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IL MOSTRO, di Nino Musso PDF Stampa E-mail
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Scritto da Tartamella   
Domenica 19 Agosto 2018 18:32

 

 

IL MOSTRO

di Nino Musso





Ah! Ah! Ah!
Ho saputo che il principe Harlow in questo momento è giù alla taverna che beve. So che si prepara a salire quassù al castello dove abito. Povero uomo, miserello, col suo sciocco cervello ha pensato di sfidare i miei poteri difesi dai miei fidi servitori, e di giungere a me quassù sui monti, nel castello che tanto terrore incute alla gente.
Il povero sciocco non sa neppure pallidamente cosa lo aspetta.
Per quale motivo viene fin quassù?
Vuol forse trafiggere il mio cuore per la sua bella? Per conquistarsi un posto alla corte del Re?.
0 vuol provare a se stesso il proprio valore?

Ah! Ah! Ah!
Povero uomo! Se ama la sua bella che bisogno ha di uccidermi? Può campare felice con lei; non deve dimostrarle nulla, non di certo di essere un uomo valoroso! Che facciano bambini, che li crescano e li nutrano; alla fine potrebbero scoprire di aver vissuto!

Se vuole conquistarsi un posto di riguardo nei pensieri del Re, beh, povero uomo, che vada da lui e gli offra la sua spada, e insieme si adoperino per eliminare i banditelli lungo le strade.
Non venite qui a casa del mostro. Lasciatelo in pace.
Io sono solo illusione.

Non è chiaro?
Lo so, lo immaginavo.
Siete tutti come il povero principe Harlow. Non volete accontentarvi della vita. Cercate di spiegarvela, di capirne il senso, Ah!Ah! Ah! il senso!
E se vi dicessi, così come si può dire una cosa banale all'orecchio
di un amico, che la vita non ha senso! Non ne siete convinti ancora? E allora che sia! Salite pure col prìncipe Harlow sin quassù nel mio castello che dòmina il mondo.

      Ma forse il pover'uomo vuol dimostrare a se stesso il proprio valore. E' possibile, certo: ci fa sentire più forti degli altri il solo pensiero di voler fare una cosa del genere; perché non tutti vogliono forzare il proprio destino: nessuno, o quasi, ne ha il coraggio!

Ah!Ah!Ah!
Lo chiamano coraggio! Coraggio di affrontare se stessi!
Scommetto che se Harlow viene su al castello per questo motivo, lo stimerete; e se muore da valoroso, avrete un pensiero in più per lui, la notte, prima di addormentarvi.
Stavo per dire: "prima di chiudere gli occhi sul mondo".
Ma quando mai, e chi, li ha aperti gli occhi sul mondo?

Ah!Ah!Ah!
seguite il cammino del principe Harlow. Seguitelo, vi prego!
E' di una prova che avete bisogno, no?  Seguitelo allora!
E' biondo, ha gli occhi azzurri,  il suo polso è fermo.
Ogni donna che ha cercato nel proprio pensiero la vita, l’ha creata a sua immagine e somiglianza.

    Eccolo laggiù! E' già l'alba e ha tratto un grosso respiro al mattino appena nato. Ha il cuore colmo di commozione e pensa di essere grande.
Il cielo che si colora di azzurro lo intenerisce, e il suo vigore si accresce man mano che respira a piene narìci.
E' poetico il pover'uomo, e sta per spendere la sua vita per uccidermi! Uccidere me! Ah! Ah! Ah! Uccidere il Mostro!

È poetico nell'anima, ma la vita, gente, ha forse bisogno di poesia?   Ah! Ah! Ah!  Ora cancellate i vostri maledetti pensieri di grandezza. Annullate ogni vostro giudizio e ascoltate, altrimenti un giorno pure voi vorrete venire da me col sanguinario proposito di trafiggermi il cuore.

Eccolo laggiù, Harlow è già sul sentiero che porta qui al castello.
Ha affilato la spada e preparato bene l'ascia. E già compie il suo primo sbaglio! Io lo so: quando affili i pensieri non devi pensare a come lo fai. E' come quando mangi: mangia! E' come quando ami: ama! E' come quando bévi e dòrmi: bévi e dòrmi!
Quando fate una cosa: fatela!
E' diverso che prendere la vita come viene.
      Fate tutti come Harlow, siete tutti come lui: prìncipi e Re e morti di fame! Ma siete queste cose solo nella vostra testa: non è la realtà! La realtà… Ah! Ah! Ah!

Avvicínati Harlow,  il mio sorriso ti stroncherà.

        Dopo aver marciato per ore e ore, il principe Harlow è qui alla mia porta. E' stupìto di non aver incontrato pericoli, quasi deluso. E questo è il suo secondo sbaglio!
Infatti ora pensa che forse l'impresa non è così difficile come immaginava. Ha più stima di sé ora. Ha più coraggio. Invece si è indebolito, io lo so. E ora sta pensando che riuscirà a vedermi bene in faccia.

Alla guardia della porta ho due fidi servi. Due cani.
Harlow è pronto.
Ecco, ora combatte su due fronti, e mostra di essere agile…
Li scansa. La sua spada rotea nell'aria e Sargàn il mio cane nero è sgozzato.
Woler, il cane bianco, riesce a mordergli un braccio, ma Harlow con un deciso colpo lo infilza.

