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la balbuzie - aiutiamoci con 100 risposte PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 20 Maggio 2011 07:41

 

 

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BALBUZIE 

Aiutiamoci con 100 risposte
di Enrico Caruso
ediz. Franco Angeli

a cura di Pietro Tartamella - febbraio 2002

 

 

 

I tentativi sono fatti per fallire, gli obiettivi no
 (Enrico Caruso)

Disprezzando e nascondendo i propri disagi e le proprie difficoltà
ci si muove in direzione contraria alla libertà
(anonimo)

 

 

            L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la balbuzie, detta anche disfemìa, come "un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di involontari arresti, ripetizioni o prolungamenti di un suono".

            La balbuzie ha origine multipla, potendo emergere da un substrato di conflitti emotivi o da alterazioni di tipo organico o funzionale. Si tratta di una nevrosi della parola che ostacola e interrompe il normale fluire del discorso. Dopo anni di studio si è pervenuti alla conclusione che la balbuzie non può essere spiegata sulla base di una singola causa psicologica od organica.
            La balbuzie sembra essere il prodotto di una reazione emotiva dinanzi ad un pericolo che può essere reale o immaginario: l'ansia prodotta, non trovando una via di scarico, colpisce gli organi della fonazione.

            La balbuzie interessa l' 1,5% della popolazione italiana. La stessa percentuale si manifesta a livello europeo e mondiale. Interessa più il sesso maschile che quello femminile in un rapporto di 7 a 2. Ma negli ultimi anni la percentuale femminile è aumentata.  Il sintomo sembra essere correlato al grado di civilizzazione o di industrializzazione della nostra epoca. Infatti la percentuale della popolazione balbuziente si riduce procedendo dal Nord verso il Sud d'Italia, e dall'Ovest verso l'Est dell'Europa. Presso alcuni stati dell'Africa e del Sud America la percentuale si aggira attorno all'1%. Il disturbo si manifesta con maggiore incidenza presso le famiglie agiate.

              I segnali ansiogeni in età infantile, sintomi premonitori di una propabile insorgenza della balbuzia, possono essere: eccessivo tasso di ansia e di aggressività, disturbi del sonno e dell'alimentazione, enuresi, encopresi, ritardi nell'acquisizione delle competenze motorie, eccessiva dipendenza dall'adulto. Nell'ambiente familiare le variabili che possono essere causa del mantenimento della balbuzie sono: copioni famigliari, ruoli predefiniti, scarsa espressione dell'affettività, ordine e nascita, rivalità fraterna, conflittualità tra genitore e figlio, le regole educative.
              La quasi totalità dei balbuzienti si inceppa nella pronuncia delle occlusive P/B,  T/D,   K/G,  della nasale M, dell'affricata C, della spirante S, delle liquide R/L
Nei maschi si rivelano blocchi a carico soprattutto delle occlusive (P/B,  T/D,  K/G) e del fonema R.  Nelle femmine le difficoltà maggiori si riscontrano di fronte alla liquida L,  all'affricata C dolce       e alla vocale I.

             Lo sforzo mentale del soggetto balbuziente è tutto proteso a controllare la balbuzie.  In un balbuziente, naggiore è la preoccupazione per la prestazione verbale, maggiore sarà il grado d'intensità dell'inceppamento.
               
            Per un balbuziente le situazioni ritenute altamente "pericolose" sono: presentarsi, telefonare, affrontare un esame, parlare con un'autorità (docente, insegnante, capo-ufficio, etc.), parlare con gli estranei, parlare in pubblico, e in alcuni casi dialogare con gli stessi genitori.

