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Home Archivio News-Eventi IN LIBRERIA "SULLE ORME DI BASHO' - le declinazioni del viaggio - di Pietro Tartamella
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IN LIBRERIA "SULLE ORME DI BASHO' - le declinazioni del viaggio - di Pietro Tartamella PDF Stampa E-mail
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News - News
Scritto da Super Amministratore   
Mercoledì 01 Gennaio 2020 15:17

 

IN TUTTE LE LIBRERIE

LIBRO SULLE ORME DI BASHò
 

SULLE ORME DI BASHÒ - LE DECLINAZIONI DEL VIAGGIO

racconti di comunità a cura di Piètro Tartamèlla 

La Ruòta Edizioni Collana Cascina Macondo


cerchiamo luòghi dove presentare il libro

(scuole, biblioteche, librerie, teatri, circoli culturali,  sale consiliari, caffè letterari,
case private, negozi, cascine, cortili, cinema, cimiteri, vagoni, bocciòfile, campeggi, hotel,
sale d'attesa, stazioni, cantine, carceri, ospedali...)

scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


 

Il pomeriggio o la sera dove presenteremo il libro, l’Associazione di Promozione Sociale “Cascina Macondo” di Riva Prèsso Chièri, con la collaborazione di coloro che metteranno a disposizione un luògo, cercheranno di coinvòlgere bambini, genitori, insegnanti e cittadinanza, nell’ascolto dei racconti di viaggio tratti dall’antologìa “SULLE ORME DI BASHÒ” di Piètro Tartamèlla - La Ruòta Edizioni Collana Cascina Macondo.

I Narratori di Macondo porteranno gli ascoltatori in un mondo variopinto di luòghi e itinerari che lasceranno un seme di riflessione, di ristòro, e di sorriso.
L’antologìa è la conclusione di un progètto di scrittura creativa realizzato con il contributo dell’UBI (Unione Buddhisti Italiani) e con il suppòrto del Cèntro Hokuzènko di Torino, che ha visto coinvòlti un gruppo di detenuti della casa di reclusione Rodolfo Morandi di Saluzzo, bambini della scuòla elementare Silvio Pèllico di Chièri con le insegnanti Giusy Amitrano (classe 3b) e Valentina Noèro (classe 3a), le classi elementari di Riva Prèsso Chièri con le insegnanti Donatèlla Beltramo (classe 4i), Federica di Maio (classe 4h), Marco Pautasso (classe 4g), studènti dell’Istituto Vittone di Chièri, classe 2CTT, con l’insegnante Silvia Restagno, ragazzi disàbili del Motore di Ricerca della città di Torino, VI° Circoscrizione, e alcuni scrittori di Cascina Macondo.

Circa 500 persone coinvòlte che hanno prodotto 150 stòrie di viaggio in stile haibùn, che si conclùdono dunque con un componimento haikù.
L’antologia esplòra il viaggio e tutte le sùe possìbili sfaccettature e declinazioni. “Un’Odissèa nello spazio, un Barone Rampante, Sindbad il marinaio, un viaggio al cèntro della tèrra, ventimila leghe sotto i mari, il giro del mondo in 80 giorni, l’angusto sentièro del Nòrd, Ulisse che ritorna a Ìtaca… sono viaggi fin tròppo evidènti. Salire su una scaletta per appèndere un quadro alla parete, anche se sono pòchi gradini, è un viaggio. Andare a prèndere un gelato sul lungomare è un viaggio. È sèmpre un viaggio l’abbandonarsi ai ricòrdi, alla nostalgìa, al rancore, ai sogni. Fare una vìsita in ospedale ad un amico ammalato è un viaggio. Chinarsi a raccògliere una moneta caduta per tèrra è un viaggio. Anche lèggere un libro è un viaggio, non solo per il lènto sfogliare delle pagine… L’alzarsi al mattino e il coricarsi la sera, sono le dùe sémplici azioni che racchiùdono il viaggio di ogni nòstro giorno. Tutto è viaggio”. (dalla prefazione di Piètro Tartamèlla)

Caratterìstica particolare del libro è la sùa stesura con accentazione ortoèpica lineare, precisa scelta editoriale di Cascina Macondo, che consiste nella scrittura della lingua italiana con la règola di accentare obbligatòriaménte non solo le paròle tronche, come normalmente accade, ma anche le paròle sdrùcciole, e di segnalare con l’accènto grave sulle sìllabe tòniche, il suòno apèrto della vocale “è” e della vocale “ò”, trasferèndo così al lettore tutte le informazioni ùtili e necessarie per un’esatta pronuncia della lingua italiana.

