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Antonella Filippi - ridiamoci sopra (1) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Venerdì 15 Aprile 2011 10:26

 

 

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

che cos’è SCRITTURÀLIA



LEGGI I RACCONTI DI SCRITTURALIA



possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

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Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4  -  10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

RIDIAMOCI SOPRA (1)

di Antonella Filippi
Cascina Macondo - Scritturalia, domenica 6 febbraio 2011




Se già sai
d’esser nei guai
per via d’un gatto
che ormai e di fatto
pensa d’umana gente
esser pari e indipendente
da educativa buona norma
e quando lo chiami non ritorna
altro non resta che riderci suso.
E quando da solo s’apre il frigo
sembra che dica “Me ne frego
se il parmigian non trova
servil famiglia nova
purché sian saziati
gli appetiti miei.
Io sono il re!”
ecco che
altro non resta che riderci suso.
Un bel dì
ti dici: “Sì,
la soluzione
è la dispersione;
è natural natura
un gatto nella frescura
di un bosco assai lontano.”
e al pensier ti senti quasi umano:
altro non resta che riderci suso.
Sull’auto carichi il gatto grasso
che ormai farà ben più d’un passo
che dal frigo al canapè
per mangiarsi altrui paté!
Al bosco arrivi
e solleciti
alla porta
la belva
Ti chiedi: “Chissà se su ci riderà!”
Or, chiusa
la portiera,
a notti insonni,
sabbia sotto i piedi,
graffi su divanerie,
dispetti e altre diavolerie,
visite dal veterinario
sanguinanti gambe, a tutto, addio!
E quanto, invero, ci riderai suso!
Ma poi t’assale il senso di colpa,
mentre guardi la bestia in polpa
che ti mira come a dire
“È un bagno signorile,
ma manca il tappeto
e pure il frigo,
perciò apri,
forza, vai!”
Ormai lo sai, suso più non riderai…

 

 

 LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 18 Aprile 2011 13:02 )
 

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