Home Archivio News-Eventi L’Haiku nella vita quotidiana dei Giapponesi di Junko Saeki
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
L’Haiku nella vita quotidiana dei Giapponesi di Junko Saeki PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 9
ScarsoOttimo 
News - News
Scritto da Tartamella   
Domenica 05 Dicembre 2010 07:19

 

 

 LOGOMACONDO

 

L'HAIKU NELLA VITA QUOTIDIANA DEI GIAPPONESI
di Junko Saeki
Circolo Internazionale dell’Haiku a Meguro, Tokyo

 

 

Oggi  parlerò  dell’Haiku,  che si e diffuso all’estero  molto  prima  di un’altro fenomeno culturale: il sushi. Il mio intervento comprende tre parti. All’inizio, parlerò del nostro gruppo, il Circolo Internazionale dell’Haiku a Meguro, Tokyo (Meguro International Haiku Circle). Poi, parlerò di quanto l’haiku è diffuso nella vita quotidiana dei giapponesi con riferimento:

1) ai “Kessha” o circoli che nascono intorno a maestri-poeti o a maestre-poetesse

2) ai concorsi haiku che contribuiscono molto alla diffusione di questo tipo di poesia.



1.    Il Nostro Circolo

Il Circolo Internazionale dell’Haiku a Meguro ha tenuto la prima riunione nel febbraio 1995. Il nostro circolo fa parte delle attività della Meguro International Friendship Association (MIFA o Associazione per l’Amicizia Internazionale a Meguro) sotto l’amministrazione della circoscrizione di Meguro. All’inizio, la MIFA era costituita da un gruppo di volontari che tenevano quattro riunioni all’anno. Oggi il gruppo è formato esclusivamente da volontari e tiene una riunione ogni mese. Il gruppo riceve qualche contributo finanziario dall’amministrazione, però ogni partecipante paga mille yen per ogni incontro (approssimativamente 7,5 euro).

Adesso, circa 20 persone partecipano alla nostra riunione mensile. Scriviamo gli haiku in inglese. La signora Catherine Urquhart, una poetessa di haiku scozzese, guida la nostra discussione. Ogni persona porta un haiku alla riunione. Facciamo delle copie di tutti gli haiku prima della sessione e poi correggiamo insieme ogni haiku dopo che l’autore l’ha spiegato. Siccome i livelli di esperienza nell’haiku e l’abilità di scrivere in inglese sono molto diversi tra i membri del circolo, qualche volta bisogna chiarire cosa vuole dire l’autore o l’autrice. Poi, discutiamo la scelta delle parole, la struttura dell’haiku, ecc. Discutiamo molto francamente, ma alla fine l’autore, o l’autrice, decide la versione finale del suo haiku. La signora Urquhart guida la discussione con molta grazia, sempre attenta alle preferenze dell’autore o dell’autrice.
Dopo ogni riunione, andiamo insieme al bar per bere e mangiare qualcosa di leggero.
Quando torna a casa, il signor Yasuomi Koganei, il presidente del circolo, invia le versioni finali degli haiku a tutti i membri e anche al nostro sito web. Perche scriviamo l’haiku in inglese? Lo scopo del nostro circolo sono gli scambi interculturali. Gli stranieri, sia residenti sia visitatori della città, partecipano alle nostre sessioni. Via Internet, abbiamo anche ricevuto haiku da poeti di più di 20 paesi. La NHK, che è l’equivalente giapponese della RAI in Italia, è venuta per filmare una nostra riunione per un programma televisivo e anche per intervistarci. Qui vorrei presentarvi alcuni haiku della nostra riunione di maggio, scelti a caso. Erano presenti 25 persone, incluse una signora americana e una austriaca.


the sky is blue
my spirit grey -
itchy broken leg        Hidetoshi Nagami


il cielo è azzurro
il mio spirito grigio -
mi prude la gamba rotta


Il signor Nagami si è rotto una gamba nel novembre scorso.



morning market -
dewy price tags
on the bamboo shoots        Yasuhiko Shirota


il mercato della mattina -
gocce di rugiada sui cartellini del prezzo
sui verdi bambù


In Giappone, si mangia il bambù.



spring winds
the lone crow in the ginkgo tree
now a twosome                               Susan Millington (U.S.A.)(Japan)


i venti primaverili
il corvo solitario sull’albero di ginkgo
ora sono una coppia

Se venite in Giappone, sarete i benvenuti alla nostra riunione. Visitate anche il nostro sito (http://www.geocities.co.jp/Bookend-Christie/5203).



2.    La “Kessha”

In Giappone, definiamo l’haiku “una letteratura delle riunioni” o “la letteratura delle riunioni e dello spirito solitario.” E’ la letteratura delle riunioni, perche i poeti compongono insieme ed emulano i più bravi per fare progressi. E’ la letteratura dello spirito solitario perche si deve coltivare il proprio spirito dell’haiku nella solitudine.

L’origine dell’haiku fu il renku o l’haikai. Il renku è una catena di poesie. Il primo poeta inizia con una poesia nella forma 5-7-5 sillabe (questa si chiama “hokku”), il secondo continua con la forma 7-7 sillabe, il terzo con la forma 5-7-5 sillabe, ecc.  Ci sono catene di 36 poesie, 50 poesie e anche 100 poesie. L’hokku si e sviluppato ed è diventato l’haiku.
Oggi l’haiku è molto diffuso nella vita quotidiana dei giapponesi. Una prova è l’altissimo numero di Kessha dell’haiku in Giappone. Come mai è successo questo?
Durante l’epoca Edo (dal 1603 fino al 1867) c’è stato il consolidamento della borghesia in Giappone, e anche della cultura della borghesia. L’haiku aveva un ruolo molto importante in questa cultura.
Bash? (Matsuo Basho, 1644-94) e anche Issa (Kobayashi Issa, 1763-1827) viaggiarono molto durante le loro vite. In ogni posto che visitarono furono ospiti delle persone del luogo, spesso ricchi commercianti. Gli ospiti dei poeti invitavano i loro amici a comporre haiku insieme ai poeti. Bash? scrisse spesso di come si era divertito in queste riunioni.
Anche in quell’epoca l’haiku veniva considerato un elemento indispensabile per una persona colta, non solo nella città, ma anche in provincia. Quindi i maestri-poeti ebbero molti amici che li seguivano dappertutto.
Nello stesso tempo ci fu un haiku di un’altra sorta per la massa. Si giocava d’azzardo con gli haiku. Il capo di un gruppo stabiliva il primo verso di un haiku e gli altri scrivevano il secondo e il terzo verso. Si doveva pagare per scrivere il secondo e il terzo verso per fare un haiku. L’autore dell’haiku che riceveva più voti prendeva in premio delle merci o del denaro. Questo gioco diventò cosi diffuso che il governo lo proibì molte volte, senza pero avere successo.
Si dice che Issa frequentasse queste riunioni quando era un ragazzo appena arrivato a Edo dalla provincia. Anche dopo la nascita dell’haiku, la tradizione di fare un circolo con un maestro-poeta o una maestra-poetessa è proseguita. Questi circoli si chiamano “kessha.”
Ci sono numerose “kessha” in Giappone. La rivista “Haiku Alfa” ha pubblicato una guida sulle kessha principali. In questa edizione ci sono circa 300 kessha, ognuna con un numero di membri che varia da 100 a 1.400. Ci sono 1.400 membri nel circolo di Arima Akito. Arima Akito è molto interessante. E’ un fisico. E’ stato presidente dell’Università di Tokyo, l’università più prestigiosa del Giappone, e anche Ministro dell’Educazione. Un libro dei suoi haiku tradotti in inglese, “Einstein’s Century: Akito Arima’s Haiku” (Il Secolo di Einstein: Haiku di Akito Arima) (Brooks Books, Decatur, Illinois, U.S.A., 2001) è molto interessante.
Credo che il segreto della lunga vita dell’haiku sia il sistema della kessha, perche è più facile e divertente continuare a fare qualcosa insieme con gli altri, piuttosto che farla da solo. Però, oggi la maggior parte dei membri delle kessha superano i 60 anni.