Altre particolarità dell’antologìa sono la traduzione in latino di 36 haikù di P. Tartamèlla, a cura di Arianna Sacerdòti docènte di lingua latina all’Università di Nàpoli, e il suggestivo racconto parallèlo, la cornice che Tartamèlla ha creato per legare fra loro i divèrsi racconti.
L’antologìa, esplorando i territòri della Borgata Madonna della Róvere, fornèndo informazioni e curiosità stòriche, coinvolgèndo contadini, allevatori, personaggi caratterìstici della zòna, divènta anche un’interessante fotografìa dei luòghi del Chierese e della Piana di Riva.

 

prefazione 1

di Piètro Tartamèlla


Lo sapevo già, ma superficialmente. Ora, dopo avér lètto i molti haibùn raccòlti in questa antologìa, il concètto di viaggio mi appare decisamente chiaro e nìtido, con una consapevolezza che non hò mai avuto prima. Il viaggio è l’elemento costante, perènneménte presènte nella vita di ogni èssere umano.
Il viaggio avvòlge le nòstre esistènze, le guida, le cambia, le stravòlge. Come un lìquido amniòtico esso avvòlge la vita. E ci sono in continuazione partènze, sòste, arrivi, incontri, rischi, sorprese, delusioni, cambiamenti di rotta, bagagli, zavòrre, giòie, scopèrte, conquiste, ferite, pèrdite, a vòlte compagni di viaggio.
Tutto è viaggio.
Un’Odissèa nello spazio, un Barone Rampante, Sindbad il marinaio, sino a Parigi in autostòp, un viaggio al cèntro della tèrra, ventimila leghe sotto i mari, il giro del mondo in mongolfièra, l’angusto sentièro del Nòrd, Ulisse che ritorna ad Ìtaca… sono viaggi fin tròppo evidènti.
Salire su una scaletta per appèndere un quadro alla parete, anche se sono pòchi gradini, è un viaggio.
Andare a prèndere un gelato sul lungomare è un viaggio.
Ogni vòlta che si va dal tabaccaio per rifornirsi di sigarette compiamo un viaggio e, quando la doménica troviamo il tabaccaio chiuso, quel viaggio divènta ancora “più viaggio” in quanto siamo costretti a utilizzare la macchinetta distributrice e dobbiamo affrontare il cimento di rocambolesche arrampicate sulla grata della serranda, con la mano o il braccio infilati tra le maglie nel tentativo di azzeccare, in quell’equilibrio incèrto e barcollante, la fessura della macchinetta per inserirvi la carta sanitaria o la tèssera d’identità.
Il corteggiamento è un viaggio.
L’innamorarsi un viaggio più grande.
Un qualunque appuntamento, non è forse un viaggio?
L’equilibrista che in un circo cammina sul filo d’acciaio sospeso nel vuòto, sta facèndo un viaggio? Cèrto, anche quello è un viaggio.
È sèmpre un viaggio l’abbandonarsi ai ricòrdi, alla nostalgìa, al rancore, ai sogni.
Fare una vìsita in ospedale ad un amico ammalato è un viaggio. Chinarsi a raccògliere una moneta caduta per tèrra è un viaggio. Il pranzo e la cena sono viaggi.
Attraversare una strada è un viaggio.
Anche lèggere un libro è un viaggio, non solo per il lènto sfogliare delle pagine…
L’alzarsi  al mattino  e  il  coricarsi  la  sera  sono le dùe sémplici azioni che racchiùdono il viaggio di ogni nòstro giorno.
Tutto è viaggio.

viaggio di nòzze
l’anèllo che hò perduto
in una capriòla


Iter nuptiarum
anulus quem amisi in caput
me provolvens

 

 


unione buddhista italiana   cascina macondo

      centro hokuzenko        ministero di grazia e giustizia  

 


LIBRO SULLE ORME DI BASHò

  -  SULLE ORME DI BASHÒ
     LE DECLINAZIONI DEL VIAGGIO

     di Piètro Tartamèlla
     La Ruòta Edizioni Collana Cascina Macondo
  -  Antologìa di 150 Haibùn
  -  380 pagg.
  -  formato 15 x 21
  -  èuro 13 + spese di spedizione
  -  accentazione ortoèpica lineare a cura di
     P.Tartamèlla e F. Alineri
  -  copertina di Harmless
  -  còdice ISBN: 978-88-31457-00-2
  -  prefazioni di: Bruna Chiòtti, Anna Marìa Verrastro,
     Arianna Sacerdòti, Mario Nanmòn Fatibène, Piètro Tartamèlla



Lèggere è bèllo
come scrìvere, viaggiare,
fare l’amore”

