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TEORIA NOMOGNOMICA - Ritratti Anagrammatici - Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei! - Tartamella, Pedulli, Littizzetto, Celentano, Leopardi, Antonio De Curtis (Totò), Berlinguer, Beppe Grillo, Pier Luigi Bersani, Mario Monti, Giorgio Napolitano... PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Mercoledì 13 Ottobre 2010 16:41

 

 

 punto interrogativo

LA TEORÌA NOMOGNÒMICA
I RITRATTI ANAGRAMMÀTICI


Noi siamo il nòstro nome. Dimmi come ti chiami e ti dirò chi sèi!

teorìa e tèsti di Piètro Tartamèlla

accentazione ortoèpica lineare a cura di Piètro Tartamèlla

 

 

I primi esperimenti di Piètro Tartamèlla sugli Autoritratti Anagrammàtici risàlgono agli anni settanta, ai tèmpi della rivista di poesìa “La Tènda” fondata a Torino dallo stesso autore. Che còsa sono la Teorìa Nomognòmica e i Ritratti Anagràmmatici?
Partiamo da lontano.
Tutti voi ricorderete il lungo tèmpo dedicato nell’infanzia e nell’adolescènza al vòstro nome e cognome.
Si tratta di una vera e pròpria ricerca, approfondita, costante, che gli èsseri umani pràticano normalmente nel tentativo di far diventare il pròprio nome e cognome un vestito da calzare a pennèllo.
Vi interrogavate sul vòstro nome, ripetèndolo all’infinito, masticàndone i suòni che lo compóngono, dividèndo e scandèndo le sìllabe, pronunciando prima il nome, pòi il cognome; provàndone pòi l’effètto sonòro pronunciando prima il cognome e pòi il nome. Ne ascoltavate il suòno, le evocazioni, il ritmo, le suggestioni. Analizzavate singolarmente tutte le lèttere alfabètiche che lo compóngono. Sperimentavate se l’abbinamento tra nome e cognome  “suonava bène”.
Lo avete rivisitato nel sogno molte vòlte il vòstro nome.
Molti anni abbiamo trascorso dedicati alla conoscènza dei significati del nome; in qualche modo attuando in noi un cambiamento, un adattamento a quella sequènza di suòni.
Pòi venne il tèmpo della firma.
Giornate intere a provare graficamente la firma migliore. Sfòrzi e pròve ed esperimenti per trovare il “segno” che potesse rappresentarci. Cercando di rèndere coerènte la nòstra personalità con la grafìa della firma che sperimentavamo, e che ci avrèbbe definitivamente rappresentati da adulti.
Più o meno consapevolmente abbiamo cercato di rèndere coerènte la personalità col suòno del nòstro nome, coerènte la grafìa con il suòno, coerènte la personalità con la grafìa. Pròve infinite scarabocchiando fògli e fògli bianchi nel tentativo di trovare il “segno” giusto, la firma che ci piacesse, che fosse di noi e della nòstra personalità un minimale ritratto.
Abbiamo anche cercato, forse inconsapevolmente, di adattare tratti della nòstra personalità a caratterìstiche appartenènti a personaggi famosi che avévano lo stesso nome. Le connessioni èrano di una lògica imponderàbile e personalìssima. Ma il lavoro fatto sul nòstro nome è realtà. Molto tèmpo ad esso abbiamo dedicato negli anni dell’adolescènza. Un procèsso di identificazione e di appartenènza a quel nome abbiamo avviato tanto tèmpo fa. 

Tanto lavoro ha influìto su di noi? Ha lasciato tracce?

Ìo mi chiamo PIÈTRO.

Sò che la figura di Piètro, apòstolo di Gesù, ha influìto sulla mìa personalità. La conoscènza di quel personaggio ha innescato in me un procèsso di identificazione. La mìa simpatìa, la mìa attitùdine alla “spiritualità”, alla “santificazione” proviène da  quel nome di santo, dal mìo tentativo di “vestire” il mìo nome: diventare ìo stesso vèste che avvòlge quel mìo nome.
Credo che così tanto tèmpo dedicato al nòstro nome in un perìodo della vita particolarmente percettivo come quello dell’adolescènza, che ci consènte di cògliere sottilìssimi e recònditi nèssi e ci spinge all’esplorazione del mondo con tutti i nòstri sènsi e i nòstri sondagli attivati, abbia lasciato in noi tracce profonde.


