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SUNFLOWER FIELD, Haibun di Ludmila Balabanova, recensione di Antonella Filippi PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Super Amministratore   
Martedì 26 Maggio 2020 07:42

 

 SUNFLOWER FIELD

Haibun e haiku di Ludmila Balabanova

Illustrato da Irina Karakehayova

premio Touchstone Distinguished Book Award

e premio HSA Merit Book Award per il miglior libro di haibun

recensione di Antonella Filippi



“Campo di girasoli”: un’immagine di luce estiva, di sfumature di colore.
Viene subito in mente una serie di quadri di Vincent Van Gogh, in cui alcuni girasoli sono in un vaso posto sul tavolo, oppure recisi: sono soli vibranti, un inno alla gioia e all’entusiasmo, un richiamo alla vita, anche nel momento in cui sono appassiti.
È un richiamo sottile, che ricorda un haiku di Kobayashi Issa:

yo no naka wa / jigoku no ue no /hanami kana

in questo mondo
camminiamo sull’orlo dell’inferno
guardando i fiori


Tutti noi, ogni giorno della nostra vita, ci confrontiamo con i nostri timori, consci o inconsci che siano. A volte riusciamo a farci trasportare da un’epifania: la bellezza del mondo, delle piccole cose, dei brevi momenti qui-e-ora è l’unica cosa che può salvare la nostra umanità.
Tutti i giorni siamo testimoni dall’atrocità assoluta, ma continuiamo a percorrere la nostra strada, effimeri come sono effimeri i fiori.
La fioritura e la nostra vita durano poco: non si fa in tempo a godere della loro estrema bellezza, che già il vento ci trasporta altrove.
E intanto ci angustiamo per cose di poco conto, ci lasciamo trascinare dai sentimenti negativi, camminiamo sull’orlo dell’inferno interiore.
Siamo in bilico tra un mondo fatto di bellezza e il vuoto del nostro nulla, della “splendida bugia” che è la costruzione mentale di essere quello che siamo.
Dove si nasconde il dolore, dove la malinconia? Dove i brevi momenti che riempiono il cuore di una tale gioia che tutto il resto è solo rumore?
Mentre rileggo il libro di Ludmila Balabanova sul treno, una voce elenca i 10 punti stabiliti dal Ministero della Salute per affrontare l’emergenza coronavirus, e li ripete in inglese, ricordando ai passeggeri distratti la transitorietà e la fragilità delle cose e della vita.
Mi riporta alla mente un haiku di Matsuo Bash?:

inazuma ni satoranu hito no tattosa yo


com’è ammirevole
chi non pensa “la vita fugge”
quando vede il lampo


È proprio questo: i momenti delineati da Ludmila Balabanova con brevi frasi ci ricordano la necessità di vivere intensamente la fragile felicità che ci tocca in dono ogni giorno e forse più spesso di quanto pensiamo, di riconoscerla nel lampo del suo manifestarsi. La felicità di un incontro, di una passeggiata, di un lavoro ben fatto, di un figlio o di un compagno di cammino.
Un’equazione ben formulata: togliere da ciò che ci accade i “film” mentali che facciamo. Quello che resta è molto, anche quando è una briciola.
Le brevi pagine non sono enunciazioni, sono piuttosto contenitori di memoria ed emozione all’interno dei quali calarci per scoprire luminose verità che tutti condividiamo.
Il non-detto è la traccia da riempire con le nostre emozioni, ricordi, sofferenze, risate.
Condotti dalla mano esperta di Ludmila Balabanova ci inoltriamo, seguendo questo nuovo Virgilio, ad affrontare l’inferno della paura della perdita, il purgatorio delle separazioni, il paradiso della gioia condivisa.
Leggere e poi rileggere questo libro, per raccogliere i frammenti che Ludmila Balabanova dissemina lungo il percorso, per portarci nel bosco interiore ad affrontare il lupo e a lasciarci illuminare dai girasoli.

