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RCT - Racconti di Scritturalia di domenica 13 giugno 2010 PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Tartamella   
Venerdì 30 Luglio 2010 14:43

 

 

                               scritturaliafoto
Affresco romano "Donna con stilo e libro" (detta Saffo)
Pompei, 50 dopo Cristo. (Napoli-Museo Archeologico Nazionale)

 

 

che cos’è SCRITTURÀLIA

 

possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

I RACCONTI DI SCRITTURÀLIA
di domenica 13 giugno 2010

 

 

Antonella Filippi
Termine

-    Aaah! Attento! Freeena! Non hai visto quell’auto?!
-    Sì! L’ho vista! Stai calma, non è successo niente!
-    Niente?!  Per poco non ci ammazziamo!
-    E’ da quando siamo partiti che non fai altro che ripetermi di guidare più in fretta, perché è tardi, e ti ricordo che c’è la nebbia…
-    Ma siamo in ritardo! Avremmo già dovuto essere a casa di Luigi più di un’ora fa!
-    Se ti fossi sbrigata un po’ prima…
-    Sempre colpa mia…
-    È solo una serata tra amici, non c’era alcun bisogno di comprare abiti nuovi, andare dal parrucchiere, di perdere tutto il sabato pomeriggio…
-    Già, e visto che è solo una serata fra amici non c’era neppure alcun bisogno di lavare-l’auto-dentro-e-fuori-e-controllare-le-gomme-e-cambiare-l’olio-e… eccetera eccetera…


Beatrice Sanalitro
La creazione delle parole, ma qualcuna c'era già

Vvvvvrrrr, smucchhhh, scccc, tron tronk, mmmmmmmm, OH, AH, eh eh, blo blof ah, sssssiiiiiiiii.
Sì.
Cough cough (colpo di tosse per schiarire la gola che mai, prima, ha dato origine a un suono.)
Tu chi sei?
Boh! Cough.
Posso essere tutto e niente.
Non hai un nome?
Nome?
Nessuno si è ancora preso la briga di definirmi, quindi fluttuo in un blo blof indifferenziato di nubi salmastre e come me tutti gli altri blo blof che ondeggiano qui e lì e svolazzano lassù nel ci el...ciel? Sì, ciel è un bel nome per lassù...



Carlo Straccia

Drugstore

Ora c’era finalmente! Lo avevo sognato da sempre. Da quando lo avevo visto al cinema, in molti film americani: un supermercato aperto anche di notte.
Un drugstore, come lo chiamano loro. Uno di quelli in cui ci puoi trovare di tutto. Tipo: hai finito le scatolette di cibo per il tuo gatto? E lui mangia e vuole solo quelle di una certa marca, altrimenti ti spacca i marroni per tutta la notte. Bene! Prendi e vai a comprargliele. Non devi neanche usare la macchina, ci vai a piedi, tanto è a pochi isolati da casa. E, mentre sei dentro che cerchi negli scaffali, ti accorgi...


Elena Bonassi
Le mille bolle blu

Bll… le mille bolle blu
Bll…  le vedo intorno a me
Che volano…
in attimi …
di musica…..

Forse non è proprio così che dice la canzone, ma è quello che le viene in mente in questi attimi che fuggono nel vento mentre va, con il gomito ripiegato sulla portiera della spider rossa, con una mano sola sul volante, con il vento in faccia, con una nube leggera di alcool nella testa che vela i pensieri e li fa liberi di volare altrove. Giuliana ha un foulard al collo, di seta leggera, che svolazza insieme ai capelli, insieme al profumo, insieme all’eco della musica e delle risate, insieme ai balli, alle luci, a lui che la stringe e ...
 
- Aaah! Attento! Freeena! Non hai visto quell’auto?!
- Sì! L’ho vista! Stai calma, non è successo niente!
- Niente?! Per poco non ci ammazziamo!
- È da quando siamo partiti che non fai altro che ripetermi di guidare più in fretta, perché è tardi, e ti ricordo che c’è la nebbia…
- Ma siamo in ritardo! Avremmo già dovuto essere a casa di Luigi più di un’ora fa!
- Se ti fossi sbrigata un po’ prima…
- Sempre colpa mia…
È solo una serata tra amici, non c’era alcun bisogno di comprare abiti nuovi, andare dal parrucchiere, di perdere tutto il sabato pomeriggio…


Flavio Massazza
I Pomodorini

Luca si fermò di colpo davanti alla porta scorrevole del supermercato, guardò l’orologio, gli ospiti dovevano arrivare alle otto ed erano già le otto meno venti. La tragedia era scoppiata un’ora prima. L’urlo di Anna l’aveva raggiunto mentre era in bagno a farsi la barba. Si era precipitato in cucina. La moglie era immobile davanti al frigorifero spalancato. Il suo viso era stravolto.
“Dove sono i pomodorini?”
“Erano qua, ed ora non ci sono più, chi a preso i pomodorini?
Già chi aveva preso i pomodorini...


Gabriel D.
Piangevo così tanto che...