Mi chiamo PIÈTRO TARTAMÈLLA

Nome composto da 16 lèttere. Contiene 7 vocali, 9 consonanti.
Le vocali sono   I – E – O – A
Ci sono tutte, tranne la U
La vocale A si ripète tre vòlte
La vocale E si ripète dùe vòlte
Le consonanti sono: P –T – R – M – L
La T è ripetuta tre vòlte. La R dùe vòlte. Anche la L  è ripetuta dùe vòlte.
Un pìccolo univèrso di suòni insomma.


Se anagrammo il mìo nome ottèngo:

ALTA TÈRMITE PARLO

Incredìbile! È un’esatta definizione poètica della mìa personalità.  Chi mi conosce sa quanto sìa vero. L’amore, il gusto solènne per la paròla; costante, testardo, come una tèrmite scavo e scavo gallerìe nel sottosuòlo, esplòro labirinti.  Alto, nel significato di grande, mi èrgo sul mondo e lo ossèrvo con la mìa tenacia di ariète.

Se anagrammo ancora il mìo nome ottèngo anche:

AMPLIA ALTRE ROTTE

Ancora più incredìbile
! È la mìa vocazione istintiva. Fin dagli anni della pubertà. Esplorare altre rotte, conóscere altre vìe, sperimentare, aprire strade nuòve a colpi di machète, navigare sènza a vòlte sapere dove il vènto ti pòrta. Navigare… Anche sènza vènto… Mi ci ritròvo tale e quale sputato in questa definizione.

Ecco allora la mìa tèsi: esiste una strettìssima correlazione tra il nòstro nome e la nòstra personalità, tanto stretta da potér dire:

DIMMI COME TI CHIAMI E TI DIRÒ CHI SÈI

Il molto tèmpo dedicato nell’adolescènza al nòstro nome ha  lasciato sicuramente tracce profonde.
Il tentativo di potér vestire bène il suòno del nòstro nome ci ha indotto ad adattarci a lùi. Non solo, ma inconsapevolmente quando eravamo ragazzi siamo riusciti a penetrare nei significati “altri” che il nòstro nome contiène. Messaggi subliminali,  significati nascosti, contenuti in altre sequènze sèmpre giagènti lì, nel nòstro nome, da tèmpo immemoràbile. Invisìbili ai nòstri òcchi, ma non al nòstro orecchio. Il nòstro incònscio probabilmente le ha percepite, intuìte, “viste” con una sòrta di tèrzo orecchio. Col tèmpo, crescèndo, quasi spinti da una fòrza irresistìbile e costante, abbiamo fatto in mòdo che anche quei significati nascosti fóssero indossati da noi come un nòstro vestito a pennèllo.
Ècco una poesìa composta da vèrsi che sono tutti anagramma del mìo nome e cognome. L’Autoritratto, l’Autoritratto Anagrammàtico che ne viène fuòri, è qualcòsa di incredibilmente preciso e azzeccato. Racconta il mìo caràttere, la mìa personalità in mòdo incredibilmente veritièro e fedele. Gli amici più vècchi che mi conóscono da tèmpo, resteranno stupefatti.
Ancór più stupefatti resterèbbero di fronte a un Ritratto Anagrammàtico del loro nome e cognome e di se stessi.

 

 

PIÈTRO TARTAMÈLLA
Autoritratto Anagrammàtico

 

Alto, tràmite pèrla,
trilla poèta marte
per allattare mito
per allattare tòmi.
 
Parlòtta tra mièle
lima paròle tratte…
amplia altre rotte.
 
Paròla lètta trèmi.
Alterata lo tèmpri
il maltratta òpere.
 
Trapelata, trèmoli
allattato prèmier.
 
Pellame tra attori
tratta le mòre alpi
oltre mite parlata.
 
Allarma pòri, tétte,
pòi le maltratterà…
allatterà tre pòmi.
 
Malata poltrirete,
mòrte parlata, lite
mòlle attirata per
tre. Ampliata oltre
temi oltre parlata.
Per oltre malattìa
pelo maltratterài.
 
Pìo re maltratta le
mollette. Riparata
tratto aprile, lame
palatale ritmo tre.
 
Alta tèrmite parlo.
Allattiamo per tre.
 