(Piètro Tartamèlla)

 

partita iva e còdice fiscale per donare il 5 x 1000:  06598300017


codice IBAN: IT73Y0306909606100000013268
per donazioni liberali e contributi sostenitori


 -  dona il 5 x 1000 della tùa dichiarazione dei rèdditi, non còsta nulla,

e il velièro di Macondo avanza nel mare di un altro miglio  -

 

 

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FORESTERÌA “TIZIANO TERZANI”

 

 

ANNO 2020 - CALENDARIO PRESENTAZIONI LIBRO

"SULLE ORME DI BASHO - le declinazioni del viaggio "

 

 

SABATO 14 MARZO 2020, ore 17.30 - Riva Presso Chieri (TO)
Cascina Macondo, Borgata Madonna della Rovere, 4

 

SABATO 25 APRILE E DOMENICA 26 APRILE - Riva Presso Chieri (TO)
Cascina Macondo, Borgata Madonna della Rovere, 4
AD ALTA VOCE IN UN WEEKEND
LETTURA INTEGRALE A PIU VOCI DEL LIBRO "SULLE ORME DI BASHO"

 

 

 

 

"SULLE ORME DI BASHO"

COSA NE PENSANO I LETTORI

 

Inviaci le tue impressioni, i tuoi commenti, la tua recensione.
Quattro righe insomma che raccontano l'impatto con questo libro.

Le inseriremo su questa pagina.
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Francesca De Carolis

In quanti modi si può viaggiare? “Ulisse che torna a Itaca, Sindbad il marinaio… sono viaggi fin troppo evidenti”. Da Cascina Macondo, arriva un racconto pieno di poesia, e della magia, nel bene e nel male, del nostro andare nella vita. Un bel regalo in questi tempi di reclusione collettiva…


Cascina Macondo
Immaginate un pezzetto di terra, ai piedi di un grande rovere. Tutto lì, in un quadrato di cinque metri per cinque, i lati tracciati col gesso a delimitarne lo spazio. “Una sorta di cella all’aperto, ma anche una sorta di fortezza inaccessibile a chiunque” dove Ah-Che-Waga-Chun decide di rinchiudersi per un tempo indefinito. Ah-Che-Waga-Chun, “colui che s’arrampicò sull’albero”, è il nome indiano di Pietro Tartamella. Il nome di quando, con la moglie Anna, Anna Maria Verrastro, attraversava l’Italia, per piantare nelle piazze di paesi e città una grande tenda indiana, dove accogliere a decine bambini, per raccontare loro bellissime storie… Affascinante vita di artisti di strada…
Pietro e Anna sono poi diventati in qualche modo stanziali fondando, sul limite della campagna fra Torino e Asti, Cascina Macondo, dove sono nate mille e mille attività e progetti, che molto si sviluppano intorno alla parola, al narrare… Ma artisti di strada si è per sempre, un po’ come un voto, una benedizione, un sacramento… e anche se arrivano il tempo e gli impedimenti dell’età ben matura in cui muoversi per il mondo con una tenda diventa troppo impegnativo, Pietro ai viaggi non rinuncia, e ha inventato una cosa bellissima… sono stati i viaggi ad arrivare a lui, attraverso i racconti di decine e decine di amici che hanno risposto all’invito ad accorrere intorno alla sua cella-fortezza all’aperto, con le parole ciascuno del proprio narrare. Tutti a sfilare davanti al leggio, sotto l’alta quercia che svetta vicino alla chiesetta della Madonna della Rovere, a un passo da Cascina Macondo.

Sulle orme di Bashò

I loro racconti, nella cornice affabulatoria di Pietro Tartamella, sono ora raccolti in un libro: “Sulle orme di Bashò, le declinazioni del viaggio”, che innanzitutto ci ricorda che “tutto è viaggio” e come un viaggio può essere narrato. “Salire su una scaletta per appendere un quadro, innamorarsi, abbandonarsi ai ricordi, andare a trovare un amico… leggere un libro…”. E chi può insegnarlo meglio di Bashò, poeta giapponese del periodo Edo, maestro della poesia haiku, che percorse a piedi 2500 chilometri lungo le strade del Giappone. E che bel regalo, questo libro arrivato giusto giusto in questo tempo di reclusione collettiva…

