Home Archivio News-Eventi IL BUCO, di Peter Seeberg
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
  • An Image Slideshow
IL BUCO, di Peter Seeberg PDF Stampa E-mail
Votazione Utente: / 0
ScarsoOttimo 
cassetto degli articoli - armadio degli articoli
Scritto da Tartamella   
Domenica 19 Agosto 2018 17:59

 

 

IL BUCO

di Peter Seeberg

 

 

Qualche tempo fa Graves, il nostro superiore diretto, ci disse che aveva un lavoro di prim'ordine per noi: mai nessuno ne aveva avuto uno migliore e sicuramente nessuno se ne sarebbe lamentato. Non voglio dire che fossimo particolarmente rassicurati da questi elogi, si trattava semplicemente del peggior lavoro che si potesse trovare nel raggio di sette miglia.
Partimmo con un fuoristrada aperto, verso la periferia, verso quegli immensi piazzali, dove le gru scaricano dagli autocarri una casa dopo l'altra. Qui 1'automezzo si fermò, noi scendemmo e ci inoltrammo a piedi tra i campi.
- Venite, ragazzi, disse Graves con quella sua bonarietà da movimento di liberazione che mi è insopportabile.
Lo seguimmo il più lentamente possibile, per non fargli credere che fossimo particolarmente entusiasti di quell' opportunità.
- Go ahead, disse poi facendo ballare il martello che teneva con la destra.
Era in assoluto la cosa peggiore che avrebbe potuto dire, per me, ma la ripetè, quello stupido animale:
- Go ahead, scavate un buco. Indicò il terreno con una tale precisione da non lasciare dubbi sul luogo dove avremmo dovuto scavare; poi improvvisamente lo prese il diavolo, e si preci- pitò verso quell'automezzo maledetto.
Noi restammo là.
Venne fuori la prima cattiveria della giornata, non la ripeterò, tutti la ignorammo e cominciammo a scavare voltandoci le spalle; togliemmo delicatamente le zolle d'erba e le raccogliemmo in mucchietti ordinati, asportammo il primo strato di terra e 1'ammonticchiammo, e finalmente iniziammo a scavare sotto di noi un buco, di circa sei metri per sei, in modo che ci fosse da lavorare per tutti e otto.
Nel corso delle prime ore del mattino, a parte le solite soste per soffiarsi il naso o caricare la pipa, continuammo a scavare fino a trovarci immersi nel buco a metà busto.
Dopo colazione Tape disse che era sicuro che il buco non dovesse essere più profondo. Assolutamente sicuro. Non c'era ragione che dovesse essere più profondo. In ogni caso non c'era motivo di renderlo più profondo, se non doveva esserlo. Era meglio aspettare e vedere se Graves tornava a dare ordini precisi.
Invece Gringo replicò che secondo lui il buco doveva essere sicuramente più profondo, perché non aveva mai visto un buco così largo e così poco profondo.
Ovviamente non aveva idea di quello che sarebbe sorto in quel posto, ma dato che c'era di mezzo Graves, poteva trattarsi di un grattacielo all'incontrario che doveva essere infilato nel buco a testa in giù.
Allora Drain disse che in effetti non sapevamo che dimensioni dovesse avere il buco, ma se davvero doveva essere grande, come sostenevamo noi, allora non c'era dubbio che dovesse essere anche molto più profondo, altrimenti Graves avrebbe dato ordini più precisi, oppure sarebbe tornato presto indietro, poiché si trattava di una persona che non lasciava la gente ad aspettarlo e inoltre non gli piaceva sprecare il lavoro.
Io allora dissi che non ero affatto convinto che il buco dovesse essere così grande, per mio conto l'avrei fatto qualche metro più piccolo. In ogni caso avremmo potuto risparmiarci alcuni metri in profondità, dato che tutte le persone ragionevoli erano visibilmente d'accordo nel sostenere che più il buco era grande, più profondo doveva anche essere.
Jess, che è particolarmente mio amico e mi contraddice sempre, mi chiese in privato e col suo fare tagliente, come facevo a sapere che tutte le persone di buonsenso sono convinte che i buchi grandi devono essere profondi, dato che lui aveva proprio avuto l'impressione che i buchi molto grandi dovessero essere poco profondi, perché, spiegava Jess, altrimenti diventano fin troppo grandi nell'insieme.
