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il Ritorno di Melquiades - grande festa a Macondo sabato 10 luglio 2010 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Martedì 08 Giugno 2010 16:50

 

 

lunapiena
"IL RITORNO DI MELQUIADES"
GRANDE FESTA A CASCINA MACONDO


 
A ridosso del solstizio d'estate, in una notte di luna che non c'è,
sabato 10 luglio 2010 appuntamento alle ore 21.30 precise!
La festa andrà avanti fino all'alba,
fino a che non sentiremo dal pollaio della cascina vicina
il canto ripetuto del gallo.
 

Una sorta di "Stradevari"  rivisitata.
A "Stradevari", a metà degli anni '90, festeggiavamo a Macondo l'apertura della stagione estiva degli artisti di strada.

Ora, con uno spirito simile, festeggiamo il Ritorno di Melquiades.
Sì, ma che cos'è il Ritorno di Melquiades?
E' una festa privata (non inviamo infatti comunicati stampa ai giornali). 
Soprattutto è uno spazio "franco", un "luogo", una "raccolta" di amici vecchi e nuovi (attori, musicisti, artisti di strada, danzatori, performers) che si rivedono una volta all'anno una notte intera, spesso approfittando dell'occasione per sperimentare spettacoli nuovi; artisti che abbandonano il loro ruolo di professionisti pagati  per ri-trovarsi e ri-provare il piacere semplice di incontrarsi, consapevoli di voler ri-vivere e "conservare" il tempo in cui la loro arte era solo diletto; artisti che sostengono con la loro presenza di volta in volta un progetto.

 

salice
Il cortile "Alce Nero" di Cascina Macondo si riempirà di bella gente
che trascorrerà la notte con musica-danza-teatro-cabaret-argilla-improvvisazioni-
spettacoli-performances-racconti-installazioni-fantasia-creatività

 
Porta i tuoi strumenti, proponi la tua performance, la tua canzone,
il tuo numero comico, il tuo numero drammatico, il tuo mangiafuoco, le tue trampole,
il tuo clown, la tua lettura, la tua danza, il tuo blues, il tuo volo pindarico,
ci sono spazi sino all'alba da condividere insieme.
Naturalmente a titolo gratuito.
Un pretesto per ritrovare in una notte di luna nuova
vecchi amici di strada e di chilometri.

djembe  armonica bassotuba   chitarra   ghironda   caffe   gnomo

 

POSSIAMO AL MOMENTO ANNOVERARE TRA GLI INTERVENTI:
-  RENO RASCIONATO - cantautore, one man band, stornelli, altro -  Firenze
-  MARCELLA PISCHEDDA - canto popolare - Torino
-  I LUMAYNA - Hans Elzinga e Marcella Pischedda - musica e canto-  Olanda
-  UGO BENVENUTO - "Vino di sana pianta"  teatro comico-musicale e filastrocche
-  PIETRO TARTAMELLA - reading
-  ANNAMARIA VERRASTRO e CLELIA VAUDANO - performance
-  il gruppo FRANGIFLUTTI - spettacolo di danza del ventre e salsa
-  il gruppo ITALIANI - spettacolo di Tango Argentino

-  I NUOVI CANTASTORIE  in "La Sicilia canta e cunta" - la magia del ritorno
-  I DILUNE- musica balli occitani (Angela-organetto, Oriana-chitarra, Annette-flauto dolce)
-  TONY RUGGERO - cabaret
-  GUALTIERO VIA - narratore di ottave - Bologna
-  I NARRATORI DI MACONDO - parole da leggerezza
-  NICOLA MADIA - filastrocche del burattino Trinciccina
-  FLORIAN LASNE e NAGI TARTAMELLA - il pranzo di Bob e Bet - teatro/danza
-  ENZO PESANTE - teatro-reading
-  MANOSONORA - musica ambient. Hang, danza indiana
-  SERENA - spettacolo con trampoli
-  a seguire interventi del pubblico

la scaletta definitiva con gli orari d'inizio e la sequenza precisa
di ciascun intervento verrà preparata all'ultimo momento

 

 reno   gualtiero   pietro   renoPP   marcella

 cantastorie      tango

maniargilla   dante     

SE VUOI FARE UN INTERVENTO (DURATA MASSIMA 12 MINUTI)
CONTATTACI AL PIU' PRESTO per poterti inserire nel programma



IL CIBO CONDIVISO
Ogni partecipante  porta buon cibo e buon vino
da condividere nella serata durante le pause.


