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| RCT - Terry Olivi 1° Premio Concorso Internazionale Haiku in soggiorno al Villaggio La Francesca |
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| Scritto da Super Amministratore | |||
| Lunedì 21 Giugno 2010 21:20 | |||
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RCT - RESOCONTO DI TERRY OLIVI
IL VINCITORE DEL 1° PREMIO
Vincere. E’ sempre gratificante. Dobbiamo ammetterlo. Vincere un premio di poesia, il 1° premio del Concorso Internazionale Haiku di Cascina Macondo 7° Edizione 2009, è una gratificazione ancora più dolce, tenera direi, la leggerezza di un sorso d’aria di alta montagna, all’improvviso. Vincere come premio di poesia un soggiorno alle Cinque Terre, in Liguria, è la gioia di vedere riuniti insieme il mondo delle idee ed il mondo della realtà, aspirazioni e liriche concretezze: il mondo poetico sognato che si materializza in scogli, onde, lentischi e pini… ![]() Per chi scrive haiku e trae dalla natura ispirazione è un ritorno al nido, ad un mondo prenatale, forse. Mi sono immersa con la mia amica Olga nell’atmosfera del Villaggio LA FRANCESCA (Bonassola-La Spezia) a metà maggio del 2010, quando tutto è un tripudio di verde, di fioriture, di vigore botanico. Le foglie suonano la loro sinfonia in tutte le gradazioni del verde, colpendo l’attenzione per la loro tumescenza, così sane e forti da sembrare sul punto di scoppiare. Tutto è silenzio, poi non è vero, no… si sente un dialogo fitto tra un uccello alla tua destra, a cui risponde un altro alla tua sinistra, si sentono le onde, giù in basso, sulla scogliera, frangersi, anche se il suono è ovattato, si sente un fruscio, muovi la testa, fai appena in tempo a scorgere la coda di una lucertola che sguscia veloce tra i mesembriantemum tutti fioriti. Per una settimana questo è il tuo ambiente, il tuo guscio. Devi solo camminare, camminare, camminare, per tutti i sentieri possibili, sempre vista mare. ![]() Io amo camminare, amo la “meditazione camminata”, ho fatto trekking in montagna ed in collina, sognavo il grande percorso di Santiago de Compostela, sogno infranto a causa del mio alluce valgo, che aumenta sempre di più la divergenza “dalla diritta via” , con il passar degli anni… Questo mini-trekking sulla costa scoscesa della Liguria è stato il mio personale, su scala ridotta, Santiago de Compostela. Stessa ricerca del sacro, ammirazione per una Natura lirica che tu senti come tuo alter ego, dialogo con te stesso. Ciascuna delle Cinque Terre è dominata nel suo punto più alto da un santuario, Santuario di Nostra Signora di Montenero (Riomaggiore), Santuario di Nostra Signora della Salute (Manarola), di Nostra Signora delle Grazie (Corniglia), di Nostra Signora di Reggio (Vernazza), di nostra Signora di Soviore (Monterosso), tutti dedicati alla Madonna. Tortuose stradine a picco sul mare tra ulivi e macchia mediterranea ti portano sempre in alto e di là puoi ammirare le terrazze o fasce, sostenute dai muretti a secco con i massi di arenaria abilmente incastrati gli uni agli altri per coltivare la vite e gli ortaggi. Ti senti allora pieno di ammirazione per quel lavoro lento, faticoso, costante, di generazione dopo generazione, che ha reso possibile, solo grazie alle braccia, senza mezzi meccanici, una tale rete di terrazzamenti su cui è stata portata la terra fertile delle colline vicine. Per questo le Cinque Terre (4200 ettari) sono state riconosciute dall’UNESCO “PATRIMONIO MONDALE DELL’UMANITA’” nel 1997. La focaccia tradizionale, con cipolle e rosmarino, la colazione dei poveri e dei contadini, ci accompagna nelle nostre lunghe camminate; qualche volta ci sediamo in un punto panoramico (non c’è che l’imbarazzo della scelta), per gustare il dolce “sciacchetrà”, il vino dorato, speciale, profumato, prodotto con le uve bianche, lasciate passire, Bosco, Albarola e Vermentino. Che goduria!… Tutto il paesaggio parla di poesia e di poeti: su tutti aleggia Montale con la sua Punta Mesco “ la casa delle mie estati lontane …là nel paese dove il sole cuoce e annuvolano l’aria le zanzare” e a Monterosso, la casa delle palme, ora data in affitto e dai cui balconi pendono teloni di mare ad asciugare… I versi di Cardarelli a caratteri cubitali svettano sul cimitero di Menarola tra cielo e mare: “O aperti ai venti e all’onde liguri cimiteri! Una rosea tristezza vi colora quando di sera, simile ad un fiore che marcisce, la grande luce si va sfacendo e muore…” Ma non solo l’arte poetica accompagna il viandante su e giù per i sentieri lungo le falesie prospicienti il mare. Anche la scultura e il mosaico sono frequenti come il pino e le ginestre. Molto interessante il MURALES POLIMATERICO (200 m. di lunghezza): SEQUENZA DELLA MEMORIA, il fondo del cielo e il fondo del mare (2004-2007), un ‘opera di Silvio Benedetto a Riomaggiore. Migliaia di terre sagomate, miste al materiale più diverso, pietre, ciottoli, marmo, tra cui il rosso ed il verde di Levanto, cristalli, specchi, conchiglie, terrecotte. Al centro del percorso una grande, policroma stella marina. Poi le sculture all’interno del nostro Villaggio LA FRANCESCA, sparse nel giardino e disposte sulle pareti del ristorante, vicino agli scogli, opere dello scultore Timo Bortolotti, padre della signora Gloria che negli anni ’50 iniziò a sognare e poi a costruire con grande tenacia il villaggio, ed opere di sua sorella Dodi. Arte e bellezza a piene mani tra cielo e mare. Unico lato problematico: i muscoli delle gambe… ![]() Poiché è legge di vita che le cose belle e importanti devono essere conquistate, non ti si offrono facilmente, è necessario scendere, salire, camminare per i sentieri spesso tra lastre di pietre, gradini su gradini, uno dopo l’altro, su e giù, giù e su, fino a quando con i muscoli indolenziti la sera ci si accascia a letto, alle nove, dopo aver preso una bustina di Polase ed aver ammirato un roseo e silenzioso tramonto. Una grande felicità nel cuore. Certamente non è “UN PREMIO PER VECCHI”!
Terry Olivi
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| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Giugno 2010 18:14 ) |
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