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sabato 4 settembre 2010 partecipazione gratuita
 SERRAFALÒ E GLI HAIKU DI SERRAVALLE CAMMINANDO
In collaborazione con il Comune di Serravalle Langhe e Casa Aie (CN) www.serravalle-langhe.com durante la giornata di sabato 4 settembre, dalle ore 9,30 alle 18,00: Haiku di Serravalle camminando - LA FORESTA SOSPESA dalle ore 18.00 a notte inoltrata: SERRAFALO' Cascina Macondo propone una camminata ecologica con pranzo al sacco nelle colline delle Langhe, limitrofe a Serravalle, con la produzione di haiku durante il cammino e tappe di lettura pubblica in alcuni luoghi dell’itinerario. Gli haiku prodotti durante la camminata “fotografano”, di Serravalle e delle Langhe, la storia, la natura, i luoghi, i contadini, i fuochi, le case, i campi, i sentieri… La sera appuntamento in Casa Aie in ricordo della tradizionale accensione dei falò nelle colline delle Langhe la sera del 7 settembre. Negli orti di Casa Aie serata-nottata di musica, racconti, haiku, intorno al falò. per chi partecipa alla passeggiata haiku appuntamento alle ore 9.30 di sabato a Casa Aie con zainetto, cibo, acqua, vestiario comodo, qualcosa per coprirsi in caso di pioggia, quaderno o blocknotes con penna e, per chi si ferma anche a Serrafalò, cibo per la sera da condividere intorno al falò. SERRAFALO' Bruno e Vilma Burdizzo hanno una casa laggiù nelle Langhe. Saremo loro ospiti, nel loro frutteto di Casa Aie a Serravalle Langhe (Cuneo). Accenderemo uno dei tanti falò in ricordo del 7 settembre serata in cui centinaia di falò pullulavano nelle valli sino a qualche decennio fa. Intorno al nostro falò una serata di letture ad alta voce con i Narratori di Macondo e musica e poesia.
Ecco cosa consigliano Bruno e Vilma:
" Portate qualcosa da mangiare e bere tenendo presente che staremo seduti nel prato, intorno al fuoco, quindi è meglio qualcosa di semplice e maneggevole...... Noi procureremo, naturalmente, un po' di vino di Langa. Non venite su sbracciati perchè siamo a 800 metri e fa piuttosto fresco la sera... Ma soprattutto portatevi qualcosa da leggere ad alta voce intorno al fuoco !!!!!" nota: in caso di maltempo il Comune di Serravalle mette a disposizione uno spazio al coperto per la manifestazione Istruzioni per arrivare a Serravalle: Serravalle Langhe (attenzione: Langhe, non Scrivia, Sesia eccetera !!! ) è sulla strada che da Alba sale in Langa per poi scendere verso Ceva. Oppure si può anche salire da Dogliani, via Cissone. E' a circa 90 chilometri da Torino, ci vuole normalemente più di un'ora e mezza. L'indirizzo sarebbe Via Belvedere 5, Casa Aie. Ma l'indirizzo, in un paesino come Serravalle, serve a poco: salite nella piazza del paese, vi troverete a destra la chiesa parrocchiale e di fronte il palazzo del comune, che è un palazzotto strano con un grande arco in mezzo e due buffe torrette ai lati. Prendete la stradina che fiancheggia il palazzo a sinistra e percorretela fino in fondo. Vi troverete in una piccola piazzetta con due grossi pini sulla sinistra. Sotto i pini c'è una panchina verde. Lì sotto c'è una casa bassa con un cancelletto di ferro e una tettoia di travi. Quella è casa nostra. Sarebbe bene partire da Torino non dopo le 16.30 in modo da essere su al massimo intorno alle 18.00/18.30 INVIARE UNA EMAIL (
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) PER CONFERMARE LA VOSTRA PRESENZA .
LA NOTTE DEI FALO' NELLE LANGHE
L'otto settembre, tradizionalmente, è il giorno in cui si celebra la natività della Madonna. Da tempi immemorabili, sulle Langhe, i contadini radunavano il fogliame e le sterpaglie del sottobosco, dei noccioleti, degli orti, in attesa della sera del sette settembre vigilia della natività della Madonna. Ricordo, quand'ero ragazzo e passavo le vacanze a Serravalle, che già a fine agosto, sui colli cominciavano a crescere grandi mucchi d'erba secca, foglie e rami. Si metteva tutto lì. Io avvertivo, con una tristezza indescrivibile, la fine delle vacanze. Il sette settembre, la sera dei falò, concludeva l'estate. Ricordo quelle cene mangiate in fretta col sole che scendeva implacabile. "Ci sono già i falò" dicevo col cucchiaio a mezzaria. "E' presto", rispondevano. "Ci sono già, ci sono già", e correvo alla finestra. Non c'erano ancora. Tornavo a tavola, buttavo giù due cucchiaiate e poi... "per me ci sono già", dicevo. Dopo cena papà, con calma, tirava fuori cartina e trinciato e si faceva la sigaretta. L'umettava con la saliva, poi sfregava un cerino e l'accendeva. Io non mi perdevo un suo gesto. Dalla finestra vedevo, o credevo di vedere, nella luce ancora piena del tramonto, un filo di fumo su un colle lontano. "Papà, ci sono già!". Lui si alzava, stancamente, e fischiettando scendeva in cortile. Gli galoppavo dietro. Nel noccioleto stavamo per un po' a guardare lontano. Qualcuno accendeva. Allora papà si chinava alla base del mucchio, stropicciava una carta, strofinava un cerino, e ben presto la paglia avvampava. "Hanno acceso a Cissone" dicevano i vicini. "Guarda Albaretto, quest'anno l'han fatto più grosso!" Papà attizzava con il tridente. Vampate di scintille dorate si alzavano nel cielo terso. Alle prime stelle sembrava che sotto, le valli, le Langhe, fossero anch'esse un cielo stellato di fuochi. Intorno ai falò più vicini si vedevano ombre di uomini e donne, bambini, si sentivano voci.... Bruciava l'estate, bruciava per me la vacanza, veniva la notte, finiva la festa. Stavo ancora fuori, da solo, per un po' a rabbrividire nel vento, finché l'ultimo bagliore di braci, lontano, si spegneva soffocato dal getto di una secchiata d'acqua fresca. Poi rientravo in casa, un po' triste, un po' più vecchio.
Bruno Burdizzo – Serravalle MA NON SOLO
L’8 settembre non è solo la natività della Madonna. È anche il giorno dell’Armistizio. L’8 settembre 1943 l’Italia fascista depone le armi di fronte agli Alleati. L’8 settembre 1947 una commissione di settantacinque deputati elabora il primo abbozzo della Costituzione Italiana. Il 9 settembre 1909 a Santo Stefano Belbo nasce Cesare Pavese autore di “La luna e i falò”.
Cascina Macondo crede nella bellezza di mille fuochi accesi contemporaneamente nelle valli e nelle colline delle Langhe. Noi saremo lì, a Serravalle, come già da alcuni anni facciamo, intorno al nostro falò, nel noccioleto di Bruno e Wilma Burdizzo che lì hanno la loro casa dell’infanzia.
pietro tartamella
HAIKU DI SERRAVALLE CAMMINANDO Itinerario per la passeggiata di Serrafalò - consigli di Bruno Burdizzo -
Questo itinerario, di circa otto o dieci chilometri, si sviluppa nella splendida valle che da Serravalle Langhe scende nelle borgate di Baudrà e dei Fenogli, poi risale nel paesino di Cissone, interessante centro storico, e risale in costa, dolcemente, lungo i sentieri che affiancano la strada provinciale. A passo di marcia si percorre agilmente in due ore, due ore e mezza, ma io vi consiglio di non avere fretta, di fermarvi spesso, di portarvi acqua e qualcosa da mangiare, e di godervi la campagna. Il primo tratto del percorso, da Serravalle fino al Monte delle Vacche, è asfaltato, poi la strada diventa sterrata ma gradevole e pulita. Si passa accanto a un antico pilone votivo in cui un monaco pittore, in tempi recenti, ha dipinto un'icona. Poco più avanti bisogna prendere il viottolo che sale all'interno della pineta. Cercate di raggiungere la radura, in mezzo ai pini, sulla sommità del colle, dove si trova una croce di legno, piantata in mezzo a un'aiuola. Dovrebbero esserci ancora panchine rudimentali per una sosta gradevole all'ombra. Il sentiero che porta dal Monte delle Vacche alla borgata di Baudrà è tutto in costa, panoramico, esce dalla pineta e scende attraversando i campi coltivati. Si arriva presto al "Monte Calvario", che è un'altra pineta. Qui si può seguire il sentiero che cinge il monte in basso, oppure salire in cima e scendere dall'altra parte. Il monte non è nient'altro che una collinetta, il nome è dovuto al fatto che anche qui c'era una croce, oggi scomparsa, dove si facevano processioni. In fondo, subito sopra Baudrà, non mancate di fermarvi un momento in contemplazione. Il panorama, sulla curva del sentiero, è straordinario. La borgata di Baudrà è gradevolmente abitata e vivace, ci sono vecchie case e fienili di pietra e si passa proprio nel cortile. E' un buon posto per fermarsi un attimo e fare due chiacchiere con gli abitanti. La piana dei Fenogli è in basso, nel fondovalle, ed è da attraversare in silenzio. Ci sono case agricole, fienili, stalle, un San Sebastiano trafitto dalle frecce in una nicchia, poi più avanti c'è un piccolo stagno con pesci rossi e rane e poco più avanti c'è un ponticello che attraversa il "ritano". Poco prima dello stagno, a sinistra, c'è una stradina di campagna che si inerpica sul fianco della collina e piano piano risale verso Serravalle. Potrebbe essere un'alternativa per chi non vuole andare fino a Cissone ma io consiglio sicuramente di proseguire con calma lungo la strada asfaltata e di salire nel paese. Anche se la strada è asfaltata, regna comunque la pace e il silenzio, e le macchine sono rarissime. A volte passa qualche trattore. E' zona di leprotti, gazze ladre, ghiandaie, talvolta il picchio martella sui tronchi della foresta, e non è raro, il mattino presto o la sera tardi, incontrare cinghiali, volpi e caprioli. Di notte canta la civetta. Cissone è un paesino stupendo, ottimamente ristrutturato, che gode di una pace straordinaria, vista la sua posizione fuori dalle strade trafficate, appoggiato sul suo colle di tufo, ultimo bastione sulla valle dello Riavolo che scende a Dogliani. Io consiglio di fare un giretto in centro, di fermarvi nella splendida piazzetta di fronte alle due chiese, di respirare un po' di quella pace. A Cissone ci sono alcune aziende agrituristiche e in centro c'è una trattoria sotto un arco che non vi negherà un caffé o una bibita. Purtroppo, nelle Langhe, da qualche decennio, c'è la tendenza a privilegiare la ristorazione all'accoglienza spicciola dei viandanti. Quindi i bar e le osterie sono quasi tutti diventati ristoranti. E' una pessima cosa, secondo me, ma la colpa è del mercato. Il turismo in Langa privilegia ancora le grandi mangiate, le ore passate a tavola, piuttosto che le passeggiate, le soste brevi, il caffé, il bicchier di vino, la merenda lungo il sentiero. Questo è male, a mio parere, e l'unico modo per contrastare questa tendenza è: modificare il mercato. Bisogna riequilibrare il turismo in Langa venendoci anche a passeggiare, a fare gite, a godere il paesaggio, tanto quanto la cucina. Quindi non abbiate timore a entrare in un ristorante e chiedere una bibita o un caffè. Insistete per farveli dare. Magari capiranno che sulle Langhe c'è bisogno ancora e più che mai delle care vecchie belle osterie di una volta. Lasciato Cissone prendete la strada carrozzabile che porta a Serravalle e quando, appena fuori dal paese, vedete sulla sinistra la facciata della chiesetta del camposanto, io vi consiglio di prendere il sentiero che sale dietro la chiesetta, in modo da non camminare sulla strada provinciale. Poco dopo sarete costretti a riprendere la provinciale (che comunque non è molto trafficata) e arrivate fino ai "capannoni" che si trovano lì sulla sinistra. In mezzo a quei "capannoni" c'è anche un negozietto di prodotti biologici nel quale potrete acquistare marmellate, miele, formaggi genuini e altre cosette. Il negozietto ha anche una piccola libreria con pubblicazioni che potrebbero essere interessanti. Lì, ai "capannoni", prendete il sentiero che costeggia la provinciale, sempre sulla sinistra, che sale alla borgata delle Coste e del Baraccone, così eviterete nuovamente di passare sulla provinciale e camminerete nel fresco e nel verde, con una bella vista panoramica su tutta la valle che avete appena attraversato. Dalla piccola borgata del Baraccone la stradina procede in leggera discesa fino a confluire, sulla provinciale, all'imbocco della strada che sale a Serravalle passando accanto al cimitero. Lì, sulla destra della strada del cimitero, proprio all'inizio, c'è un'area di sosta con tavoli e panchine e una fontanella di acqua fresca. Salite poi pazientemente fino in paese ed eccovi sbucare nel centro di Serravalle. A Serravalle ci sono delle stradine parallele, che noi chiamiamo le "contrade", ovvero la "contrada di sotto", la "contrada di mezzo" e la "contrada di sopra", che attraversano il paese ai lati del curioso Palazzo Marchionale che fui del marchesi del Vasto e del Carretto, oggi sede della scuola e del municipio. Purtroppo le case che separavano la contrada di mezzo dalla contrada di sopra sono state abbattute negli anni settanta per far posto a una piazza-parcheggio assolutamente sproporzionata rispetto al paese. Peccato. Ci sono molte alternative di passeggio, e io vi consiglio di smarrirvi un po' e di gironzolare a casaccio. C'è una stradina, che parte più a destra in basso, oltre la trattoria e oltre l'ala del mercato (una bella tettoia in pietra che fu la chiesa di San Rocco) che noi in paese continuiamo a chiamare la via "sotto il castello" perché sulla sommità del colle, accanto alla chiesa parrocchiale, sorgeva una piccola fortezza che fu abbattuta nel XVI secolo dai francesi. La strada passa proprio sotto le mura, ormai scomparse, del castello, e sbuca, insieme alle contrade, sul "Curiù", dove si trova la Casa delle Aie. Tra parentesi, del castello rimane solo, sotto la pazza, sulla via principale, l'arco del "fossato" dove fino a vent'anni fa gracidavano le rane. A proposito dell'ala del mercato, apro un'altra parentesi, della originale chiesa di San Rocco è rimasto quasi niente ma se avete buon occhio potete trovare ancora il faccino della statua di un puttino che è stato ritrovato e inserito tra le pietre. Chi lo trova vince niente, se non la soddisfazione di averlo trovato. Ma per arrivare sul Curiù non dimenticate, assolutamente, di percorrere anche quella che noi continuiamo a chiamare la "Via Nuova", anche se oggi si chiama Via Belvedere, che cinge il paese a occidente, esposta sul tramonto, sulla valle che avete appena attraversato, sui paesi di Cissone, Roddino, e su tutto il panorama dell'alta Padana fino alla catena alpina dominata dal Mon Viso. Lungo questa via si arriva proprio sopra il frutteto delle Aie dove noi vi aspettiamo per il Serrafalò. Parallela alla Via Nuova, più in basso, passa anche la gradevole Via della Braia, una delle poche che ha conservato il nome originale, che arriva proprio sotto il frutteto delle Aie. Gli itinerari di passeggiata, quindi, anche in paese, non mancano. Naturalmente sempre confidando nel bel tempo. Vi auguro una buona passeggiata e sono certo che gli spunti poetici, strada facendo, non mancheranno.
Grazie alla vita che mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi
(Violeta Parra)
Cascina Macondo Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku- Borgata Madonna della Rovere, 4 – 10020 Riva Presso Chieri – TO - Italy tel 011/9468397-www.cascinamacondo.com -
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