orizzonti, potrei andare verso la musica che mi appassiona, ma il rischio è di diventare da musicòlogo a musicòmane esageratamente appassionato e dover poi ricorrere alla musicoterapìa per guarire… no, lasciamo perdere!
Potrei fare il paracadutista, dato che amo i pericoli e le altezze, ma poi se non si aprisse il paracadute vai a trovare lì per lì un paraculo!... vabbè, niente da fare, ma ci sarebbe anche, essendo io una persona retta, il Rettore, magari di un prestigioso ateneo: in fondo sono e mi definiscono un tuttologo, ma anche qui se il mio rettorato non fosse all’altezza potrei rischiare una rettoscopia (uso l’eufemistica al posto di inculata).
Sì, sì, sono proprio a rischio di colpo apoplettico e ho una caduta di neuroni con conseguente chiusura totale delle sinapsi… sarà il caldo assillante, ma sento la mia proverbiale decisione venir meno e la strada intrapresa non più certa… ecco balenarmi un’altra alternativa… mi piace scrivere, quindi potrei fare lo sceneggiatore, per descrivere lo scenario, scenograficamente potrei inscenare una bella scenata… no non va nemmeno questo… mi incasino!
Ecco, potrei fare il Sovrano, ma con tutto il sovrappopolamento sarebbe un sovraccarico e potrei sovrapporre alcuni incarichi, sarei così sovraesposto e sovraeccitato quindi sovrastato da tutto ciò... ok, ok, meglio di no!
Era colpa del caldo, ne ero sicuro, ora avevo dubbi su tutto… io sudavo, ma sudava di più un sudanese, un sudafricano, un sudamericano oppure un sudista? E il vestito adatto per chi suda è un sudario? E la preghiera di un sudato è una sudorazione? Mah! Il cervello era un turbinio di parole e la strada si allontanava da me forse per sempre…
Mentre l’ultimo barlume di lucidità mi lasciava, sentii il Professor Barnaba, l’oracolo, che mi diceva “Allora coso - come chiamava tutti - dimmi, sono 10 minuti che attendo una risposta su Eterozigote e Omozigote, non ho tempo da perdere Io!” fu allora che realizzai e riuscii solo a dire “Ma vaffanculo!” senza usare nessun eufemismo…
Naturalmente non passai l’esame, ma volete mettere la soddisfazione? Restarono tutti a bocca aperta e l’oracolo divento piccolo-piccolo e rosso-rosso prima di dire “Lei è… Lei è… bocciato... espulso!... Fuori! Fuori!”
Eh sì! Ero proprio fuori, dal dottorato e da tutti i buoni propositi, ma nonostante tutto ora sapevo che da qualche parte ci sarebbe stata anche la mia strada, magari come cabarettista, chissà?
Uscii soprappensiero e arrivando alla macchina mi accorsi che avevo lasciato le luci accese e si era scaricata la batteria… niente da fare, non voleva saperne di partire, mi misi a parlare con quell’auto che aveva un nome che sembrava prendermi per il culo… Corsa!
Neanche al traino sarebbe partita!! Altroché corsa! Dissi tra me e me: “forse con l’assicurazione ho anche il traino gratuito” ma niente… avevo pure dimenticato a casa i documenti dell’auto!! Che giornata! Mi incamminai a piedi mestamente, mentre immaginavo strade lontane che mi portassero là dove, con il solo pensiero, si potesse raggiungere qualsiasi luogo e dove non ci fosse bisogno di dare esami….



Calura estiva
Orizzonte tremulo
Strade lontane
 
 
 
Sabbie dorate
Vento arroventato
Strade lontane

 
 
Strade lontane
Trasportano ricordi
Notte silente






 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 10:02 )
 

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