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Ivana Greco - separazione PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Venerdì 15 Aprile 2011 11:56

 

scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA



LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 


SEPARAZIONE

di Ivana Greco
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 6 febbraio 2011





Separazione, siamo al centro del ciclone
unione, torniamo bimbe buone.
Serpenti che fan contorcimenti
gabbiani che sanno andar lontani.
Vicino - lontano
tu guarda la mia mano
e fammi dire ancora
la magica parola,
fammi ridire amore,
ch’io possa rituffarmi
nel gorgo degli sguardi
nel mare dei pentiti
nel bosco degli afflitti.
A casa di Psicosi
nel giro dei nervosi.
Lì ancor ci son reazioni
davvero tumultuose
e giri di parole del tutto turbinose.
Oscure, un po’ scontrose
irose e mal condite,
sembra quasi di stare
nell’Inferno di Dite.

Però che vita intensa!
Che senso di potenza,
che salsa in do maggiore
che pallido languore...
Rituffami, ti prego,
nel gergo del castigo
che possa anch’io penare
e farmi sbrindellare,
che possa naufragare
nel pozzo della scienza,
che possa anch’io pagare,
sentirmi derelitta,
scappare su in soffitta.
Perché la vita è bella
soltanto su una stella.

Però, c’era una volta
la vita in sintonia,
simbiosi era detta
la magica follia.
Silente la natura
unione duratura
“rimescola le essenze,
poi brucia le semenze,
riporta tutto al bianco
estrai l’argento franco
raccogli il rosso fuoco
ed ecco l’oro antico”.
Di pace, di sentire,
cordone ombelicale
che unisce figlio e madre;
un unico organismo
un gesto in sincronia,
io sono tu e non loro
la lucida follia.

Separazione,
parola staccata
di netto tagliata.
Destino dell’uomo
o fato incombente ?
Quell’ultimo viaggio
è ancora silente.

Staccare sparare
crescer’espertare,
autonomia indipendenza
forza sapienza,
grandi progressi
tanti successi
ben meritati
occhi spaiati!
Un passo, un altro, e... basta!
Voglio tornare
al mio cordone ombelicale.

Separazione,
grande parola, parola sola
poca dolcezza, chi ti consola ?


 


 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Aprile 2011 12:57 )
 

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