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L'URAMATOGRAFO READING SCOPE - utopia di un luogo dedicato PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Martedì 03 Maggio 2011 14:05

 

 

anfora

URAMATÒGRAFO READING SCOPE

utopia di un luogo dedicato

di Pietro Tartamella

 

 

All’inizio degli anni ’70, ero ancora militare, concepii l’idea dell’Uramatògrafo Reading Scope. Un luogo dedicato alla lettura ad alta voce, una costruzione con tipica architettura, di forma circolare, non molto grande, luogo intimo, raccolto, con capienza massima di 200 posti circa, con poltrone che all’occorrenza possono inclinarsi all’indietro come un lettino, disposte ad anfiteatro e a gradoni come in un circo. Premendo un bottone tutto il piano su cui poggiano le poltrone può inclinarsi in avanti, all’indietro, di lato, alzarsi, abbassarsi, sussultare, tremolare, vibrare…
Un luogo nel cui pavimento scorrono canalizzazioni che possono liberare effluvi, profumi, odori.
Anche il palcoscenico può inclinarsi, sollevarsi, sussultare.
Sul soffitto una serie di tubature liberano a comando goccioline d’acqua.
Grandi ventilatori nascosti e silenziosi che simulano il vento. 2anfore
Decine di grandi anfore, giare, orci di terracotta per amplificare la voce come negli antichi anfiteatri greci e romani.
E col passare del tempo l’utopia si arricchiva delle nuove frontiere dell’informatica e della tecnologia e l’Uramatògrafo andava contemplando via via schermi su cui proiettare immagini, pagine scritte, musiche, luci, colori. Sul palco dell’Uramatògrafo il lettore, o i lettori, raccontavano storie suscitando emozioni nuove negli occhi dei bambini, degli studenti, degli adulti che ascoltavano.
La parte interna dell’Uramatògrafo, con tutti i suoi meccanismi automatici e le sue poltrone, può essere realizzata da una di quelle ditte specializzate nella progettazione e costruzione di Giostre e  Luna Park.
E poi tutte le strutture collaterali: un lungo viale e una grande piazza alberata per il parcheggio delle auto e dei pullman delle scolaresche, un villino con orto e giardino per il custode, un "hotel" con 200 posti-letto, un bar, un ristorante, una pizzaria, una gelateria, una libreria, un fabbricato per alloggiare la Centrale del Riscaldamento...
E, naturalmente, nell'atrio della biglietteria, una grande lapide in marmo con scolpiti i nomi di tutti coloro (privati, enti, istituzioni) che hanno collaborato alla realizzazione del progetto.

Solo che a quel tempo, negli anni ’70, i lettori ad alta voce praticamente non esistevano; né esisteva un pubblico in grado di provare piacere dall’ascolto di letture ad alta voce.
Avrei prima dovuto creare il pubblico,  i potenziali utenti e consumatori dell’Uramatògrafo!
Cominciai così a leggere ad alta voce, a diffondere la lettura nei contesti più impensati: mercati, matrimoni, piazze, vecchi lavatoi, tettoie, coni di luce, lampioni, sottoscala, rifugi alpini, case, salotti, aie, cortili, molti additandomi come “estroverso”. Cominciai a formare insegnanti, studenti, professionisti, scovando ovunque gli appassionati della lettura.
giaraSe in quegli anni avessi svelato la mia utopia dell’Uramatògrafo voi capite che il giudizio nei miei confronti non si sarebbe fermato a “estroverso”. Ero già pazzerello di mio, non era il caso che si aggiungesse il giudizio di fuori testa tra le nuvole.
Ma ora, dopo quarant’anni, ora che la lettura ad alta voce si è diffusa, ora che è cosa normale e riconosciuta, ora che i potenziali “utenti” ci sono, il progetto dell’Uramatògrafo non è più un’idea campata in aria.
Può diventare una cosa concreta e anche tu che mi leggi, ora, capisci di cosa sto parlando.
Un’utopia tenuta segreta in tutti questi anni.
Nemmeno a mia moglie l’ho mai svelata, né alle mie figlie.
È stata questa utopia segreta che mi ha mosso per quarant’anni.
Perché svelarla proprio adesso al compimento dei miei 63 anni? Beh, il primo motivo è che la verità, prima o poi, viene a galla. Il secondo motivo è che forse questa utopia, che per me ha significato un grande stimolo e un vero motore propulsore, forse potrebbe rivelarsi per altri appassionati di lettura ad alta voce un altrettanto utile e grande stimolo. Altro motivo è che oggi, rivelandola, so che tutti riescono a comprenderla. Non secondario è il motivo che mi induce a scandire, quando posso, il passare degli anni con fatti che ritengo importanti. Ho appena finito di mettere il punto alla parola “importanti”. Sono le ore 20.00. All’improvviso dalla chiesetta Madonna della Rovere echeggiano i rintocchi della campana. Anche il punto è avvolto da quegli otto rintocchi di campana. Quel suono, quell’ora, quel tramonto, sembrano specchiarsi come buoni auspici nella minestra fumante pronta sul tavolo…

 
Esiste la curiosità
di sapere come va a finire.  

giara2  Ma anche la curiosità di sapere
come tutto è cominciato
.  
Per questo la curiosità è una virtù:
ci fa stare nel mezzo delle cose.  


Pietro Tartamella  



 
 
Gli amici geometri e architetti che vogliono
cimentarsi nella progettazione del primo Uramatògrafo al mondo

non hanno che da mettersi al lavoro.
I progetti saranno pubblicati su queste pagine.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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