Ricordo con nostalgia gli anni dell’infanzia, e alcuni episodi che mi hanno dato tanta gioia, ma anche lacrime agli occhi, dolore e sofferenza…
Io uscivo fuori per giocare con i bambini della mia età però la maggior parte delle volte venivo picchiato e preso in giro da loro, per diversi motivi.
Ritornavo a casa piangendo, raccontando a mia mamma e a mio papà che un bambino più grande o più piccolo mi avevano malmenato.
Loro mi ascoltavano e mi dicevano di cercare di dialogare con loro, di portare il bene a chi mi sta intorno e “dopo vedrai che tutto andrà bene”.
Io desideravo che questo si avverasse, ma tutto durava poco...

 

Gabriella Biglia
Cento

Ti ho chiesto: “Dammi del tempo.”

Hai detto: “Te ne ho già dato molto, non è servito a niente.”

Ho detto: “Lasciami riprovare, dammene ancora, scegli tu quanto.”

Hai detto: “Non ne ho più di tempo per te, mi dispiace.”

Ti ho detto: “Allora rubalo al ricordo dei dispiaceri, sottrailo al conto dei giorni che passerai a odiarmi, dammi un tempo minimo, un tempo per te poco importante, di quelli che passano senza che tu te ne accorga, un tempo inutile, andato a male, un tempo  che si è rovinato e devi buttare via, basta che possa usarlo fino all’ultimo istante.”

 

Ivana Greco
Il volo della fata

C’era una volta una fata bambina,
sempre correva alla vetrina,
naso schiacciato, grandi occhi neri,
era un gran pozzo di desideri.

Un certo giorno qualcuno disse:
“Ecco, va bene, ti lascio uscire,
perb attenzione perché lX fuori
ci sono gioie ma anche dolori,
ci sono amici con cui sperare,
grossi bestioni da conquistare,
favole belle, lieti finali,
pensieri neri che in un baleno
svelti ti spingono sotto un treno...


Maura Parachini
Crescendo (en rouge et blanc) in un sabato di sera di quasi estate

Il lago è un peltro, alle otto meno un quarto di un sabato di sera molle d’afa, pressoché alla metà di un giugno ancora in concitata trattativa con l’Anticiclone delle Azzorre. Tempo bizzarro: piove, piovicchia, pioviggina, incupisce, brontola, rischiara, tace… Giorni in cui il poco sole che s’azzarda a comparire fa troppo presto a cambiare d’opinione.
Pure, questa vista che acchiappa anima e sguardo toglie il respiro e in un tempo lo restituisce, più lieve e in pace. I castagni stanno per fiorire, sbiancando con gentile prepotenza il verde delle chiome, pronti a riversare nell’aria un profumo che non ha nulla del garbo...

 

Nicola Madìa
Senza picchetti

Era come al solito, disteso sul letto, visto il poco spazio che la sua casa aveva: una sola stanza in cui dormiva, mangiava e sognava.
Teneva in mano una fotografia, l’unica che possedeva della sua amata.
Assorto a fissare, a meditare sulla foto, si ritrovò da quel piccolo spazio negli infiniti spazi della sua fantasia visionaria, senza i limiti del tempo e dello spazio.
Aveva conosciuto Capelli d’Oro in una chat e da subito aveva capito, proprio come in una visione profetica, che quella creatura faceva parte della sua vita.


Paolo Severi
Spaghetti al pomodoro

“Deh, che lasagne che vi preparerò, ragazzi!” Forse non erano proprio queste le parole esatte usate da Italo... come quale Italo?! Calvino, no? Erano tutti ammucchiati lì, nel cuore dell'Uovo Cosmico Primordiale, tutti stipati in un punto che non solo non c'era lo spazio per muoversi, ma proprio non c'era nemmeno lo spazio, non so se mi sono spiegato, e questa salta fuori con le lasagne, rendendo quindi indispensabile la creazione del tempo, dello spazio, dell'universo fino alla formazione dei pianeti con le civiltà contadine in grado di coltivare frumento e pomodori e, finalmente...

 

Pietro Tartamella
Più Mille che Blu

Presto si sarebbe festeggiato l’ingresso nel nuovo secolo. Un “ingresso”, in senso stretto, coincide normalmente con una porta o un cancello; indica quel “luogo” oltrepassato il quale si entra in un altro “luogo”. Il tempo è un “luogo” speciale.
La fine dell’anno 2000,  la notte del 31 dicembre, sarebbe stata la “porta” metaforica che avrebbe condotto l’umanità nell’anno nuovo.
Ma l’anno nuovo sarebbe stato il 2001, l’inizio del secolo XXI°. Quindi un capodanno davvero speciale.
Già da alcuni anni tutto l’apparato mediatico aveva cominciato il suo battage pubblicitario per ricordarci l’evento speciale che bisognava festeggiare in modo speciale. Su tutto il pianeta miliardi di persone si apprestavano ad entrare nel secolo nuovo.
Anche a Riva Presso Chieri...

 

PER ACCEDERE A TUTTI I RACCONTI
DI TUTTE LE DOMENICHE DI SCRITTURALIA:  CLICCAMI E SARO' FATTO

 

 

LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

 

Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 
 
 

 
 

CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 
10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
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Ultimo aggiornamento ( Sabato 24 Dicembre 2011 08:28 )
 

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