Pèlle attrarmi… Tao…
Tartapiè Tromèlla



Un pò per giòco, un pò per divertimento, un pò per curiosità, ma soprattutto per verifica, ècco l’Autoritratto Anagrammàtico che abbiamo tirato fuori con Alessandra Gallo dal nome di Giàcomo Leopardi

 

 leopardi

GIÀCOMO LEOPARDI
Autoritratto Anagrammàtico


Declamài. Ìo pòrgo,
amica, dopo glòrie,
dògmi, òlio, capre, a
lèi. Dò magari pòco,
aràldico, gèmo. Pìo
ìdolo! Màgica! Però,
gòde pòi racìmola
òdi. Calma. Ìo prègo,
òdio, regalo campi
e òdi, la cima pòrgo
del mìo còrpo. Già. A
lèi, dama, rigo pòco
cale. Pòrgo, mi òdia.
Leopàgia Comordi

 

 

Potreste pensare che si tratti di pura coincidènza, di casualità, fatalità, corbellerìa. Per fugare ogni dubbio e convìncervi della giustezza della mìa riflessione e di quanto sìa vero l’assunto “DIMMI COME TI CHIAMI E TI DIRÒ CHI SÈI”, ècco gli Autoritratti Anagrammàtici di alcuni personaggi pùbblici:

 

 

toto

ANTÒNIO DE CURTIS (TOTÒ)
Autoritratto Anagrammàtico



Acrèdini sotto un
denutrito naso ci
indicate su tròno
urto con dènti, sai,
orno su cittadine
nìtido un caro sèt,
un nido, stòria, etc.

Dite sono cintura
e sa d’un irto cinto
tònica sirte d’uno
rìdono se tu tinca
nascondi urti o te
idèntica su trono
incèndia sto urto.

Scandirèi un òtto
credo santi tuòni
strìdono incaute
d’anni e scuri òtto
decani tonti orsù
diciate un nòstro
incendiato sturo
un indicare tòsto.

Denunciài stòrto,
denunciasti òrto.
Consìderati unto.
Torno su idèntica
indiscreta nuòto
sotto un indicare
tùo interdìscano
Totò se curi danni.
Sèntano cuòri di T.
Deanto Curtisino

 

 

pedulli

LUCIANO PEDULLI  (il primo a sinistra nella fòto)
un carìssimo amico dal tèmpo del servizio militare che partecipando alla regata Transat Des Alizees morì col sùo equipaggio, 6 persone in tutto, la sera del 3 novèmbre 1995 nel Golfo del Leone a causa di una tempèsta di Mistral fòrza dièci che si abbatté sul Pàrsifal la sùa mìtica barca a vela. 


Autoritratto Anagrammàtico

 

Cadi nel Pò ùluli
in lùi, lupo! Calde
ali, pulèndo luci,
lì l’onda lupe ci
duce, ali nol lupi.
Ello udì una clip
udì luna, cipolle,
udì cuna, pìllole.
C’è un pàllido lùi
un ludo alpicièl,
nulli àcido lupe.
Celando li lupi,
celando, il pulì
collaudi in lupe,
il pulì locande.
Pòlline duca, lì,
un pelo il lùcida.
Lùi pèndi al locu.
Illu ’l duce piano.
nel Pò. Dica, ùluli
lùi, dolce pila, un
pane, culli i dòlu.
Plàcide ùlulino
pènduli luci o al
lupo lùi declina
il pulèndo luci a
lucìpeda noùlli.

 

 

luciana

LUCIANA LITTIZZETTO
Autoritratto Anagrammàtico


Antica tu zitti zòlle,
un zitti zòlle tàcita
Tizi càlzano lètti, tu,
nàutica,  zitti zòllet.
Coalizzi lènta tutti.
Alcolizzati tu netti
Alcolizzati tu tènti.
Tu tazza, in ellìttico
atto Z, culli zainetti,
i cazzòtti nati tulle.
Zitta alzi nòtti, luce,
canti liti, tazze, lòtu.
Canti. T’utilizzo l’età.
Utilizzi lancettato
ellò! Tutti incazzati.
Zitta calzo lètti uni.
Nel tàttica utilizzo
tizio. Calzante lutti
localizza tutti ènti.
Zitto, alcuna il zitte.
Calzài lutto in zitte
Littiluci Anazzetto

 

 

ADRIANO

ADRIANO CELENTANO
Autoritratto Anagrammàtico

 

Non òde né alacrità,
né aràldica, né tòno,
non otre,  né caldaia.
Al cinèreo dannato
non rodi ala tenace.
 A noi, trèno candela,
nero doni  la catena
e oràcoli d’antenna,
radice lènta, o anno
ciarlatano, non dèe.
Èro lèi condannata.

Lancerà tòni da Noè
e torna caldo. Nènia
nòte ora in lance dà,
o niènte, o calandra.
Dìo non cena. Altare
crede l’onta annòia.
Dìo c’è, non ara l’Ètna
entra in caldo nèo a…
a cadere lontano in
ala e canto non di Re.

