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RACCOLTE HAIKU - l'oggetto libro come testimonianza di una visione PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Sabato 05 Marzo 2011 17:04

 

 italiano - english

 

RACCOLTE HAIKU
L’OGGETTO LIBRO COME VEICOLO
E TESTIMONIANZA DI UNA VISIONE
di Pietro Tartamella


Il libro come “oggetto”, quando si parla di raccolte haiku, può esprimere esso stesso una concezione filosofica ed esserne testimonianza concreta. Sono le diverse architetture, quasi giardini zen con cui si dispongono i componimenti haiku all’interno di una raccolta, che rendono manifesta quella visione. Al di là dei significati di ogni singolo haiku, al di là della loro bellezza, è la loro organizzazione all’interno della raccolta che può produrre una forma in grado di veicolare significati altri. La condivisione di quelle architetture può concorrere alla creazione di una comunità internazionale profondamente accomunata dai valori dell’haiku e dalle sue straordinarie potenzialità. Cascina Macondo ha proposto, ad oggi, tre diversi tipi di raccolte haiku:

la raccolta Tawani
la raccolta Nakanisoto
la raccolta Hanasanasi


RACCOLTA TAWANI

Il termine Tawani deriva da un cut-up di sillabe tratte da due parole lakota:

zapetan    (numero 5)
waniyetu  (anno)


-  Tawani è una raccolta di 171 componimenti (160 Haiku, 10 Senryu, 1 Tanka)
-  Le quattro stagioni  si ripetono per 5 anni
-  Ogni ciclo annuale ha un titolo tratto da un haiku della raccolta
-  I cinque titoli dei 5 anni in sequenza formano il Tanka di chiusura (5-7-5-7-7 sillabe)
-  Il titolo di una raccolta Tawani è un verso contenuto nella raccolta
-  Ogni anno inizia con un Senryu e termina con un Senryu
-  Ogni stagione contiene  8 Haiku
-  Ogni anno comprende 32 Haiku e 2 Senryu (uno all’inizio e uno alla fine di ogni anno)


CURIOSITÀ

Tanka in giapponese vuol dire “poesia breve”, detta anche Waka (che significa tout-court  “poesia giapponese”). È curioso notare che nella lingua Lakota “Waka(n)tanka” significa “Grande Spirito”!

Un’altra coincidenza che ci ha sorpreso, dopo la scelta della parola Tawani che ha origini Lakota, è l’aver notato che in giapponese Taiwa vuol dire “dialogo”, Ni vuol dire “due”. Quindi taiwani potrebbe voler dire “dialogo a due”.  E i suoni “taiwani” e “tawani” sono pressocché identici!

I Nativi Americani non hanno nulla a che fare con il Giappone e l’Haiku. La scelta di suoni tratti dalla lingua Lakota per definire un particolare tipo di oggetto nuovo, che comunque proviene dal Giappone, vuole semplicemente ricordarci di onorare il principio positivo delle buone contaminazioni.


PER DEFINIRSI TAWANI UNA RACCOLTA HAIKU

DEVE ANCORA AVERE I SEGUENTI REQUISITI:


1)     ogni 57 componimenti deve essere inserito un haiku derogativo (non perfetto sillabicamente). Quindi, in tutto, 3 haiku derogativi contenuti nella raccolta. Questa scelta vuole concretamente ricordarci che la perfezione non esiste, e non è da perseguire.
 
2)     in una raccolta Tawani è obbligatorio inserire 3 haiku non propri, appartenenti a tre amici di cui si ha stima e fiducia. Verranno inseriti negli anni dispari (1-3-5). Quest’obbligo vuole semplicemente ricordarci di onorare l’amicizia.

3)     l’autore di una raccolta Tawani si impegna a non leggere personalmente in pubblico gli haiku contenuti nella raccolta.. L’obbligo impegna l’autore a praticare un atto concreto di umiltà affidando i propri haiku alla voce narrante degli amici.