Antonella Filippi

                                                    

TRADUZIONE

SUNFLOWER FIELD

Haibun and haiku by Ludmila Balabanova

Illustrated by Irina Karakehayova


"Sunflower field": an image of summer light, of shades of color.
A series of paintings by Vincent Van Gogh immediately comes to mind, in which some sunflowers are in a vase placed on the table, or cut: they are vibrant suns, a hymn to joy and enthusiasm, an appeal to life, even in the moment in which they withered.
It is a delicate recall, that brings to mind one of Kobayashi Issa’s haiku:

yo no naka wa / jigoku no ue no / hanami kana
in this world / we walk on the edge of hell / looking at the flowers

All of us, every day of our lives, face our fears, conscious or unconscious. Sometimes we manage to get carried away by an epiphany: the beauty of the world, small things, short moments here-and-now is the only thing that can save our humanity.
We are witnesses of absolute atrocity every day, but we continue to walk our way, ephemeral as flowers are ephemeral.
Flowering and our life do not last long: we do not have time enough to enjoy their extreme beauty, that the wind already carries us elsewhere.
In the meantime, we worry about trivial things, we let ourselves be carried away by negative feelings, we walk on the edge of inner hell.
We are in the balance between a world made of beauty and the void of our nothingness, of the "splendid lie" which is the mental construction of being who we are.
Where does the pain hide, where the melancholy? Where the short moments that fill the heart with such a joy that everything else is just noise?
As I reread Ludmila Balabanova's book on the train, a voice lists the 10 points established by the Ministry of Health to deal with the coronavirus emergency, and repeats them in English, reminding distracted passengers of the transience and fragility of things and life.
This Reminds me of a haiku by Matsuo Bash?:

inazuma ni satoranu hito no tattosa yo
how admirable / to see lightning / and not think life is fleeting

It is precisely this: the moments outlined by Ludmila Balabanova with short sentences remind us of the necessity to live intensely the fragile happiness that touches us as a gift every day and perhaps more often than we think, to recognize it in the flash of its manifestation. The happiness of a meeting, a walk, a job well done, a son or a travel companion.
A well formulated equation: to remove the mental "films" we make from what happens to us. What's left is a lot, even when it's a crumb.
The short pages are not statements, they are rather containers of memory and emotion within which we can descend to discover bright truths that we all share.
The unsaid is the track to be filled with our emotions, memories, sufferings, laughter.
Led by Ludmila Balabanova’s expert hand we move forward, following this new Virgil, to face the hell of the fear of loss, the purgatory of separations, the paradise of shared joy.
Read and then reread this book, to collect the fragments that Ludmila Balabanova disseminates along the way, to take us into the inner forest to face the wolf and to let ourselves be illuminated by sunflowers.

Antonella Filippi

 

 

PRIME IMPRESSIONI

Chi è interessato a ordinare una copia del libro SUNFLOWER FIELD di Ludmila Balabanova, può scrivere all’Editore a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Distances
Illusione della sicurezza; siamo insignificanti, invisibili; se ci allontaniamo un po’ da noi stessi, se ci vediamo dall’esterno relativizziamo le cose. Ma il sole è lì, radicato nel cielo, e rassicura.

Helix
Il risveglio dell’attenzione: “la vita è quello che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti”, e così di colpo ci accorgiamo di cosa è successo tra una mancanza di attenzione e l’altra.
Sorpresa e comprensione.

Solar eclipse
E’ di una tristezza commovente e profonda, un breve passaggio di una vita che resta come ricordo e luce, che se ne va come un’eclisse. Quanto dolore, abbandono, lacrime, malinconia nelle parole non dette nell’haibun, che ritornano nell’haiku, che invece ha una dolcezza consolatoria e buona: tanti bimbi non cresciuti, una miriade di stelle alte nel cielo.

Chocolate
La distanza tra il desiderio e l’anticipazione con la realtà di un evento.
Anche un singolo albero rappresenta una foresta: passare dal simbolo alla realtà spesso lascia l’amaro in bocca.

Beyond physics
Quasi divertente, le “leggende”e credenze infantili, mai messe in discussione perché fanno parte del tessuto della nostra crescita, perdurano in età adulta e rimangono finché qualcuno ce ne fa notare l’incongruità.

Little white bunny

Tenerezza, complicità, la prima morte con cui confrontarsi, che è anche la morte dell’infanzia, oltre che di un animale da compagnia, ormai diventato membro della famiglia a tutti gli effetti.
Il vento non si ferma mai in alto, e così i ricordi/il ricordo.

