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Fiorenza Alineri - ho forato... e adesso? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Super Amministratore   
Venerdì 15 Aprile 2011 10:53

 

scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA



LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

HO FORATO… E ADESSO?

di Fiorenza Alineri
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 6 febbraio 2011





Ritorno a casa, è notte inoltrata,
guido tranquilla e… oh no! Gomma forata!

Mille pensieri, non so che fare:
la ruota, io, non la so cambiare!

Scendo dall’auto, ma che paura!
Proprio a me questa brutta avventura…

Per farmi coraggio penso: “Chissà…
prima o poi qualcuno di qui passerà!

C’è un’auto, una donna.. “Oh mi dispiace,
non posso aiutarla, non sono capace…”

Rallenta una macchina: tre ragazzi - ubriachi! -
meglio così, se ne sono andati!

Si ferma un tizio grosso e brutto:
“Problemi?” “No, no, grazie di tutto!”

Sarà la rabbia, sarà la tensione
temo di avere un’allucinazione:

mi appare un fantasma trasparente:
“L’auto oramai non ti serve più a niente…”

La luna è piena e il cielo è chiaro
sento ululare il lupo mannaro…

vedo un piccolo folletto di color carota:
“Se mi catturi uno gnomo ti cambio la ruota!”

Ed ecco lo gnomo, anche lui ci prova:
“Acchiappami un folletto, avrai la gomma nuova!”

Una vecchina dalla figura sottile
mi dice con voce dolce e gentile:

“Se la tua gomma vuoi riparare,
in cambio l’anima mi devi dare…”

Ma sono proprio una cattiva persona?
Perché non mi appare la fatina buona?

Tutto questo è assurdo, è pura follia,
voglio scappare, devo andar via!

Decido di pregare con grande ardore
degli automobilisti il Santo Protettore:

“San Cristoforo mio, aiutami tu!
Dammi soccorso, guarda quaggiù!”

“Ragazza mia, tu m’hai chiamato
per uno stupido pneumatico bucato?

Per queste cose non mi devi seccare,
ho tante persone su cui vegliare!

Ora stammi a sentire, che il rimedio c’è:
o ti prendi il cric e t’arrangi da te,

o, se ti funziona il cellulare,
perché non chiami il Soccorso Stradale?

Infine, se un altro consiglio mi chiedi…
Lascia qui l’auto e va’ a casa a piedi!”




 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Aprile 2011 13:00 )
 

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