La prima raccolta Tawani è stata pubblicata da Pietro Tartamella
“Ciao Maestro” (anno 2007 - edizioni DeArt-Cascina Macondo)



RACCOLTA  NAKANISOTO

Il termine Nakanisoto viene dal giapponese

naka ni
(che significa dentro )
soto ni   (che significa fuori)

-  È una breve raccolta di 96 haiku
-  L’autore parla di sé e del mondo esterno
-  24 haiku parlano di sé, 72 haiku parlano del mondo esterno
-  1 haiku naka ni (che parla di sé) è seguito da 3 haiku soto ni (che parlano del mondo esterno)
-  8 haiku per ogni stagione – 32 haiku in un anno
-  La sequenza si ripete per 3 anni
-  S’incomincia con l’autunno

La raccolta Nakanisoto assume il significato di un percorso che aiuta, cammin facendo, a staccarsi da sé per giungere in fine a guardare davvero il mondo esterno, senza tuttavia dimenticarsi di sé. Un atto di umiltà che vuole ricordarci quanto è lontano e difficile l’obiettivo di guardare le cose per quello che veramente sono.

La prima raccolta Nakanisoto è stata pubblicata da Fukuro (Antonella Filippi)
“Rosa d’autunno” (anno 2010 - Edizioni Albalibri)



RACCOLTA  HANASANASI

Il termine Hanasanasi proviene dall’incrocio di tre parole giapponesi:

Hana   (fiore)
San    (tre)
Asi     (piede)

Il significato potrebbe essere: “fiore su tre piedi

-  È una brevissima raccolta di soli 17 haiku divisa per stagioni
-  Ogni stagione contiene 4 haiku
-  Si inizia con la stagione dell’autunno
-  Il diciassettesimo haiku (l’ultimo) ha di nuovo il kigo dell’autunno

L’autore di una raccolta Hanasanasi ha l’ obbligo di leggere i suoi haiku in stile ZIKAN

Le prime raccolte Hanasanasi sono apparse sul sito web di Cascina Macondo


RACCOLTE HANASANASI

Antonella Filippi - marzo 2011 - Le parole dell’acqua

Oscar Luparia - marzo 2011 -
Nuvole in viaggio

Pietro Tartamella - marzo 2011 -
Sulla cima del salice

Ambrogina Vigezzi - maggio 2011 - La luna si riposa

 

 

LO STILE DI LETTURA ZIKAN

La parola giapponese “zikan” vuol dire “tempo”. Con la lettura Zikan ogni haiku viene letto tre volte, ogni volta  in modo diverso secondo un codice ben definito:

modalità Sizuka Na (senza rumore-silenzio)
Alla fine di ogni verso si lascia un lungo silenzio. La lettura è piuttosto distaccata, oggettivata.

modalità Tanzi Suru (esporre le sillabe)
Si mette in risalto la struttura sillabica dei versi utilizzando anche intonazioni creative e inedite

modalità Wabi Sabi (naturalezza, semplicità)
Con intonazioni vocali che legano il tutto si dà colore, con discrezione e sobrietà, al contenuto.


Il percorso rituale di crescita di un Haijin potrebbe cominciare
con la pubblicazione di una o più raccolte HANASANASI (17 haiku).
Quindi una o più raccolte NAKANISOTO (96 haiku).
Infine una o più raccolte TAWANI (170 haiku).

 

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english version
translated by Antonella Filippi

 

HAIKU COLLECTIONS
THE OBJECT BOOK AS VEHICLE AND TESTIMONY OF A VISION
by Pietro Tartamella


A book as “object”, when we talk about haiku collections, can express in itself a philosophical concept and to be a real testimony of it. The different structures, nearly zen gardens with which haiku poems arrange themselves in a collection, make that vision clear. Beyond the meanings of every single haiku, beyond their beauty, it is their organization in a collection that is able to produce a form able to transmit other meanings. The sharing of those structures can contribute to create an International community deeply united by haiku values and extraordinary potentials. Cascina Macondo has proposed, until today, three different kinds of haiku collections:

Tawani collection
Nakanisoto collection
Hanasanasi collection


TAWANI COLLECTION


The term Tawani comes from a syllables cut-up, drawn from two Lakota words:

zapetan (number 5)
waniyetu (year)

- A Tawani collection is made up of 171 poems (160 Haiku, 10 Senryu, 1 Tanka).
- The four seasons recur for 5 years.
- Every yearly cycle has a title drawn from a haiku.
- The five titles of the five years, put into a sequence, make up the final Tanka (5-7-5-7-7 syllables).
- The title of a Tawani collection is a verse contained in a haiku of the same collection.
- Every year begins with a Senryu and ends with a Senryu.
- Every season contains 8 haiku.
- Every year is made up of 32 Haiku and 2 Senryu (1 at the beginning of every year, 1 at the end of every year).


