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46 visitatori online| RCT - Racconti di Scritturalia di domenica 29 giugno 2008 |
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| News - News | |||
| Scritto da Tartamella | |||
| Lunedì 02 Agosto 2010 18:00 | |||
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possibilità di pernottamento presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo a costi di Bed and Breakfast
I RACCONTI DI SCRITTURÀLIA
Alberto Sacco di massi e radici Pozze verdi di rane e muschio Rotolate rocce di giganti disciolti Fresco umore di scure acque Pampano di pietre dighe di fango e d’erba Pomeriggi di giochi gioie immortali Alessandra Gallo Verrebbe da chiedersi “e il primo?”. Be’, quello non conta. Io e Luca ci baciammo per scommessa ed era la prima volta anche per lui. Si capiva da come teneva la bocca spalancata, immobile, e cercasse di mettermi sottovuoto... Antonella Filippi Beatrice Sanalitro
Un giorno, tornato a casa dal lavoro, chiusi la porta, ferocemente incazzato con il mio capo. Ero stato licenziato, causa disattenzione. Ora vi racconto la mia storia: stamattina mi recai al lavoro presso la Umbrella Corp. di Racoon City, un’industria specializzata nella creazione di vere e proprie pozioni e dove si praticavano “stregonerie” varie. Io di paga prendevo… Ehmm.. scusate, vi starete annoiando con le mie faccende personali… arrivo subito al sodo della ...
Fanny Casali Sanna Ecco, come per incanto, tutti i componenti della comitiva si fermano, gli zaini scendono dalle spalle su cui erano trasportati e vengono frugati spasmodicamente; marsupi, tasche, taschini e anche un paio di calzini vengono ispezionati alla ricerca del piccolo “strumento”. -“Neanche il mio!”- -“Neanche il mio!”- -“Il mio ha una tacca, anzi, no… un po’ sì, un po’ no…”- -“Il mio si è scaricato.”- Ma come, non si era detto che sarebbe stata una passeggiata nel bosco a stretto contatto con...
Ivana Greco In piedi sulla piastrella,
Lucia Gaiotto
Michele Bertolotto Vi faccio un esempio: Cappuccetto Rosso è una favola popolata esclusivamente da imbecilli. La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e ha novantacinque anni… Ma vai all'ospizio, cretina!!! Come ti viene in mente di vivere nel bosco da sola a novantacinque anni, che costringi i parenti ad andare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro per la foresta...
Osvaldo Gaiotto “Cazzo”, fa Pàssera, rosso ai limiti dell’infarto, “NED fino a ieri… cazzo e oggi, porcaccia… metastasi fin nel…” Paolo Severi Patrizia Detti C'era una volta un uomo. Bella presenza, buona cultura, giusta ironia.
Pietro Tartamella Piazza Rocchetta ribolliva di voci infantili. Fiumiciattoli di mocciosi si rincorrevano per i vicoli stretti. Le bambine più grandi lavoravano a maglia sedute sugli scalini di pietra. Un gruppetto di treccioline nere saltellava nei quadrati della settimana segnati col gesso bianco trafugato a scuola. Squadre di giovinastri a turno gridavano “semuletta l’arriiiiiiiiiiiva!” Prendevano rincorse chilometriche e saltavano oltre la schiena di un compagno che stava piegato...
Domenico Benedetto
PER ACCEDERE A TUTTI I RACCONTI
LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA
Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992 " Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo, una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia. Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto, e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi, e perfino gli oggetti perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati, e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"
Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
CASCINA MACONDO
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| Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Dicembre 2011 08:26 ) |
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