             Uno studio psicolinguistico ha evidenziato che i termini dove si balbetta con maggiore frequenza hanno spesso una valenza affettiva e relazionale. Un campione di 50 soggetti balbuzienti  ha indicato di incontrare le maggiori difficoltà nel pronunciare i seguenti termini: affetto, amore, babbo, balbuzie, buongiorno, buonasera, casa, cena, ciao, comandi, cura, domani, gli altri, gnocchi, gnomo, grazie, io, lavoro, mamma, nonno, padre, papà, presente, pronto, quando, scivolare, sesso, signore, società, sono, ed infine il proprio nome e cognome.

               La balbuzie, o disfemìa, diminuisce nella relazione tra pari, quando il soggetto parla da solo in una stanza, quando si relaziona con un animale, con persone al di sotto della sua età, o in qualsiasi altro rapporto ove egli si ritiene "superiore" rispetto al suo interlocutore e non sottoposto al suo giudizio.   Il 70% dei balbuzienti riferisce di non balbettare quando si esprime liberamente, senza dover rispettare alcun controllo d'ordine interno ed esterno.

               È stato riscontrato che quasi tutti i bambini che presentano difficoltà nel pronunciare  le consonanti  S  e  Z hanno quasi sempre protratto per tanto tempo la suzione del ciuccio, del biberon, o delle dita.

               I sintomi della balbuzie possono manifestarsi  fra i tre e i sette anni. Quando i sintomi si manifestano in età puberale risulta quasi sempre che in età infantile si erano verificate avvisaglie di balbuzie. In casi rari può comparire in età adulta dopo un evento traumatico.


                La balbuzie può essere:  tonica (con prolungamento di una sillaba all'inizio della frase.   È la più diffusa. La persona con questo tipo di disfluenza appare timida, schiva, introversa, riflessiva)  -  balbuzie clonica (con ripetizione di un fonema all'interno della frase. È tipica dei bambini di età compresa fra i 5 e i 7 anni)  -  balbuzie mista (comprende le due forme (tonica e clonica) con aggravamento. Compare dopo i 7 anni. Il soggetto adulto con disfluenza mista appare socialmente dinamico, come se fosse poco condizionato dal sintomo, tende a primeggiare, a porsi al centro dell'attenzione  - balbuzie labio-coreica (con movimenti convulsivi dei muscoli labiali e linguali, contrazioni a livello delle labbra e della lingua, difficoltà nella pronuncia dei suoni labiali e dentali. È quasi sempre associata ad un momentaneo soffocamento con comparsa di sincinesie (movimenti involontari del viso e di altre parti del corpo)  - balbuzie gutturo-tetanica (con rigidità dei muscoli della faringe e della laringe, e forte difficoltà nella pronuncia dei suoni gutturali e delle vocali. È quasi sempre associata ad un momentaneo soffocamento con comparsa di sincinesie (movimenti involontari del viso e di altre parti del corpo).

                 Termini canzonatori dialettali per indicare un soggetto disfluente sono: cacaglio, petegone, zagaglione, tartaglione, scilinguato, ciangottone, bisciolo, ciancione, farfecchione, biasciottone…

              

                           Dal 1817 vennero effettuati in ambito medico i primi tentativi di curare la balbuzie. Wutzer e Itard idearono mezzi meccanici per mobilitare la lingua. Dieffenbach e Amusat pensavano che occorreva tagliare il frènulo o i muscoli genioglossi. Colombat usava il metodo di rilassare i muscoli dell'apparato pneumofonico e di cadenzare l'eloquio. Joudan usava il metronomo come mezzo per ristabilire la coordinazione ritmica sonora.

             Tra i personaggi illustri affetti da balbuzie si ricordano: Mosè (quando doveva rivolgersi al popolo parlava per bocca di suo fratello Aronne. Nella Sacra Scrittura, nei capitoli IV e V  dell' Èsodo, si legge che Mosè era tardo di lingua e balbuziente).  Platone e Aristotele erano balbuzienti. Demostene, grande oratore, era balbuziente; si esercitava nell'arte oratoria passeggiando in solitudine lungo la spiaggia con sassolini che metteva in bocca mentre parlava.
Anche il matematico Nicolò Cavallaro, meglio conosciuto col soprannome di Tartaglia,  era balbuziente. Alessandro Manzoni in una lettera a Giorgio Briano motiva la sua rinuncia ad un seggio del Parlamento a causa della sua balbuzie. Winston Churchill, affetto da balbuzie tonica, riusciva a sbloccare lo spasmo e ad avviare la frase usando  uno starter  (all'inizio di ogni frase pronunciava una M prolungata).
            