Riprendemmo il lavoro e scavammo all'incirca un altro metro, il che cominciò a causarci difficoltà nel gettare fuori la terra. Questo suscitò una discussione sullo scopo di tutto il lavoro. Ci dividemmo chiaramente in un gruppo di maggioranza che rappresentava i due terzi e in uno di minoranza; i primi sostenevano che stavamo scavando le fondamenta per la cantina di una casa. Sì, la maggioranza stava già discutendo su chi avrebbe abitato la casa, sulle sue amanti, sulle dissolutezze che avrebbe compiuto con loro, e quanto sarebbe stato potente al giorno, alla settimana, al mese, all' anno e in occasioni straordinarie, che è l'argomento che di solito ci interessa di più.
lo, che appartenevo alla minoranza, pensavo che si trattasse di un nuovo bunker, dato che recentemente avevo letto sul giornale che il governo, nella misura in cui fosse risultato opportuno, cosa che non si sapeva ancora, voleva costruire tra i nuovi edifici alcuni locali di difesa che contenessero una ventina di persone.
Era proprio a uno di questi che stavamo lavorando, e Graves se n'era andato perché aveva paura di non riuscire a tenere per sé quello che sapeva, che naturalmente rappresentava un segreto.
Jess, che è il novellino più sfrontato che abbia mai avuto il permesso di camminare su due gambe, disse che tutto questo non serviva proprio a nulla, e aveva l'aria che ciò gli fosse completamente indifferente.
Allora il vecchio Herbert disse che non sopportava di essere preso in giro, quindi se c'era qualcun'altro che credeva che lo scopo fosse questo, allora se ne sarebbe andato e avrebbe interrotto per sempre il rapporto con Graves.
- Non ne sono sicuro, disse il piccolo Drain, Graves non potrebbe mai avere delle trovate del genere. Credo che tu possa stare tranquillo, Herbert. Perché diavolo dovrebbe inventare un modo di prenderei in giro? Costa denaro. Lui non getta il denaro per niente.
Herbert si calmò e si rimise a lavorare, ma nel tardo pomeriggio, quando ormai eravamo così sotto al livello della strada che avevamo dovuto installare una scala per poter portar fuori la terra con un uomo per ogni scalino, fu Drain a ricominciare, perché si trovava sul gradino più basso.
Disse che non riusciva a capire perché il buco dovesse essere così profondo. Secondo lui era spaventosamente profondo.
Allora tutti noi, che in quel momento stavamo trasportando la terra con le carriole, ci avvicinammo al bordo del buco e guardammo, insieme a quelli che si trovavano sulla scala, prima il buco e poi Drain, che era più in basso di tutti. Anch'io riconobbi che il buco era spaventosamente profondo. Sì, in questo caso ci fu una tale unanimità che persino il silenzio fece l'effetto di un' eco alla dichiarazione di Drain. Il buco era abbastanza profondo, non era possibile che dovesse esserlo di più.
Graves non tornò per quel giorno, e neppure la mattina successiva; così ci trovammo d'accordo nel riconoscere che il buco doveva essere più profondo, e prima della colazione la pompa aveva prosciugato tutto, i pali di sostegno erano stati sperimentati, era arrivato un autocarro di nuove assi, e noi continuavamo a scendere, con lentezza, perché eravamo pochi e occorrevano sei uomini per spalare la terra da un gradino all'altro, mentre il settimo la trasportava con la carriola.
- Non è logico, disse Herbert, non a forza di braccia; non ci sarebbe nulla da ridire, se il buco fosse scavato con le macchine, ma non con gli uomini.
- lo l'ho detto fin dall'inizio, disse Tape, sono stato il primo a mettervi in guardia, ma ora non dico più niente. Ve lo siete voluto. Quando ho detto che era abbastanza profondo, era vera- mente abbastanza profondo.
- Affatto, disse Gringo, lo ricordo molto bene. Ma se credi di essere così esperto di buchi, perché non ci hai detto quando il buco era veramente abbastanza profondo? Puoi forse direi se è abbastanza profondo, adesso?
- Adesso è troppo profondo, disse Tape, fin troppo.
- No, replicò Jess.
- Invece sì, dissi.
- Va riempito di almeno sei metri, disse Tape.
- Va ancora scavato, dichiarò Jess
- E va bene, assentii.
- Forse sei metri e mezzo, continuò Tape, piegando la testa di traverso, forse sei e tre quarti.
- Storie, disse Gringo.
- Sapete cos'è? disse Down, è un buco per sputarci dentro, e intanto s'avvicinò al bordo e, dalla sua posizione, sputò fin giù da Drain.
- O per amoreggiare, disse Gringo.
Così restammo lì, con quel buco enorme senza sapere se dovevamo renderlo ancora più profondo o invece riempirlo.
- Comunque non sono certo che sia giusto riempirlo di nuovo, disse Herbert, che era il più vecchio e il più esperto, nonostante tutto è un buco, non è vero? E finché Graves non l'ha visto non c'è ragione di riempirlo. È anche probabile che debba essere ancora più profondo, anche se non capisco perché.