     Harlow ha superato la prima prova. E' una brutta cosa. E' un peccato per lui. E anche per voi che lo avete seguito con morbosa curiosità sin quassù. Per voi tutti che lo seguirete.
Meglio non mi vediate in faccia. È meglio non venire mai quassù e, se venite, è meglio morire sulla via.

Àrgot è grande e grosso, e gli si para dinanzi.
Harlow è fiero di sé. È bravo. Un brav'uomo, lo so.

Ah!Ah!Ah! ha ucciso Àrgot. Povero uomo, si avvicina! Devo salvarlo. Devo.
Càlips e i suoi dieci nani lo circondano. Sono i penultimi miei fidi, poi c'è la diabolica Ermínia.

Dura tre ore la battaglia con Càlips e i suoi.
Quando sbuca nell'androne, pronto a salire, Harlow è vittorioso per quel che lui intende. Ed ha un braccio maciullato. Perde sangue dalla gola. E trascina una gamba a malapena. I nani di Càlips tutti morti con il loro capo. Non erano facili avversari.
Dalla fronte, proprio tra gli occhi, Harlow sanguina.

Non ti avvicinare più uomo! Io lo so, io conosco questo tragitto! Harlow, fermati se vuoi vivere!
Non ti bastava la tua bella ragazza? Non ti bastava che il mondo fosse tondo e pieno di monti e valli, di terre, di gente, di piccole lotte che fanno la vita? Di idee e di pensieri lieti?  Di sofferenze.
Macché. Sei quì con la parvenza di eroe, con la suggestione che ti rende grande come un Dio!  Con il sorriso commosso e pieno di sentimento. Ed è questo che ti porterà alla rovina.
Affrontare il lavoro nei campi, come facevi da ragazzino, principe Harlow, non era gloria?  Non era vita?
Vuoi conoscermi? Vuoi vedermi in faccia? Voi, voi tutti volete che mi rivéli?  No! Non ancora! Voglio nascondermi finché posso!
Ermìnia salvalo tu!

    Ermìnia è bella, una donna enorme, giunonica, che tratta la spada come si tratta la gente, con la stessa facilità.
Harlow ce l'ha di fronte. E lei ridacchia.
Ermìnia è una creatura incredìbile. Da lei emana una luce violetta che sconvolge tutti.  Ma non Harlow! Col sangue tra gli occhi che gli apre e chiude le porte della coscienza, Harlow si avventa su di lei con foga e la ferisce. Ermìnia grida, e gli sferra un colpo su una gamba tagliàndogliela quasi di netto.
Harlow è avvolto da una nebbiolina strana, intensamente colorata. Ce l'ha nella testa. È tutto pieno di ricordi, di pensieri, di idee raffazzonate alla meglio. Pronto a mostrarsi al suo nemico personale: io.
Ermínia lo assale, ma Harlow, con un colpo da maestro, la trafìgge da parte a parte.

Pover'uomo, ce l'ha fatta! Voi tutti, venite! venite a vederlo! Guardatelo, se potete!
E' venuto per trafiggere il mio cuore, ed è una maschera di sangue. Forse piange di memoria. Una memoria che gli porta il suo passato e gli fa vedere davanti agli occhi la sua condizione in questo momento. Forse piange commosso dalla sua impresa; ma anche voi, vi vedo sapete, anche voi siete dalla sua parte.
State piangendo con lui.
Piangete forse per la sua donna che lo aspetta?
0 forse piangete commossi, perché anche voi state cercando un posto nei pressi del Re? Forse anche voi state ancora cercando alla vostra età la stima di voi stessi?
Tra poco nessuno piangerà più.

Ecco, Harlow bussa alla mia porta, e la spalanca.
Sul mio  trono io resto seduto tranquillo.
I miei occhi oggi sono azzurri, e ho i capelli biondi e guardate le mie gambe: noterete che una è quasi tranciata di netto.
Ho un braccio maciullato e sanguino in mezzo agli occhi eppure sono seduto tranquillo.
        Cerco di sorridere per non farlo spaventare troppo, ma so che è inutile; sì lo so, è inutile.
Il prìncipe Harlow mi guarda con gli occhi sbarrati e mi crolla davanti svenuto. Non posso più fare nulla per lui. E penso che in quella testa, nel cervello di questo nuovo mostro io ci starò per poco; finché un nuovo prìncipe, o un Re, o un morto di fame, deciderà di affrontare questi pericoli per trafiggere il mio cuore.
Ma perché non affrontare la vita, la sofferenza, oppure scoprire come diavolo fa a nascere e vivere e morire una rosa.

Io non esisto!
Chi combatte contro di me e già morto in partenza!
Non si combatte contro il Mostro! No! C’è solo da perdere la vita.
Povero uomo, eccolo qua, tra poco riprenderà conoscenza e saremo una cosa sola. Nella mia testa mille cervelli bazzicano.
I mille pazzi che hanno tentato di sacrificare la propria vita per un ideale insulso, frutto di una illusione che per ognuno ha un nome diverso.
Vivete, vi Prego. Non avete altro da fare, lo sapete.
Ecco ... si è svegliato”.
“Ecco, mi sono svegliato. Cos'è questo dolore alla gamba?  Questo braccio che sanguina? Il mio trono…!
Mi siedo sul mio trono finalmente. Attorno a me il mio castello.

Ah!Ah!Ah!
Ho saputo che il duca Nelson in questo momento e giù alla taverna che beve. So che si prepara a salire quassù al castello dove abito. Povero uomo, ha pensato col suo sciocco cervello di sfidare i miei poteri Ah!Ah!Ah!..”

 

 

 

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