Snow
Tenerezza dei ricordi, dolcezza di una vita passata insieme. Il bianco è il leitmotiv dell’haibun e dell’haiku. Il bianco e nero del film indica che non c’è solo la bellezza (ricordi, tempo vissuto,..), ma anche la sua controparte come necessario bilanciamento. Non c’è solo la luce, ma anche l’oscurità, personale e altrui (di nuovo il tema dell’eclisse).
Dichiarazione d’amore: i due pupazzi di neve che ancora, dopo tanto tempo, si baciano e passano la vita insieme.
Ma i pupazzi di neve, si sa, durano il tempo di una stagione… è forse indice della difficoltà di portare avanti ogni relazione con la stessa gioia iniziale?

Accidental meeting

E’ un racconto d’amore in poche parole, quasi una sceneggiatura filmica: sono delineati sentimenti, strategie, tipici dei primi incontri e inseguimenti amorosi. Ma il racconto prende un’altra direzione, quella dell’amore impossibile e della malinconia di eventi che, nella trama delle nostre esistenze, non possono realizzarsi. Gli occhi azzurri e i fiordalisi sono accomunati, ma l’amore che riempie i primi non è possibile.

Parting
“Parting is such sweet sorrow” dice Giulietta a Romeo nella più nota tragedia amorosa al mondo. Separarsi è un dolce dolore, perché si sa o si spera di riunirsi ancora. Il dolore più grande è essere separati, passare da “noi” e “nostro” a “io, tu, mio, tuo”. Questo è un dolore che non ha solo a che vedere con la relazione amorosa o amicale, è un problema di fondo della persona (maschera), dell’individuo (ciò che non è diviso, ciò che è singolo): pensiero autoreferenziale, non essere mai unito, come essere umano, ad altri (come gruppo, lavoro, famiglia, relazione, amicizia,..), non “sentire” gli altri (empatia). E nell’haiku ritorna la dicotomia.
Di nuovo light & dark (come eclisse, dicotomia).

Today

In sette righe un’intera, poetica, giornata. Ma la speranza non muore, si addormenta, vaga nei sogni e si risveglia ogni mattina. Le stelle possono essere lontane, ma qualcosa sempre ce le ricorda.

A private conversation

Come nel film “Le vite degli altri”, qualcuno ascolta una conversazione tra un uomo, che parla al telefono, e una donna della quale non si odono le parole. Diventa quasi un gioco immaginarne le risposte. Accuse, scuse, incomprensioni, incomprensioni, incomprensioni…

Artificial tears
Mancano le lacrime, quelle vere, manca reimparare a “sentire” e smettere di comportarsi come un computer. Questo viene detto chiaramente nell’haiku.

Without a watch
Anche questo haibun è sulla falsariga di quello precedente: una delle lancette dell’orologio si rompe, l’unità fatta di due si rompe, e l’individuo da solo non sa più come procedere, come segnare il proprio tempo. Al contrario, la natura è perfettamente in grado di farlo: quando il sole si nasconde all’orizzonte, il cielo si oscura, ma rende visibili le stelle, in grado, come il sole di giorno, di indicarci una direzione e un tempo.

Sunflower field

E ancora, sulla falsariga dei due precedenti, questo haibun: se smettiamo di essere “individui”, indivisi, singoli e separati dagli altri, possiamo renderci conto della verità: nostra, altrui, delle cose e degli eventi, e recuperare la DIGNITA’. Rallentare per avere, paradossalmente, più tempo. Tempo di qualità, per noi e per chi ci è caro, e non tempo della fretta, tempo da riempire solo di “cose da fare” e non di momenti da ricordare.

Dazzling light

Di nuovo una contrapposizione tra luce e buio, tra luce e oscurità, un’altra eclissi, come in attesa di un’epifania che ci consenta si fondere questi opposti. Buco nero e buco luminoso, entrambi inghiottono chi si avvicina, entrambi rendono invisibili coloro che li attraversano. Cosa uscirà dall’altra parte?

Seasons
L’emozione condivisa non separa, anche a distanza, ma unisce.

