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RCT - Racconti di Scritturalia di domenica 29 giugno 2008 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Lunedì 02 Agosto 2010 18:00

 

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

 

 

che cos’è SCRITTURÀLIA

 

possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

I RACCONTI DI SCRITTURÀLIA
di domenica 29 giugno 2008

 

 

Alberto Sacco
Stretti Torrenti

Rivi arsi
di massi e radici
Pozze verdi
di rane e muschio
Rotolate rocce
di giganti disciolti

Fresco umore
di scure acque
Pampano di pietre
dighe di fango e d’erba
Pomeriggi di giochi
gioie immortali


Alessandra Gallo
Mare

Il secondo ragazzo che mi ha baciata era quattro anni più grande di me e di cognome faceva Mare. E il mare, in un certo senso, incarnava sul serio nel colore degli occhi: verdazzurro, con quel lampo di impazienza che si percepisce giusto un attimo prima che l’onda si alzi.
Verrebbe da chiedersi “e il primo?”. Be’, quello non conta. Io e Luca ci baciammo per scommessa ed era la prima volta anche per lui. Si capiva da come teneva la bocca spalancata, immobile, e cercasse di mettermi sottovuoto...



Antonella Filippi
17 anni

Stavo distribuendo i volantini - Cile rosso! - mentre lui veniva avanti con due ragazze.
Una fitta di gelosia era salita serpeggiando fino ai miei occhi e io mi ero girata, fingendo di non averlo visto.
“Ciao, C.G. Oggi a Palazzo Nuovo?”
C.G. Un bel tipo (anche se ha unghie inguardabili), ma a me piace lui…
Così, quando è arrivato alla mia altezza, gli ho dato il volantino, in fretta, senza guardarlo in faccia, ma volevo dirgli un mucchio di cose e non ne ho il coraggio.
Si è allontanato e mi sono girata, accidenti, anche lui, e mi ha sorriso.
Devo essere diventata rossa (o viola) perché Cinzia si è messa a ghignare...


Beatrice Sanalitro
Nel bosco all'improvviso un urlo

Pssst  pssst  ssst  ssst  frrr   frrr  uuk  uuk
Co co  cooo  cooooooooooo
- Che ci fa nel bosco una gallina? Via, via! Tu non sei un personaggio.-
Frrr  frrr  ssst  ssst....
Svessillano le alberelle verdi e leggere appese ai rami delle piante del bosco Bum, ruotando e impennando come libellule a corpo libero sulla trave l'esile corpo mentre Soffione Turgido le sfregola malizioso.
Frrr  frrr...
- Ci solleciti tutti i pori, ci sfrondeggi il pelo sullo stelo...piantala, malandrino! Ma Soffione non si dà per vinto e neanche per perso perché sa dove andare e cosa avvolgere in un soffonchio.


Cinzia Revelli
Essere uomo

Aveva preso tutte le precauzioni del caso. Abbigliamento ganzo, barba, cioè quattro peli, ma molto incolti. Altro quartiere, tabaccaio sconosciuto. E ora è nelle sue mani, spigoli maschi, lettere stampate che evocano paesaggi di impervie rocce scavate e selvagge prove di iniziazione. È virile anche il fruscio del cellofan mentre lo strappa. Eccole le sue sigarette. Odore di tabacco e di testosterone. Ne estrae una, la rigira tra le dita, quasi l’accarezza, poi se la pone fra le labbra, bacio estremo...

 
 
Emanuele Bertolotto
Nel vento

Un giorno, tornato a casa dal lavoro, chiusi la porta, ferocemente incazzato con il mio capo. Ero stato licenziato, causa disattenzione. Ora vi racconto la mia storia: stamattina mi recai al lavoro presso la Umbrella Corp. di Racoon City, un’industria specializzata nella creazione di vere e proprie pozioni e dove si praticavano “stregonerie” varie. Io di paga prendevo… Ehmm.. scusate, vi starete annoiando con le mie faccende personali… arrivo subito al sodo della ...

 

Fanny Casali Sanna
Non sbagliano mai

Nel bosco, all’improvviso, un urlo: “Il cellulare non prende!”…
Ecco, come per incanto, tutti i componenti della comitiva si fermano, gli zaini scendono dalle spalle su cui erano trasportati e vengono frugati spasmodicamente; marsupi, tasche, taschini e anche un paio di calzini vengono ispezionati alla ricerca del piccolo “strumento”.
-“Neanche il mio!”-
-“Neanche il mio!”-
-“Il mio ha una tacca, anzi, no… un po’ sì, un po’ no…”-
-“Il mio si è scaricato.”-
Ma come, non si era detto che sarebbe stata una passeggiata nel bosco a stretto contatto con...

