Home Archivio News-Eventi RCT - Racconti di Scritturalia di domenica 19 aprile 2009
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RCT - Racconti di Scritturalia di domenica 19 aprile 2009 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Lunedì 02 Agosto 2010 16:51

 

 

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

 

 

che cos’è SCRITTURÀLIA

 

possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

I RACCONTI DI SCRITTURÀLIA
di domenica 19 aprile 2009

 

Antonella Filippi
Seduzioni


Non so se la mia storia rientrerà, come quella che avete appena sentito, nella categoria degli atti di seduzione, ma a me, quando l'ho vissuta, è sembrata davvero per certi versi un atto di seduzione, e comica in generale.
Sono certo che può illuminare sulla natura delle azioni riflesse tra marito e moglie, come sentirete tra breve, spero con vostro divertimento.
Io non ho la tendenza a dilungarmi in considerazioni filosofiche o descrizioni d'ambiente, come il nostro amico del racconto precedente, perciò prendetemi come sono. È anche inutile che inizi la mia storia dicendovi che si è svolta parecchi anni or sono, è evidente... A quel tempo ero sposato, e mia moglie era bella, gran scopatrice, una brunetta dalla bocca sensuale e dal culo ben piantato sulle gambe...

 
Beatrice Sanalitro
Strade

Sterrate, sassose e polverose, tortuose; in salita, faticose, in discesa, più comode; solitarie per baciarsi tranquilli, oppure trafficate e asfissianti, asfaltate, a due, a tre, a una sola corsia, la riga bianca nel mezzo come calze in seta su una bella gamba, autostrade, superstrade, circonvallazioni, con tante rotonde, con semafori funzionanti o lampeggianti, grovigli cittadini, strade ferrate, strade private in mezzo alla campagna, percorsi, segmenti che portano da un luogo ad una meta; strade mistiche dall’uomo al superuomo.
Così dovrebbe essere.
In realtà i fatti vanno diversamente.
Sulla cronaca del Gazzettino del Viaggiatore si legge:


Fiorenza Alineri
Quelle dorate bucce d'arancia


Tanto per cominciare, le bucce d’arancia sono arancioni e non dorate!
Ma…  te lo immagini un titolo “Quelle arancioni bucce d’arancia”? Non sta bene!
Allora tanto vale scrivere “Quelle bronzate bucce di banana”, “Quelle ramate bucce di renetta” o “Quelle platinate bucce di pera”…
Doveva proprio essere l’arancia?!
Domanda: l’arancia con la buccia dorata avrà gli spicchi d’oro puro?  Se sì, attenzione alle bucce dorate dei tarocchi, gli spicchi sono di ottone rivestito oro…
Il frutto ideale? Un’arancia con la buccia dorata, gli spicchi rosso rubino e le foglie verde smeraldo.
Però:



Ivana Greco
Passo dopo passo


Sulla strada due piedoni
batton forte gli scarponi

BATTISTRADA :
neologismo coniato per indicare chi batte sulla strada.

Sul sentiero due piedini
schiaccian bruchi e maggiolini

INSTRADARE :
spostare un bambino dalla culla alla strada

Sul selciato ogni mattina
ti- tic-tic quella scarpina

QUELLE STRADETTE TU MI FAI FAAR..:-)
brontolava l’operaio al capocantiere.

Tacco punta  punta tacco
ogni giorno solo un passo



Pietro Tartamella
Il terzo avventore



Negli anni ’70 molti erano gli studenti che andavano ai Mercati Generali di Via Giordano Bruno a scaricare frutta e verdura per racimolare qualche lira.
Un gennaio freddissimo e pieno di nebbia, alle due del mattino di un lunedì freddissimo e pieno di nebbia, ci eravamo presentati all’ingresso, Bruno ed io, chiedendo di un meridionale tarchiato, certo Sig. Bragante, con cui avevamo preso accordi la settimana prima. Altri studenti chiedevano di altri nomi, facendo la spola sul marciapiede.
Riconoscemmo in quell’uomo basso maglione dolcevita e giubbotto di pelle che usciva dal bar il sig. Bragante. Attraversava la strada con

 

 

PER ACCEDERE A TUTTI I RACCONTI
DI TUTTE LE DOMENICHE DI SCRITTURALIA:  CLICCAMI E SARO' FATTO

 

 

LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 
 
 
 

CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 
10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Dicembre 2011 08:28 )
 

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