Wind
Poetico, una stagione di mezzo tra autunno e inverno, un’età in cui può ancora succedere ogni cosa e avverarsi ogni desiderio, come quello di vedere Venezia prima che affondi.

Mother
Presenza e importanza materna, una madre che rimane nel ricordo e in quello che si è diventati, un esempio da seguire, stagione dopo stagione. Forse ora non c’è più, è una notte invernale con una falce di luna crescente che viene nutrita di luce, la luce lasciata dalla madre alla figlia che sta crescendo (gravidanza?). La morte giornaliera della persona che eravamo e la nascita di qualcosa di sempre nuovo.

Old photo

La luce di un treno che passa nella notte è simile alle fotografie di famiglia: tanti ormai non ci sono più e rivederli nelle fotografie, ormai immutati, ormai giovani per sempre, più giovani di noi, dei nostri figli, dà un senso di tenerezza e struggimento e rimpianto. Poco è il tempo fra il tramonto e l’alba, scandito dalle memorie che ci ricordano di non perderlo. Non un orologio, ma un cuculo o un orologio a cucù: di nuovo la natura che ci ricorda dolcemente che il nostro tempo è limitato e che anche noi, un domani, saremo un ricordo per chi verrà dopo di noi. Sta a noi decidere che tipo di ricordo vogliamo essere. Può essere un gioco: ciò che penseranno di me domani è dato da come gioco le mie carte oggi con quelli che mi sono cari.

High lake
Una bella e poetica rappresentazione della vita, un percorso che sale lungo una montagna. Ma si sa che ci sono serpenti velenosi, uno per ognuno di noi. Tutte le nostre negatività possono morderci, avvelenarci il percorso, costringerci a regredire, a tornare indietro sui nostri passi; possono fare male anche a chi è vicino a noi lungo il percorso. La foresta è meravigliosa (Lama Pema Chödrön “Il fatto che consideriamo la nostra condizione come paradiso oppure come inferno dipende dal nostro tipo di percezione”), ma ne godiamo solo se ci fermiamo ogni tanto ad ammirarla, sentendo il cuore e il respiro pieni di gioia. Se camminiamo dobbiamo stare attenti al nostro serpente.  Quando superiamo la linea degli alberi, gli affanni, le delusioni, la paura,.. ci attende un lago che riflette il cielo. Anche le ombre, le nostre ombre, si adagiano per riposare.

                              
                    

FIRST IMPRESSIONS

If someone is interested in the book SUNFLOWER FIELD by Ludmila Balabanova, can ordered it from the publisher by email at: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Distances
Illusion of security; we are insignificant, invisible; if we move away from ourselves a little, if we see ourselves from the outside, we relativize things. But the sun is there, rooted in the sky, and reassures.

Helix
The awakening of attention: “life is what happens to us while we are busy making other plans", and so we suddenly notice what happened between one lack of attention and the other. Surprise and understanding.

Solar eclipse
It is of a moving and profound sadness, a brief passage of a life that remains as a memory and a light, which goes away as an eclipse. How much pain, abandonment, tears, melancholy in the unspoken words in the haibun, which return in the haiku, which has instead a consoling and good sweetness: many children who did not grow up, a myriad of stars high in the sky.

Chocolate
The distance between desire and anticipation with the reality of an event.
Even a single tree represents a forest: passing from the symbol to reality often leaves a bad taste in the mouth.

Beyond physics
Almost amusing, the "legends" and childhood beliefs, never questioned because they are part of the fabric of our growth, persist in adulthood and remain until someone points out to us their incongruity.

Little white bunny

Tenderness, complicity, the first death to deal with, which is also the death of childhood, as well as a pet animal, which was a full-fledged member of the family.
The wind never stops high, and so do the memories.

Snow
Tenderness of memories, sweetness of a life spent together. White is the leitmotiv of haibun and haiku. The black and white of the film indicates that there is not only beauty (memories, the  time which had been passed together,..), but also its counterpart as a necessary balance. There is not only light, but also darkness, personal and others' (again the theme of the eclipse).
Declaration of love: the two snowmen that still, after a long time, kiss and spend their lives together.
But you know, the snowmen last a season ... is it an indication of the difficulty of carrying on each relationship with the same initial joy?

