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Elena Bonassi - separazioni PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Venerdì 15 Aprile 2011 10:38

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA


possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LOGO
Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 


SEPARAZIONI

di Elena Bonassi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 6 febbraio 2011




M’ama non m’ama
m’ama non m’ama
m’ama.
Oh, meno male.
Starò con lui.


L’acqua nera s’infila
veloce nel buco
e il tubo canta.
Che bello
dividere
lo sporco dal pulito.


E non ti azzardare a dare via
le mie due borse di vestiti vecchi.
Li sceglierò io
quando sarà il momento.
E quando sarà il momento?
Mai.



Abbandono

Rimetto la musica
Cento volte
E cammino sulle note
Questo è per me
Un giorno inutile
Vado così
Tra pietre e nuvole
E vedo piangere
Alberi di nebbia intorno a me.
Rimetto la musica
cento volte
e vado così
sui sassi duri
e mi faccio male
col dolore inutile.


Una notte
ho incontrato i tuoi occhi
Come laghi di inchiostro di china.
Senza vedere il fondo
mi sono tuffata.


Lascerò
Uno che amo
O uno che odio?
È questa seconda
La cosa più difficile.



Avidità

Portava via
Già tante ciambelle
Gas gas
Il topolino grasso
fermando l’ultima
colla punta del mento.
Ma l’ultima dopo l’ultima
come si fa a lasciarla.
Mentre cerca di prenderla
gli cadono tutte.



Partenza

Dalla barca
guardo
la riva che si allontana.
Il remo
batte
rintocchi di nostalgia.


Nascita

Che ci sarà là fuori?
La falce che subito
mi taglierà la testa?
Ma se non esco
morirò qui
In fondo c’è una luce
è là che devo andare.


Coraggio

Come fai a scegliere
quello che non sai?
Dice il consiglio
degli anziani paurosi.
Ulisse risponde
Come fai a scegliere
Quello che sai già?


Parassita

Con ganci di tenia
Ti attacchi
E di nascosto succhi.
Per non morire
nascondi che cresci.


Via dai sogni

Voglio fare
adesso
i giochi che ho inventato
e sapere
finalmente
come vanno a finire.


Saluto

Ci lasceremo
domani
Il viaggio è finito
e andremo ciascuno
per la sua strada
Mio dio,
che cosa ti dirò?
Che importa?
Tu sai già tutto.


Trasformazioni

Il colore si scioglie
e le molecole
nuotano
finalmente libere.
Rossa
diventa l’acqua
contenta di essere
finalmente qualcuno.



Partire

Nella terra lasciare
le nostre molecole
a diventare l’anima
di un’altra vita

della forma nuova
che possono essere
solamente entrando
nel buco del nulla.

La vita e la morte
sono molto vicine.



Coppie

Allacciamoci nel tango
bella pupa fior del fango
Stretti stretti
nell’estasi d’amor.
Son qui respiro il tuo respir
avvinta come l’edera.
Quale coppia preferisci?
La prima.
Perché?
Perché si balla
Perché c’è la musica
Perché si è in due.
Lascio te
per trovare un altro.
Lasci me
per trovare un’atra
ogni volta
che ci amiamo
e restiamo insieme
vivi.


Separare
i pani e dai pesci.
laggiù in terra santa
è molto più difficile
che moltiplicarli.


Crescita

Papà, papà, papà
chiama il bambino
in braccio alla mamma
e si sporge dal ramo
disposto a rischiare
L’albero è spoglio
ormai
di avventura.


Giulietta

Non sei il mio braccio
Non sei la mia mano
Non sei la mia bocca
Per questo ti amo
e potrei rinunciare
persino al mio nome



Romeo

Non ti prendo in parola
io sono il tuo braccio
io sono la tua mano
io sono la tua bocca.
Per questo ti amo
E potrei rinunciare
persino a te.


Attesa

Dodici mamme sopra una panca
stanno tessendo la coperta, la coperta bianca.
Dodici anni e dodici mesi
tutte le volte che sola ti attesi.

Fila la lana, fila i tuoi giorni
in ogni caso tu non ritorni
Perché non torna mai il passato
perché non torna quello che è stato.

Quello che torna è solo il rimpianto
che porta i passi nel cimitero
Voglio cantare l’ultimo canto
e poi andare a cercarti davvero.

Fiori di fumo dentro il camino
Solo la cenere delle parole
Le monachelle van verso le stelle
Voglio trovarti dentro un giardino.

Voglio trovarti nell’ultimo posto
dove tu penseresti di andare,
dove voltandomi all’improvviso
mai penserei di  poterti trovare.

Fila la lana, fila i tuoi giorni
Sono sicura non voglio che torni
Sono sicura ti vengo a cercare
Dove non sei e non ti posso trovare.


 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 15 Aprile 2011 10:42 )
 

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