 

Ivana Greco
La piastrellina, o dell'indecisione

In piedi sulla piastrella,
piccola, delimitata
sembra quasi una casa.

Tutt'intorno c'è niente,
equilibrio della mente.

Ma come ci sono arrivata
su quella piastrella slavata ?

Direzioni. Visioni. Occhi buoni.

Da quella parte
c'è un treno che parte...

 

Lucia Gaiotto
Vestiti


Mia madre si è sposata in rosso, rosso carminio. L’ha visto in vetrina, quel vestito da gitana, e poi se l’è comprato.
Mia madre è fatta così, non pensa troppo alle cose. Ci si butta come fanno i salmoni nei fiumi, controcorrente. Nuota per un po’ nell’acqua in cui si è tuffata, e magari le capita perfino di scorgere sul fondo una pagliuzza d’oro, però non si ferma. Ne assapora il luccichio che sa di sole e granita fresca, se lo gode, quel chiarore, ma mentre passa, proseguendo...

 

Michele Bertolotto
Rosso carminio

Vedete signori, non è difficile scrivere una favola. Si prendono due o tre deficienti a caso e si mettono in un castello... o in un bosco.
Vi faccio un esempio: Cappuccetto Rosso è una favola popolata esclusivamente da imbecilli. La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e ha novantacinque anni… Ma vai all'ospizio, cretina!!! Come ti viene in mente di vivere nel bosco da sola a novantacinque anni, che costringi i parenti ad andare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro per la foresta...

 

Osvaldo Gaiotto
La sigaretta finita

Nessun dubbio. Ho il cancro. Ai polmoni. Metastasi impazzite vanno dove non dovrebbero. Pàssera, il mio oncologo, mi segue da trent’anni. E’ sconvolto. Lo consolo. Per lui è una sconfitta. Tac, esami del sangue e delle urine ogni tre mesi, ecodoppler, pranzi alla mensa dell’oncologico, ogni tre mesi, per trent’anni. Negativo tutto, sempre. Oggi, no. Positivo. NED fino a ieri (No Evidence of Desease), fino a ieri, oggi no, positivo.
“Cazzo”, fa Pàssera, rosso ai limiti dell’infarto, “NED fino a ieri… cazzo e oggi, porcaccia… metastasi fin nel…”



Paolo Severi
Le finestre erano tutte chiuse

Le finestre erano tutte chiuse. E avevo solo quattromila caratteri a disposizione per uscirne fuori, perché, anche se non lo hanno detto, anche le porte sono tutte chiuse. E il cellulare? Ma che, ti credi che in certi posti possa prendere il cellulare? Ma neanche per idea! Naturalmente è di pomeriggio, non c’è luce, e quando farà buio voglio proprio vedere. O dio, anche chiusi qui dentro, mica che si veda quel gran ché. Che faccio? ...


Patrizia Detti
C'era una volta

C'era una volta un uomo. Bella presenza, buona cultura, giusta ironia.
Aveva solo un piccolo difetto: era stonato. Un giorno incontrò una donna, una di quelle che ti fanno ribollire il testosterone, desiderio totale.
Questa aveva una folla di corteggiatori e indecisa sulla scelta disse: “Sceglierò l'uomo che meglio di tutti canterà la mia canzone preferita “Mi ritorni in mente” di Lucio Battisti”.
Si sentì morire. I suoi amici, anch'essi innamorati di quella bionda e burrosa creatura possedevano voci chi alla Claudio Villa, chi alla Vasco, chi alla Fred Buscaglione...

 

Pietro Tartamella
Piccoli Fiumi

Accadde così, senza nessun preavviso, un tardo pomeriggio di aprile.
Piazza Rocchetta ribolliva di voci infantili. Fiumiciattoli di mocciosi si rincorrevano per i vicoli stretti. Le bambine più grandi lavoravano a maglia sedute sugli scalini di pietra. Un gruppetto di treccioline nere saltellava nei quadrati della settimana segnati col gesso bianco trafugato a scuola. Squadre di giovinastri a turno gridavano “semuletta l’arriiiiiiiiiiiva!” Prendevano rincorse chilometriche e saltavano oltre la schiena di un compagno che stava piegato...

 

Domenico Benedetto
acqua (con foto)

 

 

acquasalta       

 

pioggia

 

giochidacqua     

 

acquazzone  

 

fonte 

 

  memoriacqua  

 

quiete

 

 

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LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 

 
 

CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 
10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Dicembre 2011 08:26 )
 

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