Provate a immaginare… Vecchi e nuovi amici, ragazzini delle scuole, ciclisti di passaggio, uno scalatore… tutti si fermano davanti al leggio, e intorno a Pietro, rigorosamente rispettando il confine di gesso tracciato sull’erba, si alternano a leggere ciascuno i propri racconti, che in realtà sono haibùn (e così ho imparato anch’io una nuova parola, gli haibùn sono racconti di viaggio intercalati da haiku, brevissimi componimenti poetici composti in genere da tre versi). Come Tommaso, ragazzino delle elementari che “sogno in grande / e navigo, navigo… e mi risveglio"  //  "sogno e volo / ma non dimenticherò / di ritornare”, o Rachele “che avrebbe messo le sue mani sul leggio come a tenere le briglie di un cavallo”, o il gruppo di monaci zen di Torino:  “…quello che ero doveva morire/ e la marionetta bruciò nel fuoco del cambiamento”. E Silvia, molto tesa, che doveva badare alla propria balbuzie: “eravamo in un albergo vicino alla spiaggia…  sul lungo mare / piedi bagnati dall’acqua / ombre di luna…”.

Haibùn e haiku

Arriva anche un gruppo di persone detenute nel carcere di Saluzzo (Pietro Tartamella molto si occupa di carceri, dove insegna), lì in permesso, anche loro a leggere haibùn della loro vita: “l’ascensore aprendosi lentamente spalanca le sue fauci inghiottendoci. Raggiunto il corridoio mi incammino verso quel cubicolo che sarà la mia nuova cella…  viaggio infinito / nuove celle e catene / a un tiro di fionda”.
Una nota: i detenuti non hanno avuto l’autorizzazione a comparire nel libro firmando i racconti con i loro nomi e cognomi, benché a loro sarebbe piaciuto, così compaiono firme bizzarre: Grifone numerario, Piccolo-lupo-che-vaga -nella-prateria, Lingua Pungente…murati vivi / intenti a lavorare / parole nuove”… Sullo sfondo, quello che accade intorno e che Pietro annota e, narrando, ci restituisce. Come lo spettacolo inconsueto di un pastore con il suo gregge, e la lettura è sospesa per guardare le pecore passare, finché il campo torna libero…, o l’arrivo di Giuseppe l’agrifabbro, che si ferma ad ascoltare seduto sul suo trattore, e poi quello di un bimbetto col suo triciclo… Tanta vita scorre nei racconti e tutto intorno, tante storie che sono frammenti di esistenze raccolti nelle pieghe del nostro andare… E non solo dell’affollato universo che gravita intorno a Cascina Macondo. Il libro termina con “L’angusto sentiero del nord”, il racconto del mitico viaggio di Matsuo Bashò. “… non è la strada la nostra vera dimora? Lo mostrano i poeti d’un tempo che hanno incontrato la morte camminando”.

Francesca De Carolis, blog REMOCONTRO

 

Roberta Moschella
Non ho mai avuto una spiccata passione per i viaggi e, per natura, sono decisamente uno spirito solitario (mio padre sintetizzava con l’espressione, che mi ha sempre divertito,  “animaluccio senza coda”). Leggendo il libro “Sulle orme di Basho”, ho compreso che il concetto di viaggio è davvero molto molto più ampio e pervasivo di quanto abbia mai pensato, acquisendo la consapevolezza di quanto sia presente l’idea del viaggio in ogni mio gesto e pensiero quotidiani.
Ho assaporato la profonda energia positiva che il libro contiene. Ho sentito un costante e piacevolissimo ritmo musicale, godendo del suono delle parole, come la melodia di una bella canzone, e dell'intima armonia della costruzione delle storie e della loro cornice.
Tutti i racconti sono davvero emozionanti, alcuni proprio commoventi, altri divertenti... E la Storia Parallela di Pietro è il Filo di Arianna che guida il lettore con empatia e innata sensibilità e costante simpatia! Da romana, mi è piaciuto un sacco trovare tra le pagine Trilussa. Infine, mi ha sorpreso e mi ha fatto tanto piacere vedere anche il mio nome tra i ringraziamenti finali, non me l'aspettavo, che bel pensiero!

 