Accidental meeting
It is a love story in a few words, almost a film script: feelings, strategies, typical of the first encounters and love pursuits are outlined. But the story takes another direction, that of impossible love and melancholy of events which, in the plot of our lives, cannot be realized. Blue eyes and cornflowers share a similarity, but the love that fills the first ones is not possible.

Parting
"Parting is such sweet sorrow" says Juliet to Romeo in the most famous love tragedy in the world. Separation is a sweet sorrow, because one knows or hopes to reunite again. The greatest pain is being separated, going from "us" and "ours" to "me, you, mine, yours". This is a pain that does not only have to do with love or friendship, it is a fundamental problem of the person (“mask”), of the individual (that means “what is not divided, what is single”): self-referential thought, never being united, as a human being, with others (as a group, work, family, relationship, friendship, ..), not "feeling" others (empathy). And in haiku the dichotomy returns.
Again light & dark (as an eclipse, a dichotomy).

Today
A whole, poetic, day in seven lines. But hope does not die, it falls asleep, wanders in dreams and awakens every morning. The stars may be distant, but something always reminds us of their existence.

A private conversation
As in the film "Das Leben der Anderen” (The Lives of Others), someone listens to a conversation between a man who speaks on the phone and a woman whose words are not heard. It becomes almost a game to imagine the answers. Accusations, excuses, misunderstandings, misunderstandings, misunderstandings ...

Artificial tears

The real tears are missing, the learning to "feel" and stop behaving like a computer is missing. This is clearly said in haiku.

Without a watch

This haibun is also along the same lines as the previous one: one of the clock hands breaks, the unity made of two breaks, and the individual alone no longer knows how to proceed, how to mark his/her own time. On the contrary, nature is perfectly capable of doing it: when the sun hides on the horizon, the sky darkens, but makes the stars visible, able, like the sun during the day, to show us a direction and a time.

Sunflower field
And again, along the lines of the previous two, this haibun: if we stop being "individuals", undivided, single and separate from others, we can realize the truth: ours, of other persons, of things and events, and recover DIGNITY. Slowing down to have, paradoxically, more time. Quality time, for us and for those who are dear to our heart, and not time for haste, time to fill only with "things to do" and not with moments to remember.

Dazzling light
Again a contrast between light and darkness, between light and dark, another eclipse, as if waiting for an epiphany that allows us to merge these opposites. Black hole and luminous hole, both swallow those who approach them, both make those who pass through them invisible. What will come out on the other side?

Seasons
Shared emotion does not separate, even from a distance, but unites.

Wind
Poetic, a middle season between autumn and winter, an age in which everything can still happen and every desire can come true, such as seeing Venice before it sinks.

Mother
Maternal presence and importance, a mother who remains in memory and in what we have become, an example to follow, season after season. Maybe she's gone now, it's a winter night with a crescent moon that is fed with light, the light left by the mother to the growing daughter (pregnancy?). The daily death of the person we were and the birth of something always new.

Old photo

The light of a train that passes in the night is similar to family photographs: many are no longer there and seeing them in the photographs, now unchanged, now young forever, younger than us, our children, gives a sense of tenderness and yearning and regret. Little is the time between sunset and sunrise, marked by the memories that remind us not to lose it. Not a clock, but a cuckoo or a cuckoo clock: again nature that gently reminds us that our time is limited and that we too, tomorrow, will be a memory for those who come after us. It's up to us to decide what kind of memory we want to be. It can be a game: what they will think of me tomorrow is given by how I play my cards today with those who are dear to me.

High lake
A beautiful and poetic representation of life, a path that climbs a mountain. But we know that there are poisonous snakes, one for each of us. All our negativities can bite us, poison the path, force us to regress, to go back on our steps; they can also hurt those close to us along the way. The forest is wonderful (Lama Pema Chödrön "The fact that we consider our condition as heaven or as hell depends on our type of perception"), but we only enjoy it if we stop every now and then to admire it, feeling the heart and breath full of joy. If we walk we must pay attention to our snake. When we overcome the line of trees, the worries, the disappointments, the fear, .. a lake that reflects the sky lies ahead of us. Even the shadows, our shadows, lie down to rest.

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Maggio 2020 16:19 )
 

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