- Molto più profondo, disse Jess
Ormai dovevamo estrarre la terra passandoci i secchi l'un l'altro.
- Non è un modo ragionevole di lavorare, disse Herbert, ma in fondo veniamo pagati per questo, quindi che ce ne importa quanto sia stupido.
- No, disse Wales, il fatto è che non può non importarcene, è questo che è assurdo. Se fosse stato organizzato in modo diverso, se avessimo saputo a cosa andavamo incontro, se avessimo avuto dei progetti, o se Graves ci avesse messo al corrente, noi, con la nostra esperienza, avremmo potuto spiegargli che non avremmo lavorato in questo modo, che andava fatto diversamente. E ora sospendiamo finché non torna Graves.
- Se invece non torna? ipotizzò Jess.
- Tornerà, disse Drain.
- No, disse Jess.
- Perché non dovrebbe tornare?
- Non ce n'è motivo, spiegò Jess, ormai ci ha messi all'opera.
- Sì, ma non ci ha detto quanto profondo dovesse essere il buco, continuò Drain, deve farlo, ne sono certo.
- Non verrà, disse Jess.
- Di cosa state discutendo? chiese Gringo.
- Jess dice che Graves non tornerà.
- Sciocchezze! commentò Gringo.
Tutti dicevano sciocchezze.
- Lo puoi verificare tu stesso, dissi a Jess.
- Riprendiamo a lavorare? disse lui.
- Proprio tu vuoi lavorare, tu che non credi
che Graves tornerà per direi la profondità del buco? chiese Drain.
Jess ridacchiò.
- Eppure non è logico, disse Drain.
- Che importa, disse Jess.
Graves non venne quel giorno e neppure la mattina seguente, ma noi cominciammo con la pompa e i pali di sostegno e riprendemmo il lavoro, che però procedeva molto lentamente.
- Forse Graves è occupato, concluse Drain verso la fine della mattinata.
- Sì, certo, disseJess, e, dopotutto, non puoi metterti a lavorare per il gusto di farlo?
- Non c'entra niente con la nostra questione, osservò Drain.
- Invece sì, contraddì J esso
Ci attardammo al tavolo della nostra baracca, a pranzo.
- L'errore è stato non aver scavato un buco più largo, esclamò Jess disperato, in tal caso avremmo potuto renderlo più profondo, e non saremmo così impazienti di sapere se Graves si preoccupa di noi o no.
- Bene, allora sei passato dalla nostra parte, dissi a Jess
- No, replicò, ma tutte le vostre storie hanno finito per influenzarmi. lo m'accontento
di come stanno le cose, ma voi non siete capaci di lasciarmi in pace. Eppure non vi chiedo nulla.
- Potremmo chiedere informazioni a un ingegnere, suggerì Wales, su che razza di progetto è quello cui stiamo lavorando.
- Non c'è mai modo di rintracciare un ingegnere, disse Gringo.
- Potremmo lamentarci presso il sindacato dei lavoratori.
- Cosa c'entra il sindacato! Non c'è nessun problema che riguarda il lavoro. Tu stesso ne stabilisci i ritmi.
- Ma l'ispettore del lavoro potrebbe pure avere da dire una parolina, disse Wales, vero?
- No, spiegò Tape, non arrivano mai fin qui, vengono regolarmente fermati da un pranzo per strada.
- Dobbiamo pure avere qualche diritto, commentò Wales.
- Possiamo semplicemente andarcene, disse Jess.
- Andarcene? chiese Drain, ma non ce n'è affatto motivo.
- Allora sediamoci sul bordo del buco e guardiamolo, disse Jess, lasciamo che si riempia d'acqua e gettiamoci una lenza, invitiamo qui delle ragazze perché vedano il buco che abbiamo scavato, e stringiamole alla vita. Questo è permesso.
- Potrebbe essere una bella idea, disse Drain.
- Che cosa ha detto di preciso Graves? chiese Herbert.
- Scavate un buco, rispose Gringo.
- Ma non ha indicato il punto dove abbiamo scavato, continuò Herbert.
- Invece sì, dissi.
- No, insistette Herbert, ha indicato un punto molto più in là, in quella direzione.
- Potrebbe anche essere, disse Drain.
- Comincio a credere che ci sia qualcosa di sensato in quello che dice Herbert, commentò Gringo.
- Forse; disse Tape.
- No, disse Jess.
- Cosa ne sai, tu! replicò T ape.
