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Enrico Mario Lazzarin - il senatore Claudio Percorsi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Martedì 24 Maggio 2011 10:28

 

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IL SENATORE CLAUDIO PERCORSI

di Enrico Mario Lazzarin
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 2 luglio 2006




Aldo si alzò che era ancora buio. Era martedì 15 novembre del 2088 ed era tardi.
Dopo aver preso tre capsule di caffè, yogurt, marmellata di albicocche e le vitamine quelle obbligatorie, entrò nello scivolo insonorizzato e si catapultò dal 3660 piano alla sede stradale del 5° livello dove la sera prima aveva parcheggiato la sua autoscafotrasporter di appena due settimane, rossa di colore; la nuova serie della FIALT “due punti e a capo” acquistata con tanti sacrifici da Aldo, straordinari anche nei giorni di festa e niente vacanze da tre anni.
Con grande stupore Aldo si accorse subito che la sua nuova “due punti e a capo” non c’era più nello spazio del parcheggio ove lui l’aveva lasciata la sera prima, ma il suo posto era occupato da un grande cartellone pubblicitario blu-grigio con al centro un buco e sotto il buco la scritta Percorsi legge 222335678\w-h-n-r-c45 dello Stato Centrale.
Una voce suadente ripeteva ogni 30 secondi “Grazie per aver partecipato con un bene di proprietà del Sig Aldo Grassi al risanamento del deficit del bilancio pubblico”: il bilancio pubblico era una grossa palla al piede che tutti i governi che si erano succeduti fin dal lontano 2005 si portavano appresso come una zavorra che prima o poi li avrebbe fatti annegare nel mare del debito pubblico.
Ma poi fu approvata la legge Percorsi dal cognome del suo ideatore, il Senatore Claudio Percorsi: la legge decideva di togliere, in base a sorteggi (ma tutti i cittadini non credevano a un sorteggio equo), beni immobili e no; a macchia di leopardo .
Qualcuno di voi cari lettori potrebbe pensare “ma allora è meglio non possedere nulla”: la legge Percorsi a chi non possedeva nulla o faceva il furbo con prestanome o teste di legno obbligava questi sfortunati che già se la passavano male a lavorare gratis per vari periodi che variavano dai 10 anni al lavoro finché campi: le pensioni erano state abolite da quasi quarant’anni, sempre per iniziativa del partito al potere: che più volte aveva cambiato nome e si chiamava: Forza rigore ordine giustizia lavoro libertà (l’ultima parola era stata aggiunta solo pochi giorni prima per dare più spazio alle nuove generazioni dei giovanissimi cinquantenni che premevano per entrare nei quadri del Partito); in quel tempo l’età media si era alzata tantissimo, 124 anni per le donne, 115 anni per i maschi. Questo dato faceva sì che l’ottimismo del Senatore Percorsi fosse inossidabile, visto che chi lavorava gratis viveva sempre più a lungo, ma questo non sarebbe bastato, il buco del deficit era immenso, un BUCO NERO INFINITO.
Ma il Senatore Claudio Percorsi aveva un asso nella manica, un decreto legge da portare al Senato fra un paio di settimane se tutto fosse andato per il verso giusto:
Si accese un sigaro Avana, si gratto prima l’enorme pancia, poi i pochi capelli, fece due passi sulla sua terrazza di 500 metri quadrati nel pieno centro di Roma, capitale dello stato centrale mondiale, aspirò sorridendo due boccate del sigaro; il sole caldo di luglio stava tramontando e pensò “Fra tre mesi, al massimo quattro, al posto del sole sarebbe tramontato un enorme cartello blu-grigio con un buco nel mezzo e la scritta LEGGE PERCORSI.
L’accordo con gli EMOCOK era quasi fatto, mancavano alcuni piccoli dettagli legali; IL SOLE AFFITTATO per tre anni con una opzione per altri tre, i soldi che gli EMOCOK pagavano per godersi il sole avrebbero risolto una volta per tutte il problema del risanamento del deficit pubblico.
Il Senatore sorrise ancora e disse sussurrando, guardando la luna piena che saliva;
“Se poi non dovessero bastare i soldi dell’affitto del sole c’è la LUNA, un altro decreto legge…”
“Tutte le mattine il cartello blu-grigio si leverà al posto del sole con il mio NOME, LEGGE PERCORSI vuoi mettere la visibilità” diceva Claudio Percorsi davanti alla foto sulla sua scrivania del bisnonno materno, anche lui Parlamentare dell’allora Repubblica Italiana l’onorevole ClaudioTremontis, è a lui che il senatore si ispirava sempre prima di prendere le decisioni più importanti per lo stato centrale e il partito Forza rigore giustizia ordine lavoro libertà.





 
 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Agosto 2011 10:04 )
 

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