Fabrizio Virgili
Non avrei mai pensato che un viaggio potesse essere declinato. Invece a Cascina Macondo l’hanno realizzato, così bene che ogni cosa si è fatta “viaggio”. E’ bastata una cella all’aperto delimitata da strisce bianche di gesso, magari manco diritte e squadrate, epperò rigide e intransigenti nel loro alzare il limite. Ma al loro interno è tutto permesso, da lì si parte per tanti viaggi. E pure in compagnia di altri amici, tanti, sempre di più, man mano che il viaggio si dipana e si frammenta in tante vie, rivoli, montagne, libri, pagine bianche e a colori, mari e fiumi a volte solo immaginati o sperati, da dietro le sbarre.
Ci sono pure otto bambini, quattro femminucce e quattro maschietti, la par condicio è salva.
A quelli del carcere di Saluzzo non è stato permesso di usare i loro nomi. Questa volta sarebbero stati affiancati a opere belle e sentite, a poesie haiku e a racconti nati da un cuore che non è più lo stesso di tanti anni prima. Quello della sciagurata giovinezza rovinata da un gesto. Adesso “i battiti del cuore superano le ombre del passato”, i rumori che restano impressi sono il tintinnio delle chiavi e la sferzata metallica della serratura che si chiude.
In un presepe c’è addirittura un Bambinello di 4 centimetri che muove le braccia e la testa.
Senza nomi veri, dicevamo, per cui Colui-Che-Risorge-Dalle-Ceneri ci regala ‘A Livella soia.
Il contrasto con Trilussa c’è tutto, il romano era più triste, nei suoi versi.
Mi pare di capire che non sia necessario un lasciapassare per introdursi nella cella all’aperto.
Ecco che prende corpo anche la lettera dei reclusi alle Autorità, sperando non siano le medesime che gli hanno vietato di affiancare se stessi a cose finalmente buone.
Poi ci sono i compagni di quel viaggio che è iniziato con una contaminazione. Siamo stati infettati dalla poesia di Cascina Macondo, virus fortissimo e resistente, che però fa vivere e porta a farlo anche al mondo tutt’intorno. Lo contagia di bellezza e lo fa fiorire. Quando ci eravamo già saziati delle mille fragranze delle pagine scritte in modo prezioso e pensavamo di essere arrivati a destinazione, ci siamo accorti che il cammino percorso era stata solo l’introduzione al viaggio, questo sì vero, del grande Maestro Matsuo Bashò. E sono stati glicini danzanti, alghe gettate nel mare, la “valle delle canne argentate”…esperienze fatte senza conoscerle, ma vissute alla lettura del cammino. Quando pare che abbia termine, il Maestro non si ferma, eccolo nuovamente con il bastone tra le mani a iniziare un altro viaggio  verso “le rocce sposate”. Andiamo con lui, che da 350 anni ci conduce nei misteri e nelle bellezze della Poesia Haiku.

 

Mauro Agliata
un libro intenso e sorprendente che alla fine mostra ciò che può sbocciare durante i cammini

 

Bruna Chiotti
Ci sono i mille viaggi deliziosi raccontati in questa antologia che ci portano un sorriso, una riflessione, una nostalgia, un seme, perché le vite degli altri sono sempre una ricchezza. Non sempre si può scegliere un viaggio, ma è importante saper riconoscere che qualunque esperienza è un viaggio. Anche leggere questo libro.

 

Laura Luria
Il libro è particolarmente intrigante, ma soprattutto sono molto favorevolmente colpita dall'”ampiezza” (non solo quantitativa..) delle vostre attività. Il fare oltre le chiacchiere! Complimenti e buon lavoro!

 

Mario Nanmom Fatibene
La “cornice” che Pietro ha creato dà ai racconti un respiro èpico, e il tutto, con semplicità, si veste di poesia per resistere al tempo. Un viaggio che continua a scriversi. Lo scriviamo da soli e insieme. Possiamo starci vicini o lontani, scegliere di vivere o morire da soli o con amici, ma lo sappiamo, e sappiamo che gli altri lo sanno.


Anna Maria Verrastro
Invitando i detenuti, i bambini, la disabilità, ad immèrgersi con la scrittura nelle varie declinazioni del viaggio, ha significato offrire spunti di riflessione e analisi per comprendere, esplorare, elaborare le dimensioni etiche ed emotive del perché, del cammino, della meta, della crescita… Sapere di essere in “relazione” con altri che hanno intrapreso la stessa avventura del viaggio, realizza e mette in evidenza l’idea di “avere compagni di viaggio, e di non essere soli”.

Emilio  Toscani
I racconti di "viaggio" contenuti nell'antologia "Sulle Orme di Bashò" offrono abbondanti dosi di dolcezza e speranza. C’è tanta vita, tanta disperazione, ma anche tanto amore e tanta voglia di farcela. La ricchezza e la spontaneità che ciascuno ha regalato, consentono una sbirciatina sulle mille sfaccettature dell’esistenza. Alla fine, il sacco del bello e del buono è molto più pesante di quello della triste realtà pubblica. Ognuno, nel suo privato, mostra di avere l’antidoto per il veleno sparso spesso da istituzioni e collettività. Grazie, Pietro, per la lezione di vita che ci dai con il tuo esempio, e grazie per dare visibilità al “buono” che c’è in noi.
 

 

 

 

Cascina Macondo – Associazione di Promozione Sociale
 Centro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.cascinamacondo.com

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Marzo 2020 08:42 )
 

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