Cominciammo a girare intorno per trovare il punto in cui ci trovavamo quando eravamo arrivati con Graves sul terreno, dove lo avevamo circondato e dove ci aveva detto - Scavate un buco, indicando in basso verso il suolo. Il punto preciso in cui ci trovavamo quel giorno era svanito nel nulla, ma tentammo di immaginarci com' era stato in quel momento, come eravamo disposti noi e come aveva puntato il dito; se indicava subito n sotto, di fronte o con quale angolazione. Stranamente nessuno di noi riusciva a ricordarsi con certezza se Graves aveva usato la mano destra o la sinistra. Allora Tape dichiarò all'improvviso che Graves era mancino, quindi senza dubbio doveva aver usato la sinistra, ma qui ci fu il disaccordo totale: alcuni sostenevano che Graves fosse mancino, altri dicevano che usava solo la mano destra, Drain invece assicurava che Graves si era esercitato a usare entrambe le mani allo stesso modo. Jess disse che secondo lui Graves aveva usato un' altra cosa, più adatta a indicare.
Sebbene non fossimo sicuri del luogo in cui stavamo, e neppure del punto indicato da Graves, né con che mano avesse fatto segno, ci trovammo d'accordo di riempire il buco e cominciare a scavarne uno nuovo.
Dopo aver scavato per due o tre giorni, Jess osservò: - Nessuno dice più niente. Cominciate forse a capire quello che state facendo? Siamo stati noi a decidere questo buco, lo capite? Possiamo gettare le pale. Non importa quanto, sia grande, e neppure quanto sia profondo. E il nostro buco. L'unica cosa sensata che è stata pronunciata su questa storia è la battuta cattiva che Tape ha detto non appena Graves è scappato via. Doveva essere un buco minuscolo, e il resto del tempo potevamo trascorrerlo, ognuno sul proprio cumulo, bevendo birra.
- Non parlavi così prima, dissi.
- Ma è sempre stata la mia opinione, rispose, soltanto volevo resistere e scegliere personalmente il momento più adatto.
- È probabile che il ragazzo abbia ragione, disse Herbert dal fondo del buco, risaliamo e sediamoci.
- Comunque lasciamo il buco così com'è, disse Jess, Graves intendeva un piccolo buco, il nostro è troppo grande, ma siamo liberi di fare come vogliamo, dato che è impossibile sapere che cosa voleva; non abbiamo che da fare come desideriamo e rendere il buco grande come piace a noi. E poi possiamo sempre rimpicciolirlo, se è il caso.
Ci sistemammo ognuno sul proprio mucchio di terra; dai balconi dei palazzi a sei piani disseminati sul terreno volavano bolle di sapone trasparenti che i bambini soffiavano come matti, mentre le donne che stavano in casa riposavano sui divani e guardavano verso di noi strizzandoci l'occhio, e noi guardavamo loro a occhi spalancati e intanto stavamo lì seduti a parlare di tutte quelle donne e di come sarebbe stato bello, col passare del giorno. E le donne uscivano come per caso sui balconi e cominciavamo a chiaccherare con alcune di loro ancora in vestaglia nel tardo pomeriggio; ci sorridevano, capivano bene, naturalmente, sarebbe stato bello. Stava quasi per avverarsi, ognuno la sua, quando arrivò Graves rombando. . .
Arrivò attraversando il terreno di corsa e cercò di essere breve, dicendo che il buco non era abbastanza profondo. Ma prima che riuscisse a sparire di nuovo, Jess gli chiese con molta fermezza se poteva essere così gentile da direi la profondità esatta che il buco doveva avere, in modo che potessimo vedere la fine del lavoro.
Graves spiegò molto seriamente che il progetto prevedeva di scavare un buco fino a raggiungere i cinesi, proprio di arrivare, con il badile, a toccare il piede del primo cinese.
Herbert chiese in modo concitato se Graves aveva pensato di fare tutto questo lavoro a mano.
- Questo è il progetto, rispose Graves, naturalmente dovete calcolare che ci vorrà parecchio tempo. Dato che è la prima volta che viene realizzato, nessuno ha osato fare previsioni. Ma in fondo non è lo stesso?
Ci guardò.
- Assolutamente lo stesso, asserì Jess. Attualmente siamo già scesi di oltre due chilometri. Siamo tutti consapevoli che manca ancora un bel pezzo.

 

 

 

 

cascna macondo

“Lèggere è bèllo come scrìvere, viaggiare, fare l’amore”  (Pietro Tartamella)

 

partita iva e còdice fiscale per donare il 5 x 1000:  06598300017

codice IBAN: IT13C0335901600100000013268
per donazioni liberali e contributi sostenitori

 

dona il 5 x 1000 della tùa dichiarazione dei rèdditi, non còsta nulla,
e il velièro di Macondo avanza nel mare di un altro miglio...

 

Cascina Macondo
Cèntro Nazionale per la Promozione della
Lettura Creativa ad Alta Voce e Poètica Haikù
B.ta Madònna della Róvere, 4
10020 Riva Prèsso Chièri (TO)

 

 

RACCONTI ALTRI

lettere e parole SUL & DAL  carcere

 I RACCONTI DI SCRITTURALIA

 

 

 

 

 

Time Zone Clock

Sondaggio

Accentazione ortoèpica lineare