Il nèo denaro canta
rìdono alce nana et  
alce nero dita non à
Adriacele Nontano

 

 

 bersani

PIER LUIGI BERSANI
Autoritratto Anagrammàtico


Bagnerèi li rupi, sì!
Insuperàbile giri
in su pigi liberare.
Si pungi libererài,
in più serberài gli
elisìr in rupi, bega,
e apri, il re, un big sì.

Regni li saperi bui
e, single, ripari bui
àrgini, spèri il uèb,
ungi Sibèria, lèpri,
espiri regali nubi,
respiri lune ai big.

Libererà giù spini,
irrise bèga in lupi,
i nùbili prègi rase,
s’èri perlina bigiù
Bersapier Niluigi
 

 

 

ENRICO BERLINGUÈR
Autoritratto Anagrammàtico


Nel bruciore regni
nel regno bruci i Re
Re con rune, briglie,
cèrri, nèbuli, regno.
C'è un orribil gèner.
Incline urger ròbe
urge brincio nel Re.

Lì bruci rogne nere
gèli birre con rune.
Cògne! Burli Re neri!
Burli necro gèneri.
in corrige blu-nere.


Non bere cirri, ugèl.
Giro un crine, bèl Re,
crini, rogne e burle.

Burli necro gèneri.
Burle con neri règi.

Nel bruco rigèneri.

Regni nel bruciore
nel burrone i grèci
con libri né guèrre
rigni rublo cénere
Guercino Berlinèr.

 

 

 GRILLO

GIUSÈPPE PIÈRO GRILLO (BÈPPE GRILLO)
Autoritratto Anagrammàtico


E résogli gruppi e pilo,
s’egli èrge puri pòpoli,
ripose egrègi lùppoli.

Rispòpoli rupi e legge
se pròpoli più leggèri
pur le pèggio sèrpi o il
ròspo e grigie pupille
règoli prese più golpi.

E, liggèro, ruppi il peso,
riprese giògo pupille.
Il piòppo reggerèi sul
Re giglio, ruppi l’èpos e
spuri pòri elègge il Pò’,
elègge li opporsi rupi
reggerèi lupi polposi
lèggo pòi supplire ire.

Pèggio pel riso pulire,
ip, gioire pèrgole plus
per più illeso pi grègo
piègo il sole pigru per
gròlle sùperi ègo ippi
e giuspièro grillòppe

 

 

 napolitano
GIORGIO NAPOLITANO - Presidente Repubblica Italiana

Autoritratto Anagrammàtico

 

Ìo òggi orno plàtani,
ignòto, orno pagliài,
ogni giornalaio tòp,
onoro ogni pigliata.
Pagliài tingo nò òro.

Intagliài òro, pongo
onori, tagliài pongo
o partigiano in lògo.
Ìo non oltraggiài Pò.
Lo pìo inno ìo tragga,
onori Italia, gòng, Pò,
non patirò il giògo a
ligio o pinato rango.

Ìo nòto paraggi in lo
pinòlo, ingorgata, ìo
patìi orgoglio a non
golpìr i tango o nòia
o giorni, gola, pianto.

Pìo rogo intàgliano
pòi oltràggiano noi,
il tràggano pòi, ìo nò,
ìo non oltraggia pìo
giòna giòpo lirtano

 



monti
    MARIO MONTI



Mimài, torno
rima in tòmo,
mòto in mari,
marito in òm.
Mi amo trino
ma irto mino
matrimonio.

Mito in Roma
ànimo mirto
mìnimo arto
òmina mòrti
tòmo in rima
o timo namìr

Tramo i nomi
mirto moìna
o miri manto
o mima tròni
armi in mòto
mò minatori
nò mòti rami
torni a mimo
miti m’onora
mìnima òrto
mami rointo

 

 

 benito

BENITO MUSSOLINI
Autoritratto Anagrammàtico



Mini sole bisunto
mise sùbito l’inno
se non soli bitumi.

Muto senno sìbili
nòno lìmite bussi
o insensibil muto.

Tu besos in limoni
nòti buòn missile
sùi nembi lo stòni
in nebulosi stòmi
uno insiste lombi!

Nòmino busse, liti,
mine, unti bòssoli,
sonni muti e bòlsi
buòni son sti elmi
sono elmi in busti
bèn nòti musi soli.

Nòto sub se mini il
buòn nesso lìmiti
noi sènsi.  L’imbuto
non ti sìbilo muse
in simil nube toso.