VERRA'  RICHIESTA UN'OFFERTA LIBERA
DESTINATA ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
"QUATTRO TAVOLI A TESTA"
titolo del libro che vogliamo dare alle stampe,
scritto a più mani dal gruppo integrato (disabili e normodotati)
"Viaggi fuori dai Paraggi"....

"Una compagnìa di danza-teatro di Torino formata da ragazzi disàbili e nòrmodotàti è invitata a partecipare a Handi-Scène, una rassegna di teatro che si svòlge ogni anno nel mese di giugno in un paesino del nòrd della Francia, nei prèssi di Parigi. Gli attori, 21 persone in tutto, affìttano un pullman, e i personaggi sàltano fuòri…".

Il libro racconta aspetti della disabilità che riteniamo importante far conoscere.
(l'iniziativa fa parte di "Domeniche in Cascina" progetto sostenuto dal
Motore di Ricerca della Città di Torino e dalla Fondazione CRT)

 
FESTA RIGOROSAMENTE AD INVITO  E PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
I POSTI SONO LIMITATI - Invia la tua adesione (indicando in quanti siete,
e NOME E COGNOME di ciascuno)

a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
e attendi la conferma della tua prenotazione.
IL PRESENTE MESSAGGIO E' AUTOMATICAMENTE
UN INVITO PER GLI UTENTI FREE E GLI UTENTI PROFESSIONAL
ISCRITTI AL SITO DI CASCINA MACONDO



PROGRAMMA
ore 21.30 arrivo degli ospiti (è obbligatoria la prenotazione e la puntualità)
ore 22.00 benvenuto e inizio spettacoli
ore 24.00 circa, prima pausa per condivisione cibo e vino
ore 1.00 ripresa spettacoli e performance sino all'alba
 


Il nome "Macondo" che abbiamo dato alla nostra Cascina nel 1992
proviene dal libro "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcia Marquez

" Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche.  Il mondo era così  recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. Tutti gli anni verso il mese di marzo,  una famiglia di zingari cenciosi piantava la tenda vicino al villaggio, e con grande frastuono di zufoli e tamburi faceva conoscere le nuove invenzioni. Prima portarono la calamita. Uno zingaro corpulento, con barba arruffata e mani di passero, che si presentò col nome di Melquìades, diede una truculenta manifestazione pubblica di quella che egli stesso chiamava l'ottava meraviglia dei savi alchimisti della Macedonia.  Andò di casa in casa trascinando due lingotti metallici, e tutti sbigottirono vedendo che i paioli, le padelle, le molle del focolare e i treppiedi cadevano dal loro posto,   e i legni scricchiolavano per la disperazione dei chiodi e delle viti che cercavano di schiavarsi,  e perfino gli oggetti
perduti da molto tempo comparivano dove pur erano stati lungamente cercati,  e si trascinavano in turbolenta sbrancata dietro ai ferri magici di Melquìades…"

 

Si ringrazia Gabriel Garcia Marquez per aver scritto e regalato agli uomini un così grande libro. A lui la nostra gratitudine e il nostro affetto.
 

 

PREFAZIONE AL LIBRO CHE VOGLIAMO STAMPARE
"QUATTRO TAVOLI A TESTA"

L’Haibùn è un gènere letterario di orìgine giapponese.
È il resoconto di un viaggio in cui si altèrnano parti in pròsa e poesìe haikù.
È stato usato dagli Haijin (scrittori di haikù) giapponesi che a pièdi percórsero in lungo e in largo il loro paese nel diciassettèsimo sècolo.
Noi il viaggio a Parigi lo abbiamo fatto in pullman.
Ma considerando la particolare caratterìstica dell’equipaggio (variegato assortimento di persone nòrmodotàte e disàbili lièvi che si muòvono con lentezza deambulante) possiamo, per estensione semàntica, considerare il nòstro viaggio a Parigi, comprensivo delle brèvi passeggiate, della vìsita al parco di Versailles e al parco di Les Mureaux, come un viaggio a pièdi! Abbiamo scelto di raccontarlo con un Haibùn, anche perché i protagonisti conoscévano già l’esistènza dell’ haikù, appreso negli incontri domenicali di Cascina Macondo che dùrano ormài da alcuni anni.
Queste pàgine hanno soprattutto un valore “intèrno”. Ci è piaciuto scrìverle per offrire ai ragazzi una memòria ulteriore. Ma soprattutto perché la nòstra vita, come dice Peter Bichsel, “divènta sensata se ce la possiamo raccontare”.
Alla partènza abbiamo dato un blòck nòtes a tutti, invitando a scrìvere osservazióni, riflessióni, pròsa e haikù. Un mòdo di “fissare” sulla pàgina l’esperiènza. Un esercizio di scrittura che è sèmpre ùtile. Ci ha meravigliato l’entusiasmo con cùi i ragazzi hanno accòlto questo cómpito. L’esperiènza del viaggio sarèbbe stata pòi ripresa a distanza di tèmpo, intorno al camino di Cascina Macondo; i ragazzi avrèbbero lètto ad alta voce le loro annotazióni; avremmo costruìto questo “libro”, piegato i fògli, pinzato le pàgine, rifilato i bordi con la taglierina. Attravèrso esperiènze multisensoriali avremmo rivisitato il viaggio insomma.
Ma ora che il libro è finito e lo teniamo in mano oggètto concrèto, ci sembra di capire che esso travàlica la sémplice utilità “intèrna” che avevamo supposto. Lo consigliamo dunque ai collèghi disàbili, agli educatori, ai genitori, agli operatori del settore, alle istituzioni, agli spònsor. Soprattutto lo consigliamo a coloro che mai hanno avuto mòdo di conóscere e frequentare la disabilità. Potrèbbe èssere per loro una sorpresa la scopèrta di un lèmbo di mondo che non supponévano.
Che siamo affezionati a questi ragazzi è la verità. E’ facile però affezionarsi a ragazzi così dopo averli conosciuti. Che anche i ragazzi ci vògliono bène è la verità.
Ma il nòstro lavorare con loro non ha come scòpo l’affettività. I nòstri obiettivi sono la stima e l’integrazione. I ragazzi lo sanno. Per questo sono sottoposti a un lavoro duro, a continue sollecitazioni e stìmoli, affinché un qualsìasi risultato che essi pòssano raggiùngere, pìccolo o grande, sìa la  conseguènza di un loro vero sfòrzo consapévole, di una loro “volontà” , della scopèrta di un loro talènto recòndito.

       Abbiamo riportato il più fedelmente possìbile ciò che i ragazzi hanno scritto di primo pugno (non hanno avuto mòdo di risistemare i loro appunti). Là dove qualche paròla o frase risultava incomprensìbile abbiamo messo in corsivo una  “traduzione”.  Lo scòpo è mostrare il loro mondo così com’è.
Non tutti gli haikù sono perfètti. Non impòrta. Il fatto è che i ragazzi, anche se in mòdo non del tutto chiaro e consapévole, hanno compreso la “natura” dell’haikù.
Nella stesura abbiamo usato la scrittura ortoèpica, ispiràndoci a un principio di recublènza di Cascina Macondo.

 

Piètro Tartamèlla
Annamarìa Verrastro

 

 

florian  gruppoeiffel  gruppoparigi 

teloorizzontale  teloverticale  nagi

 

 

possibilità di pernottamento
presso la Foresteria “Tiziano Terzani” di Cascina Macondo
a costi di Bed and Breakfast

 

LA FORESTERIA "TIZIANO TERZANI" DI CASCINA MACONDO

IL SALONE "GIBRAN" DI CASCINA MACONDO

GLI SPAZI INTERNI DELLA CASCINA

GLI SPAZI ESTERNI DELLA CASCINA

 

Cascina Macondo-Associazione di Promozione Sociale
Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri (TO)
tel.  fax  011 / 94 68 397  -  cell.  328 42 62 517
email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   -  sitoweb: www.cascinamacondo.com

 

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 14 Agosto 2010 10:55 )
 

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