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Enzo Pesante - tenni nella mente ciò per anni PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Lunedì 18 Aprile 2011 12:43

scritturaliafoto

Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


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possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 



TENNI NELLA MENTE CIÒ PER ANNI!

di Enzo Pesante
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 7 novembre 2010

 

 

 

Tenni nella mente ciò per anni
Il solo pensiero mi tenea in vita
Lo scorrer del tempo, oblio padre degli inganni
Invano scavava la mia memoria avita.

Il ricordo bruciava come legna secca
A consumare un corpo sempre teso
Per il lamento triste della voce stecca
Di un condannato a morte a un filo appeso.

La terra girava attorno al sole
Il sole andava per l’universo
E quell’idea fissa a batter dove il dente duole
Eterno ritorno di un ciclo perverso.

Senza più affetti né amore né amici
Abbandonato da tutti, cane rognoso
Passavan ore giorni mesi infelici
Nell’attesa fremente dell’eterno riposo.

Tenni nella mente ciò per anni
E intanto la vita a fluttuare inerte
Indifferente al giudizio che la condanni
A vagare nel limbo delle terre aperte.

Tenni nella mente ciò per anni
Disco scordato disco malato
La puntina graffiava il vinile rigato
Del mio senno ahi ahi ormai andato.

Passan giorni mesi e anni
Passan tanti compleanni
Ma di mamma ce n’è una sola
Cantava mi sembra di Bari Nicola.

Tenni nella mente non ricordo cosa
Se non che tener è opra faticosa
E la fatica anche dipinta in rosa
Non è fatta per gente che sia paurosa.

Tenni e ritenni, ritenni di tener
Nella mente demente che anche se mente
Odora di menta e menta di odora
Sempre che or sia giusta l’ora.

Tenni alla mente ciò per anni o per enne?
Non per scherzo, ma seriamente!
Qui non si tratta di filastrocche
Non confondete perciò ciocche per brocche.

Tenni e venni o veniì e teniì?
Piuttosto morto che collo obtorto
Purché insieme alla mia dolce Remy
È giusto? È vero? Ho ragione o torto?

Tenni alla mente ciò per anni
A ricordarmelo quel nodo alla cinghia
Fatto mi sembra credo forse non so
Non mi ricordo ahimè mai una minchia.

Alla mente tenni per anni ciò
Alla mente ciò per anni tenni
Alla tenni ciò per mente tenni
Alla tenni tenni, per ciò… ciò.

 



 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 17 Maggio 2011 06:32 )
 

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