Bèn sò molti suìni
o bitumi non lessi.
Non sùbito sìmile
tu in nòbili mòsse.
Molti sino nei bus.
Un bis mito silèno
non bile sui mosti
tubi nel mini òsso.
Sono bèn ùltimi, sì,
i molti buòn nessi
ùltimi bòssi e non.
Un nilo ibis mèsto
simil onte noi sub
Mussobeni Tolini

 

 

 

MARIA STELLA GELMINI
Autoritratto Anagrammàtico



Allargaste lì minime
lire malmenata sigli.

Lì allargate immènsi
enigmi. Allarmaste li
seni ligi. Marmellata
allarmate gli semini
allarmaste mini gilè
allagaste mini mèrli
mi allarmate inglesi
gli ammalaste li reni
snèlli giri ammalate.

Ammalaste grilli nei
mille rimi segnalata
melagrana mille siti
snèlli regalata mimi.
Li sènti ammalare gli
elmi stili melagrana.
Allarmante gèmi il sì.
Smènti allagare limi.

Egli in marmellata, sì,
millèsimi, ragnatela.
Mi stimi nel allagare.
Stellama Gelminirìa

 

 

 

bossi

UMBÈRTO BÒSSI
Autoritratto Anagrammàtico



Sembro sùbito
èbbro. Stò su! Mi
stò ebbrimuso…
 
Irto bòss e bum
èbbi mostro su
sèbo su timbro.
Busto mi sèrbo.
 
Ti busso ombre.
Te bussi mòrbo.
Me bussi robót.
 
Tèrso su bimbo
stò. Orsù bimbe,
orsù bimbo èst
sòsto! Èbbi rum.
 
Sòbri su tombe
stiro bombe su
sòrte su bimbo
sbiro su tombe
rèsto su bimbo.
 
Su, èbbi stormo.
Rombo subiste,
mòrbo subiste
Umber bòssito.

 

 

 

silvio

SILVIO BERLUSCONI
Autoritratto Anagrammàtico



Bèllico vinsi, orsù.
In virus, bellicoso
vinsi sul bicolore.
Vi russo bollicine.
Vèrso cibi sul lino.
Russo cibi novèlli,
cibi, ville, un sorso.
Se, suìno, rullo cibi
un scìbile risòlvo.
Vi scròllo sèi nubi.
Vi sono scuri bèlli…
 
Orsù, sbèllico vini,
il burlésco vino, sì!
Svìo urli, sbilènco.
Sbilènco, su livori
sbèllico rovi in su.
Liscio sul vèrbo in
cibi illuso snèrvo.
Sbilènco… vi siluro.
Sbilènco urlo! Visi
sorvoli, scìbile. Un
urlo sbilènco, sì!
 
Sol Nobèl riuscivi.
Sbróncoli sùi veli,
blèso, scòrni ulivi,
blu, sciorini loves,
voli su brìscole in
sbrìciole snùvoli.
Illuso… svèrni cibo,
ròlli un cèsso. Bivi
con il siluro sbevi.
 
Scrivi buio snèllo:
burlésco in viso
orsù, scìvoli, belìn
nòve brulli òssi ci
scuòi vin, borsèlli
Berlusco Silvioni

 

 

in fede  Piètro Tartamèlla
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 RITRATTI ANAGRAMMATICI
INVIATI DAGLI UTENTI DI CASCINA MACONDO

 

 

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leggi      "Politiche Culturali di Cascina Macondo"

leggi      "una pagina per vela e via col vento
               programmazione Cascina Macondo 2011"

 

Alexis De Tocqueville - questione di gusti

dal discorso di Pericle agli Ateniesi

ai Nativi Americani un buon risarcimento

i ragazzi della scuola di Barbiana scrivono al Presidente della Repubblica

Noam Chomsky svela l'inganno


accentazione ortoèpica lineare


la teoria nomognomica - i ritratti anagrammatici

la recublènza

la visione da parte dei bambini di film che inìziano dal secondo tèmpo


il concètto di unanimità degli indiani d’Amèrica


sistèma di votazione a còppie alternate

 

 

in memoria di Alessandro Leogrande

la legalità un'arma a doppio taglio

treccioline sulle spalle e in mano un giornaletto

teoria nomognòmica

i sistemi di votazione - l'ipotesi di scissione

chi sterminerà i poeti?

la distanza? Parliamone...

l'uramatògrafo reading scope

l'accentazione ortoèpica lineare

 alfateh e ibrahim due storie tragicoesemplari

il maschile, il femminile, e il neutro
- musiche originali di Sergio Leone -

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Novembre 2018 07:41 )
 

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