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IMMUTABILE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO

di Emilio Toscani

 


Alcuni giorni fa, come tutti sapete, due bambini sono stati uccisi dalla loro mamma, detenuta in carcere, a Roma. Indignazione e raccapriccio collettivo, dichiarazioni roboanti, presa di posizione immediata del Ministro Bonafede, con tanto di sospensione dei vertici di Rebibbia e corale condanna di questa vergogna.
Tutti quelli che hanno avuto anche la minima possibilità di estrinsecare il loro pensiero, lo hanno fatto, senza se e senza ma, con coraggio e sprezzo del pericolo di pubblica berlina.
La mamma in questione, arrestata per possesso di hashish, era in carcere con i suoi due piccolissimi figli e nonostante le segnalazioni della Polizia Penitenziaria alla ASL, non era stata vista da psicologi o psichiatri, né aveva potuto parlare con un mediatore culturale o linguistico, parlando lei solo tedesco. Questo fatto incredibile, mi ha inevitabilmente portato a una serie di riflessioni.
Sono stato arrestato la prima e unica volta nel 2006. Era appena stato eletto Prodi, alla Presidenza del Consiglio, dopo Berlusconi. Prodi sarebbe durato poco, scalzato da Berlusconi nel 2008. Anche per lui vita breve, spodestato da Monti con un golpe bianco europeo. Si propose alla guida del paese Letta, e sarebbe stato poi il turno di Renzi, mai eletto, capo-faccendiere della sinistra, sostituito da Gentiloni silurato poi dalla congiura Lega-5Stelle.
In tutto questo altalenarsi politico e istituzionale, durante i 12 anni della mia detenzione, è cambiato tutto e hanno governato tutti. Sinistra, destra, centro, centro-sinistra, centro-destra, conservatori, semi-rivoluzionari, misti, voltagabbana, traditori et similia, che hanno impresso la loro impronta nel panorama politico.
Si sono alternati Presidenti del Consiglio, Ministri della Giustizia, Presidenti del DAP, del PRAP, delle ASL, Comandanti della Polizia Penitenziaria, volontari, cappellani e tutta la poliedrica umanità che gravita a vario titolo nel mondo del carcere. Tutti hanno dichiarato in modo perentorio e definitivo “Mai più bambini in carcere”.  Contemporaneamente, io, che in carcere ci sono vissuto per 12 anni, ho visto che assolutamente nulla è cambiato. I bambini in carcere c’erano, ci sono e ci saranno, nonostante le leggi, leggine, commi, norme integrative, circolari e autorevoli prese di posizione. Quello che ho visto accadere in questi 12 anni è il perdurare della tendenza a non applicare le leggi e a non promuoverne di nuove, più illuminate.
Oltre a questi poveri bambini uccisi dalla follia della madre e dalla incapacità dello Stato, si sono suicidate in 12 anni, 789 (settecentottantanove) persone, di cui 4 qui a Saluzzo, negli ultimi due anni e, l’ultimo, per la precisione, il 17 agosto, circa un mese fa. Tutte le lagnanze che sentivo in carcere 12 anni fa, sono esattamente le  stesse che sento oggi. Tutte le illegalità che il carcere mette in atto oggi, sono uguali a quelle di dodici anni fa. I detenuti sono oggi forse ancor meno curati di quanto non fossero 12 anni fa e le ASL sono progressivamente meno efficienti e propense al rispetto delle leggi vigenti.
Le persone addette ai lavori, negli uffici preposti, sono tutte cambiate, in questi dodici anni, ma non è cambiato per niente il loro ignorare le leggi italiane, europee e internazionali e le istanze dei detenuti e la loro astensione dal compiere il loro dovere. Tutte le istituzioni carcerarie, DAP, PRAP, Direttori, Comandanti, medici, magistrati e tutti quelli che hanno nelle mani la vita di 60.000 detenuti, non rispondono, e se lo fanno è per inventare nuove interpretazioni cervellotiche, sleali e scorrette, a danno dei detenuti, delle leggi che dovrebbero applicare.
Il Diritto in questi 12 anni è scivolato sempre più verso il viale del tramonto e il nostro Stato ha consolidato il suo ruolo di criminale abituale. Per intenderci, non sono episodi spiacevoli o le troppe evocate “poche mele marce”, qui tutto l’apparato è marcio, con la consapevolezza e la lucida volontà di esserlo. L’avanzare dello stato di putrefazione dell’etica pubblica e privata, è costante e continuo, nella sua progressione e tra qualche tempo, quando qualcuno parlerà di vergogna a proposito di qualche fatto particolarmente macabro e raccapricciante, sarebbe l’ora di smettere di fingere sorpresa e incredulità.
Da molto tempo tutti hanno perso il diritto di cadere dalle nuvole, essendo la realtà disponibile, visibile e tangibile. Una realtà di cui tutti si lamentano, ma che sembra immutabile nello spazio e nel tempo. In un mondo che si evolve sempre più velocemente e in cui nulla rimane a lungo come prima, c’è questo strano universo carcerario che resiste imperturbabile alle evoluzioni della cultura, del costume, della tecnologia, delle scienze umanistiche e dell’etica sociale. Forse l’unica cosa che è rimasta costante nella storia della Repubblica Italiana, insieme alla sua ipocrisia perbenista, che ha bisogno dei cattivi, dei reietti, dei nemici della società, da punire, nel vano tentativo di esorcizzare il male che, alla fine dei conti, forse prospera più tra i “buoni” che in qualunque altro luogo.
Tra pochi giorni, nessuno più parlerà di questi poveri due bambini e della loro povera mamma, impazzita per colpa di questo Stato criminale.
Nelle sezioni femminili, le mamme continueranno a chiamare gli agenti per segnalare i disagi ed essi continueranno, come sempre, a capire i problemi, a condividerli, e a non avere soluzioni.

Saluzzo 21/09/2018          
Emilio Toscani


Trascrizione a cura dell’ Associazione “Cascina Macondo”

 

 

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