CURIOUSNESS

Tanka in Japanese means “short poem”; it is also said Waka (meaning “Japanese poem”). It is curious to notice that, in Lakota, “Waka(n)tanka” means “Great Spirit”!

Another coincidence that surprised us, after the choice of the word Tawani, coming from Lakota language, is that in Japanese Taiwa means “dialogue” and ni means “two”. So taiwani could mean “dialogue between two people”. And the sounds “Taiwani” and “tawani” are just about the same.

Native Americans have nothing to do with Japan and Haiku. The choice of sounds drawn from Lakota to define a particular type of new object, coming from Japan anyway, simply wants to remind us to pay honour to the positive principle of good cultural contaminations.



BESIDES, TO BE DEFINED TAWANI, A HAIKU COLLECTION

MUST HAVE THE FOLLOWING REQUIREMENTS


1) every 57 poems a derogatory (not syllabically perfect) haiku must be inserted. So, in all, 3 derogatory haiku contained in the collection. This choice wants to remember us in real terms that perfection does not exist, and has not to be pursued.

2) a Tawani collection must host 3 haiku written by three friends we hold in esteem and we trust. The 3 haiku will be inserted in the odd years (1-3-5-). This requirements simply wants to remind us to honour friendship.

3) The haiku of a Tawani collection have not to be read to others by the author.
This requirement commits the author to make a real act of humility, entrusting his/her haiku to the narrating voice of friends.

The first Tawani collection has been published by Pietro Tartamella
“Ciao Maestro” (“Hi, Master”, 2007, Edizioni DeArt-Cascina Macondo)



NAKANISOTO COLLECTION


The word Nakanisoto comes from Japanese:

naka ni (meaning inside)
soto ni  (meaning outside)

- It is a short collection of 96 haiku.
- The author tells about himself/herself and about the external world.
- 24 haiku about himself/herself, 72 haiku about the external world.
- 1 haiku naka ni (about himself/herself), followed by 3 haiku soto ni (about the external world).
- 8 haiku for every season, 32 haiku for every year.
- The sequence recurs for 3 years.
- Every year begins with Autumn.

A Nakanisoto collection has the meaning of a path helping, on the way, to move away from oneself to really observe the external world, without forgetting oneself.

An act of humility reminding us how long the path is to have success in observing things as they really are.

The first Nakanisoto collection has been published by Fukur? (Antonella Filippi)
“Rosa d’autunno” (“Autumn rose”, 2010, Edizioni Albalibri)



HANASANASI COLLECTION


The term Hanasanasi comes from the crossing of three Japanese words:

Hana (flower)
San    (three)
Asi     (foot)

The meaning could be “flower on three feet”.

-It is a very short collection of only 17 haiku, divided into seasons.
-Every season contains 4 haiku.
-It begins with Autumn.
-The seventeenth haiku (the last) has the Autumn kigo again.

The author of a Hanasanasi collection must read them in ZIKAN style.

The first Hanasanasi collections appeared on Cascina Macondo’s website

Antonella Filippi - March 2011 - The words of water
Oscar Luparia - March 2011 - Clouds on a journey
Pietro Tartamella - March 2011 - On the top of the willow tree

 

 

ZIKAN READING STYLE


The Japanese word “zikan” means “time”

In Zikan reading every haiku is read three times, every time in a different way, according with a well defined code:

Sizuka Na manner (without noise-silence)
At the end of every line a long silence follows. The reading is rather aloof, objectified.

Tanzi Suru manner (showing the syllables)
The syllabic structure of the verses is emphasized, also using creative and new  intonations.

Wabi Sabi manner (naturalness, simplicity)
With vocal intonations linking all, the content gains colour, with discretion and sobriety.


The ritual path of growth of a Haijin could begin with
the publication of one or more HANASANASI collections (17 haiku).
Then one or more NAKANISOTO collections (96 haiku).
At last one or more TAWANI collections (170 haiku).

 

 
 MANIFESTO DELLA POESIA HAIKU IN LINGUA ITALIANA

PARTE PRIMA:       L’HAIKU ITALIANO E LA POETICA HAIKU
PARTE SECONDA:   SILLABE E METRICA NELL’HAIKU IN LINGUA ITALIANA

 

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 la foresteria "Tiziano Terzani" di Cascina Macondo a costi di Bed and Breakfast

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Settembre 2015 10:46 )
 

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