               Per curare una balbuzie occorre prendere in esame non solo il trattamento in sé della balbuzie, ma tutti i sintomi associati: variabili somatiche (aggressività, ansia, insonnia…), disorganizzazione ideativa, scarso rendimento scolastico, difficoltà di concentrazione, difficoltà di lettura, difficoltà di adattamento e di inserimento sociale, difficoltà di comunicazione in senso lato.

                Siamo di fronte alla dislessia fonologica quando un soggetto, oltre alla difficoltà di far fluire le parole, alla difficoltà di pronunciare correttamente alcuni fonemi,  ha anche la difficoltà di leggere il giusto ordine dei fonemi che compongono la parola.

                Secondo Klein l'uomo è creatore di simboli, i quali si fondono sul legame tra il significante (l'oggetto presente) e la sua rappresentazione, che conferisce a questo oggetto un significato simbolico. Ma per fare questo il bambino deve essere in grado di tollerare la perdita dell'oggetto e sperimentare il desiderio di ricrearlo dentro di sé. Perciò il pensiero simbolico nasce in una dimensione metaforica collegata al lutto per l'assenza dell'oggetto. Il pensiero si collega dunque alla perdita dell'oggetto, al lutto e alla ricostruzione dell'oggetto stesso. La separazione e l'elaborazione del lutto che esso comporta, diventano momenti centrali e significativi dell'esperienza dell'uomo.

 
 
 
FLASH

Agendo sulla comunicazione motoria
si agisce anche sulla comunicazione simbolica, emotiva ed affettiva.

Un principio della tecnica biomedica recita:
ogni conflitto emotivo si evidenzia attraverso il corpo
 e le variazioni delle frequenze elettromagnetiche.

La spontaneità corporea si realizza quando la persona
 riesce a convertire le emozioni in parole (Mancia).

Ogni tipo di comunicazione si regge sull'abilità
di ristrutturare il linguaggio e le procedure cognitive
in base ai mutamenti del campo relazionale.
Improvvisazione e plasticità sono qualità necessarie
 per immedesimarsi nei panni altrui.

La funzione educativa è il prodotto di una mediazione tra l'educazione
ricevuta dalla famiglia di origine e l'ascolto delle necessità della nuova generazione.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

titolo                                                          autore                editore

balbuzie - aiutiamoci con 100 risposte
(www.equipelogodinamica.it)                          enrico caruso         franco angeli
corso di lettura rapida                                     alberto pozzi         winner
il dono della dislessia                                       ronald d. davis       armando editore
il linguaggio del bambino                                 jerome bruner       armando editore
la dislessia                                                     giacomo stella        franco angeli
la nostra pronunzia                                          ruggero regonini    edizioni onda
la voce-anatomia e fisiologia...          francois le huche–andrè  allali    masson
la voce dell’arcobaleno                                     roberto laneri         il punto d’incontro
le attività motorie nella formazione del fanciullo    a cura del censis     iei
l'orecchio e la voce                                         alfred tomatis         baldini castoldi
manuale di acustica                                         f. alton everest      hoepli
manuale di educazione della voce                      mariuccia sofia        hermes edizioni
manuale di fonetica                  fed. albano leoni – pietro maturi      carocci
manuale di fonetica generale                            bertil malmberg      il mulino
nuovo manuale di logopedia                adriana de filippis cippone     erickson
saper leggere                                                lionel bellenger      editori riuniti
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 19 Luglio 2011 06:19 )
 

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