3. I Concorsi

Anche fuori delle Kessha l’haiku è diffuso nella vita dei giapponesi. Tutti i giornali giapponesi hanno una rubrica dedicata agli haiku. Le rubriche sono curate da poeti famosi, che giudicano e scelgono ogni settimana le poesie dei lettori.  Queste rubriche sono spesso di alto livello. Ad esempio, il quotidiano Yomiuri dedica tutta una pagina all'haiku e al tanka. Un concorso importante è il Concorso Haiku del quotidiano Mainichi. Il concorso comprende tre sezioni: la sezione generale per gli haiku in giapponese degli adulti, la sezione per i bambini e la sezione internazionale per gli haiku in inglese o francese. L’anno scorso il concorso ha ricevuto più di 30.000 haiku. Gli haiku di bambini sono stati moltissimi, perché si insegna l’haiku a scuola. Gli insegnanti e i maestri inviano al concorso gli haiku di tutti gli alunni o studenti della classe. Il più grande concorso è quello di Ito-en, un produttore di tè verde e altre bevande analcoliche.
Nei ultimi venti anni il concorso di Ito-en “Oi Ocha! ” (“Mi porta il tè!”) ha ricevuto 16 milioni di haiku in totale. I giapponesi amano questo concorso. Ogni anno duemila haiku scelti vengono stampati sulla bottiglie di “Oi Ocha!” Quando una sua poesia è scelta, l’autore o l’autrice riceve una scatola di bottiglie di tè su cui è stampato l’haiku.
Questo concorso, come quello del Mainichi, offre 500.000 yen (3.700 euro) al vincitore o alla vincitrice del primo premio. Ma, la gente scrive gli haiku per il piacere di aver il proprio haiku riconosciuto. Nel concorso di “Oi Ocha!” alcuni haiku sono di alta qualità, altri non lo sono. Però, su ogni bottiglia di “Oi Ocha!” si possono trovare gli haiku della gente comune.
Ecco una bottiglia di “Oi Ocha!” Ci sono quattro haiku. Questi haiku non hanno vinto un premio, ma parlano della vita attuale dei giapponesi.


haru no asa
boku wa toko
titi kitaku             Itaru Ishii


mattina primaverile
esco per andare a scuola
mio padre torna a casa



L’autore è un ragazzo dell’età di 14 anni. Forse parla delle lunghe ore degli straordinari che fanno i giapponesi. La qualità degli haiku sulle bottiglie non è sempre alta. Però, la diffusione degli haiku è una cosa positiva. Nella vita quotidiana dei giapponesi, l’haiku offre delle belle occasioni per socializzare, appartenere a una comunità di persone con gli stessi interessi e riflettere su se stessi. Per scrivere gli haiku, bisogna staccarsi un po’ da se stessi. L’haiku è un mezzo della comunicazione, un divertimento e anche un po’ un gioco d’azzardo.
 



      Junko Saeki



Cascina Macondo - Haiku Poesia del Futuro - Seconda Conferenza Italiana Haiku
domenica 28 giugno 2009,  Circolo dei Lettori, Torino - Italy



 
 MANIFESTO DELLA POESIA HAIKU IN LINGUA ITALIANA

PARTE PRIMA:       L’HAIKU ITALIANO E LA POETICA HAIKU
PARTE SECONDA:   SILLABE E METRICA NELL’HAIKU IN LINGUA ITALIANA

 


5x100
 
 
 


 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Settembre 2011 07:04 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare