Home Category Table CHI HA VARCATO LA SOGLIA TESTIMONIANZA N°6 DI ANNA G.
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
CHI HA VARCATO LA SOGLIA TESTIMONIANZA N°6 DI ANNA G. PDF Stampa E-mail
Scritto da Super Amministratore   
Lunedì 08 Febbraio 2021 18:40

TESTIMONIANZE DI

CHI HA VARCATO LA SOGLIA

 

 mettere a confronto i diversi punti di vista per

SVELARE IL CARCERE,

con l’augurio che le molteplici storie personali di coloro che,

a qualunque titolo, hanno varcato la soglia del carcere, condivise,

possano essere spunto di riflessione,

arricchimento intellettuale e letterario

 

TESTIMONIANZA N°6

 

LETTERA DI UNA MOGLIE

di Anna G. - moglie di un detenuto

nel file mp3 legge Nagi Tartamella

 


Ciao amore mio,

che disperazione venire a trovarti e saperti lì dentro. L'avevi descritto bene, il carcere. Ho fatto due ore di treno, poi mezz'ora di pullman e sono scesa sulla statale deserta, accanto alla tangenziale dove passano i tir. Che squallore, vedere scritto il nome della fermata alla pensilina dell'autobus, carceri. È un nome duro da sopportare e da mandare giù.
Quello che mi ha colpita di più, è stato l'odore del carcere rispetto all'aria gelida e pulita di fuori. Un odore forte, di metallo e di umanità compressa, anche se ieri era un giorno di visita in cui non c'era quasi nessuno. È stata dura essere perquisita. E la poliziotta non era neanche poi così gentile. È una grande tristezza, essere qui, le ho mormorato mentre mi metteva le mani addosso. Poi mi ha anche fatto aprire la bocca e ha indagato sopra e sotto la lingua. Ho dei brutti denti, lo so, ho detto, non è colpa mia. E mi vergognavo senza motivo di vergognarmi. Solo per il fatto di essere lì.
Poi mi hanno dato un foglio con un numero, che era il numero del tavolo al quale avremmo potuto parlare. Era un grande otto disegnato, e ho pensato tra me e me, il numero dell'infinito, com'è infinito il mio desiderio di vederlo, e la mia sete di lui. Poi abbiamo attraversato cortili e porte blindate con i vetri antiproiettile, e finalmente hanno aperto la porta di ferro pesante con una chiave che faceva rumore, e ti ho visto, di là del vetro, il tuo viso da ragazzino. Il tuo sorriso. Per me.
Dimmelo, forse tu lo sai? Che senso ha il carcere? Privare una persona della libertà e basta, non fare niente per lei, non coltivarla come una pianta cresciuta storta cui si mette un'asticella per raddrizzarla. Siete chiusi lì dentro, stipati come bestiame cui non si dà una seconda, o una terza, o una quarta possibilità. Siete esseri umani, cazzo, esseri umani.
Una delle cose che mi ha lasciata con il fiato sospeso è stata la somiglianza dei detenuti con i secondini. Man mano che si aprono le porte, e si attraversano i cortili, il filo che vi unisce e nello stesso tempo vi separa dai vostri carcerieri si assottiglia sempre più. Che tristezza. Anche loro erano uomini, ma ora forse non lo sono più.
Durante il colloquio ti ho chiesto se nel carcere ci sono dei corsi di studio per i detenuti. Mi hai detto che no, a parte, forse, un corso di computer che tu non te la sei sentita di fare. E poi hai aggiunto, I corsi sono per quelli che hanno tanti anni da scontare...
E che differenza fa? Perché ti hanno dato solo un anno tu dovresti uscire senza essere migliore? Ma quale logica perversa è questa, non so capacitarmene. Lo sanno tutti che la situazione dei detenuti in questo paese è drammatica, ma ieri, ieri! Vederti così pallido, come davvero un viso che non vede mai la luce.
Abbiamo parlato tanto, ogni tanto appoggiavo il viso sulle tue mani, le tue mani piccole, da bambino. Mani che non sono mai cresciute. Le tue mani, che tanti direbbero sporche, ma che per me sono le tue. Non tenerle chiuse, schiudile al sole e lascia che il cielo le purifichi di luce e di consapevolezza. Le tue mani. Ti guardavo, ti indagavo gli occhi, come per entrarci dentro. Le due ore di colloquio sono passate in fretta, sono volate via. Poi mi sono ritrovata al sole rancido dell'inverno, sulla statale. È stato bellissimo vederti. Ma quando ti ho lasciato, lo sapevo. Ti stavo lasciando sulla porta dell'inferno. E la pena più grande è non dividere il suo fuoco tremendo con te.
A presto.




chi ha varcato la soglia - il progetto

testimonianza n° 1 di Alice Montaldo - nel file mp3 legge Nagi Tartamella

testimonianza n° 2 di Carmelo Musumeci - nel file mp3 legge Pietro Tartamella

testimonianza n° 3 di Pietro Catalano - nel file mp3 legge Florian Lasne

testimonianza n° 4 di Machiko Takahashi - nel file mp3 legge Roberta Moschella

testimonianza n° 5 di Rossella Scotta - nel file mp3 legge Silvia Restagno

testimonianza n° 6 di Anna G. - moglie di un detenuto
nel file mp3 legge Nagi Tartamella

testimonianza n° 7 di Emilio Toscani - nel file mp3 legge Florian Lasne

testimonianza n° 8 di Bruna Chiotti - nel file mp3 legge Silvia Restagno

testimonianza n° 9 di Antonia Di Polito - nel file mp3 legge Nagi Tartamella

 
testimonianza n° 10 di Anonimo - P.S. detenuto
nel file mp3 legge Pietro Tartamella

 testimonianza n° 11 di Raul Bucciarelli - nel file mp3 legge Matteo Volpato

 testimonianza n° 12 di Mariella C. - nel file mp3 legge Luana Varagnolo

 

 

 MEDIA PARTNERS

Corriere di Chieri e Dintorni,
F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori)

Italia che Cambia
,
Narrabilando blogspot
,
Piemonte Mese,

Lo racconto proprio a te blogspot,

Radio Banda Larga,

Argomenti di Psicologia e Psicoterapia
Newsletter Gianni Donaudi
L'Altra Riva di Francesca De Carolis

Motore di Ricerca città di Torino

Senza Fine Blog di Renata Rusca

 

 

 unione buddhista italiana   cascina macondo

      centro hokuzenko  corriere di chieri   italia che cambia    fara editore  

   piemonte mese    fita     logo lo racconto proprio a te     radio banda larga

   argomenti di psicologia e psicoterapia    motore di ricerca

 




Cascina Macondo A.P.S. (Associazione di Promozione Sociale)

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   -  www.cascinamacondo.com

 

dona il 5 x 1000 della tua dichiarazione dei redditi, non costa nulla,

e il veliero di Macondo avanza nel mare di un altro miglio

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 25 Marzo 2021 17:18 )
 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare